Hamas : Mashal in Arabia Saudita e continuano colloqui segreti tra Hamas e Israele
Altri funzionari di Hamas si uniranno a Mashal in Arabia Saudita tra cui il vice di Mashal Mousa Mohammed Abu Marzook e Saleh al-Aarori, attualmente in Turchia, considerato in Israele il responsabile delle infrastrutture di Hamas in Cisgiordania. La visita è la prima in tre anni e funzionari israeliani hanno sempre espresso la preoccupazione che l'Iran ,una volta tolte le sanzioni , possa aumentare i finanziamenti ad Hamas e ai gruppi del MO ostili ad Israele . .Mashal è stato un forte sostenitore dell'alleanza saudita-egiziano e ha reso pubblico un accordo di Hamas 'con la polizia saudita per il bombardamento dei ribelli Houthi, finanziati e armati dall'Iran.La dirigenza di Hamas è divisa
La maggior parte dei sostenitori dell'Iran all'interno di Hamas provengono dall' ala militare
2
AGGIORNAMENTO ORE 13.15
GRUPPO SALAFITA RIVENDICA LANCIO RAZZI DA GAZA VERSO ISRAELE
Il gruppo salafita Brigate dello Sceicco Omar Khadir ha rivendicato il lancio verso la citta’ israeliana di Ashqelon avvenuto durante la notte. In reazione Israele ha colpito senza fare vittime due postazioni del movimento islamico Hamas ad al Burej, a sud di Gaza city.
Gerusalemme, 16 luglio 2015, Nena News – Questa mattina all’alba l’aviazione israeliana ha compiuto due raid contro Gaza di Gaza, dopo che un missile – lanciato dalla Striscia – è caduto vicino alla città israeliana di Ashkelon, in una zona disabitata, alle due della notte scorsa. Lo riporta un portavoce dell’esercito israeliano: il missile non ha provocato danniSecondo fonti palestinesi, l’aviazione ha colpito la sede dell’Amministrazione Civile a Jabaliya, nord di Gaza, e un sito nel campo profughi di Al-Bureij, nel centro, per Israele usato da gruppi armati palestinesi (quindi considerato “infrastruttura terroristica”). entrambi i casi i raid non hanno provocato morti né feritUn caso simile si era verificato il 24 giugno, e ancora prima: missili lanciati da Gaza avevano provocato la reazione israeliana. Anche in quel caso le autorità di Tel Aviv ne hanno imputato la responsabilità ad Hamas, governo de facto della Striscia, ma il movimento islamista palestinese ha rigettato le accuse. Dietro, starebbero gruppi salafati radicali, che intendono così sfidare l’autorità di Hamas che sta cercando di mantenere saldo il cessate il fuoco con Israele. Tanto da – dicono fonti interne palestinesi e israeliane – avviare un dialogo segreto con Tel Aviv, sotto l’ombrello del Qatar, per giungere ad una tregua di lungo periodo che dia maggiore respiro ad una popolazione civile ancora stremata dagli effetti dell’attacco della scorsa estate.
Un dialogo sarebbe stato aperto anche per il rilascio di due israeliani che, secondo Israele, sarebbero detenuti nella Striscia. Si tratterebbe di Avraham Mengistu, etiope israeliano, e di un giovane beduino il cui nome non è stato ancora pubblicato (ma potrebbe trattarsi di Hashem al-Sayyed). Secondo il quotidiano “The Times of Israel”, i due sarebbero parte del più ampio negoziato per la tregua, così come la riconsegna dei resti dei soldati israeliani Shaul e Goldin, l’allentamento del blocco sulla Striscia e la costruzione di un porto e un aeroporto.

Commenti
Posta un commento