Gaza: la poesia della vita oltre la guerra





Mahmoud al-Kurd è nato nel campo profughi di Jabalia, a nord di Gaza. Sa bene cosa significa crescere in un territorio per anni conteso e dilaniato dalla guerra. Immaginare quella striscia di terra con uno sguardo diverso, quasi poetico, è stato necessario per offrire al mondo una visione positiva della vita a Gaza. Scatti tra realtà e fantasia in cui una bambina, sua sorella di otto anni, vive immaginando la libertà. Mahmoud al-Kurd si è avvicinato alla fotografia durante gli studi universitari in letteratura inglese, ha iniziato seguendo i tutorial online e poi è passato alla pratica. Il lavoro alla sua prima serie, intitolata "We Breathe Freedom", è iniziato durante la guerra: "Le scene indimenticabili dei bombardamenti e della violenza mi hanno in qualche modo costretto a creare queste foto per raccontare la nostra realtà. Il mio messaggio è che siamo tutti esseri umani e come tali sognamo la libertà e la pace". Nel pieno rispetto della fotografia concettuale, Mahmoud cura ogni minino dettaglio dei suoi scatti: disegna l'idea su carta, raccoglie e crea gli oggetti di scena, decide vestiti e colori. "Ho scelto i bambini come protagonisti perché sono le principali vittime della guerra. Con i miei scatti rappresento i loro sogni, le loro speranze". La serie "We Breathe Freedom" contiene in tutto 51 scatti, come i 51 giorni dell'operazione israeliana "Margine protettivo" che lo scorso anno (tra il 7 luglio e il 26 agosto) causò oltre 2000 morti, di cui circa 500 bambini 


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