Israele, un incendio doloso causa gravi danni in un santuario cristiano a TabghaComunicato dei Vescovi cattolici

Terrasanta.net | 18 giugno 2015
 

Israele, un incendio doloso causa gravi danni in un santuario cristiano a Tabgha



L'esterno del santuario della Moltiplicazione dei pani e dei pesci a Tabgha, in Galilea. (foto S. Lee) [clicca sulla foto per aprire la galleria]
(g.s.) - Nel cuore della notte scorsa un incendio doloso è stato appiccato alla chiesa della Moltiplicazione dei pani e dei pesci, sulla riva nord-occidentale del lago di Tiberiade, in Israele.
I vigili del fuoco sono accorsi sul posto intorno alle tre e trenta. Quando sono riusciti a domare il rogo, le fiamme avevano già causato seri danni al chiostro del santuario, che è uno dei luoghi cari ai gruppi di pellegrini cristiani che si recano in Terra Santa. Due persone che si trovavano nell’attiguo monastero - un anziano monaco e una giovane volontaria - sono state affidate alle cure dei medici per un’intossicazione causata dall’inalazione dei fumi dell’incendio.
Su uno dei muri dell’edificio sacro è stata tracciata con uno spray rosso una frase in ebraico («Annienterai i falsi idoli»), tratta dalle preghiere recitate ogni giorno dagli ebrei osservanti. Il che fa pensare che l’incendio sia stato volutamente appiccato da qualche estremista appartenente a quegli ambienti.
Da anni ormai in Terra Santa si succedono attacchi a luoghi di culto musulmani e cristiani (principalmente, ma non solo, in chiave anti palestinese), messi in atto da queste frange violente, spesso contigue al movimento dei coloni. Gli episodi vengono puntualmente denunciati e condannati dalle autorità religiose cristiane e da organismi come il Consiglio delle istituzioni religiose di Terra Santa, un coordinamento voluto da religiosi ebrei, cristiani e musulmani (basta dare un occhio al suo sito internet per rendersi conto della frequenza di simili eventi). Proprio questa mattina il Consiglio ha espresso la sua condanna per l'incendio a Tabgha, osservando che «dal dicembre 2009 qualcosa come 43 chiese e moschee sono state incendiate o dissacrate, e tuttavia non una singola persona è stata perseguita dalle autorità».
Ogni volta si invoca un nuovo e intenso sforzo educativo che educhi le nuove generazioni - in particolare negli ambienti ultraortodossi ebraici - al rispetto delle altrui sensibilità religiose. Il continuo ripetersi di simili episodi dimostra che la strada da percorrere è ancora lunga.
Il complesso della Moltiplicazione dei pani e dei pesci fa memoria del celebre miracolo che Gesù operò per sfamare una folla di discepoli. L’attuale chiesa è molto recente: risale agli anni Settanta del secolo scorso e sorge sui resti di un’antica chiesa bizantina. È proprietà dei benedettini (tedeschi) dell’abbazia della Dormizione a Gerusalemme. Fratel Nikodemus Schnabel, uno dei monaci, racconta che i danni provocati dall'incendio della scorsa notte sono ingenti: «L’atrio della chiesa, e tutta l’ala sud degli uffici e del “divano” (l’ampio soggiorno in cui nelle dimore mediorientali si ricevono gli ospiti - ndr) sono stati danneggiati». Le fiamme si sono propagate al tetto.
Anche nell’aprile 2014 degli adolescenti vestiti alla maniera degli ultraortodossi furono protagonisti di vandalismi nel recinto del santuario. Staccatisi da un più folto gruppo accompagnato da un adulto, alcuni di loro avevano distrutto una croce e oltraggiato con sputi, sassate e insulti una delle ospiti della foresteria. Poco più di un mese dopo, il 26 maggio, un piccolo rogo era stato acceso nella basilica della Dormizione a Gerusalemme, sul monte Sion, a due passi dal Cenacolo. Il fatto era avvenuto poche ore dopo il ritorno a Roma di Papa Francesco, che proprio al Cenacolo aveva concluso il suo breve pellegrinaggio in Terra Santa.
Tra le prime reazioni di sdegno all'attacco della notte scorsa registriamo quella dell'ambasciata di Israele presso la Santa Sede. Attraverso un comunicato stampa diffuso in mattinata, «esprime la sua più ferma condanna verso gli atti vandalici di questa mattina, 18 giugno 2015, che hanno violato la chiesa della Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci a Tabgha». «Deploriamo - continua la dichiarazione - queste azioni che sono in totale contrasto con i valori e le tradizioni di Israele. Israele è una democrazia che garantisce piena libertà religiosa a tutti i credenti. Questo atto spregevole non rappresenta in alcun modo lo Stato di Israele ed i Suoi valori».
La stampa israeliana riferisce che nel corso della mattinata la polizia ha fermato, per interrogarli e rilasciarli di lì a poco, 16 giovani coloni (inizialmente menzionati come studenti minorenni di una yeshiva, cioè una scuola religiosa ebraica), sospettati di essere responsabili dell'incendio.


I vescovi cattolici di Terra Santa sul rogo al santuario di Tabgha

Terrasanta.net | 18 giugno 2015
 


Monsignor Giacinto Boulos-Marcuzzo, vicario per Israele del patriarca latino di Gerusalemme, durante un sopralluogo questa mattina a Tabgha. (clicca sulla foto per la galleria di Basel Awidat/Flash90)
Rilanciamo integralmente il comunicato diffuso quest'oggi dai vescovi cattolici di Terra Santa a commento dell'incendio della notte scorsa nel santuario della Moltiplicazione dei pani e dei pesci, a Tabgha, in riva al lago di Tiberiade, in Israele. L'Assemblea degli ordinari cattolici parla di grande turbamento per tutti i cristiani di questa terra. Ecco il testo:

 Condanna del criminale incendio
appiccato alla chiesa di Tabgha
Questa mattina ascoltando la radio israeliana che diffondeva la notizia dell’incendio di Tabgha, i cristiani di Terra Santa, vescovi e fedeli, sono stati molto turbati nell'apprendere che, nella notte, un incendio era stato dolosamente provocato all’interno del santuario della Moltiplicazione dei pani, e che un monaco e una volontaria tedesca, intossicati dal fumo, erano stati ricoverati in ospedale.
Si tratta, ancora una volta, di un atto violento compiuto da individui intolleranti e senza scrupoli che danneggiano l’immagine della Terra Santa offendendo i cristiani del paese e la Chiesa cattolica nel suo insieme. Essi nuociono anche all’idea di uno Stato che si definisce democratico, tollerante e sicuro.
Noi condividiamo lo sgomento dei Padri Benedettini, custodi del santuario ed esprimiamo loro la nostra solidarietà.
È la terza volta che la comunità benedettina di Terra Santa è colpita da simili attacchi criminali: l’anno scorso, sempre a Tabgha, il 27 aprile 2014, dei giovani ebrei estremisti se la sono presa con delle croci e dei religiosi. Nell’Abbazia benedettina del Monte Sion, a due passi dal Cenacolo, il 26 maggio 2014, pochi minuti dopo la partenza di papa Francesco, fu fatto scoppiare un incendio. Gli stessi monaci benedettini del Sion sono spesso oggetto di atti di disprezzo e di violenza.
Questo nuovo gesto criminale nuoce gravemente alla coesistenza delle comunità religiose del paese: ebrei, cristiani e musulmani. Insieme, essi devono lottare contro questo tipo di manifestazioni di estremismo e di violenza. L’educazione dei giovani nelle scuole religiose deve essere fatta in favore della tolleranza e della coesistenza.
In questi ultimi mesi altri attacchi sono stati compiuti a danno di moschee o di luoghi cristiani, senza che questo abbia avuto una sanzione. Esigiamo, vista la gravità dei fatti, che ci sia un'inchiesta rapida e che i colpevoli di questo ennesimo vandalismo siano portati a giudizio.
Ringraziamo i politici e i capi religiosi che hanno condannato questo atto e manifestato la loro solidarietà.
La nostra società ha bisogno della nostra testimonianza in favore del rispetto della dignità di ogni uomo e di ogni donna, del rispetto per la loro fede, della custodia per la sacralità di tutti i luoghi santi e del libero accesso ad essi da parte dei fedeli.
I vescovi cattolici di Terra Santa

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