GAZA. Fugge all’estero Salfiti, condannato per l’omicidio di Arrigoni
L’uomo, che stava scontando una pena di 15 anni di
reclusione, aveva ottenuto un permesso da parte dei servizi di sicurezza
per lasciare il carcere durante il mese di Ramadan per far visita alla
famiglia. Si troverebbe ora in Siria
Roma, 22 giugno 2015, Nena News - Uno degli assassini dell’attivista italiano Vittorio Arrigoni sarebbe scappato dal carcere in cui era detenuto dal 2011 a Gaza e sarebbe andato in Siria per combattere a fianco dello Stato islamico.
L’agenzia stampa di Gaza Akhbar Filastin ha
rivelato che Mahmoud Salfiti, membro di una cellula salafita attiva
nella Striscia e condannato all’ergastolo – poi commutato a 15 anni di
reclusione, ndr – dal tribunale militare di Hamas per
l’omicidio di Arrigoni , aveva ottenuto un permesso da parte dei servizi
di sicurezza per lasciare il carcere durante il mese di Ramadan per
poter passare alcuni giorni con i propri familiari: sarebbe scomparso
qualche ora dopo il suo rilascio e, secondo le fonti acquisite
dall’agenzia stampa, avrebbe lasciato la Striscia per andare a
combattere tra le fila dell’ISIS in Siria.
Le fonti affermano di non sapere in che modo Salfiti
abbia lasciato la Striscia, se attraverso tunnel o attraverso il valico
di Rafah aperto negli ultimi giorni dalle autorità egiziane. Salfiti fu
arrestato insieme ad altri tre salafiti coinvolti nell’assassinio di
Vittorio Arrigoni mentre il giordano Breizat e il palestinese al Omari,
considerati i «capi» della cellula salafita, furono uccisi durante il
blitz effettuato nel loro rifugio di Nuseirat dalla polizia di Hamas.
Vittorio Arrigoni fu trovato impiccato il 15 aprile 2011,
poche ore dopo essere stato preso in ostaggio dalla cellula salafita
che reclamava la liberazione dei propri compagni incarcerati da Hamas.
Nel 2012 la corte militare di Gaza aveva condannato all’ergastolo
Salfiti e Tamer al-Hasasna, pena commutata in appello l’anno seguente in
15 anni di carcere. Nena News

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