Canary Mission, il maccartismo ai tempi di Israele: lista nera degli attivisti pro palestina
Nel nuovo sito web creato un archivio di nomi di individui e associazioni vicini alla causa palestinese o sostenitori della campagna di boicottaggio. Una vera e propria lista nera ben lontana dai valori democratici di cui Usa e Israele si fanno portatori.
di Raffaele Angius
L’elenco degli individui, che ricorda le liste volute nell’epoca del maccartismo per denunciare chiunque fosse sospettato di avere simpatie di sinistra, non solo mette a disposizione le identità degli attivisti, ma anche numerosi dettagli quali l’università a cui appartengono e le iniziative che hanno curato, il tutto con foto, video e accurate descrizioni delle attività svolte. Attualmente sono stati pubblicati solo una cinquantina di profili, ma a giudicare dal discreto successo riscosso dalla relativa pagina facebook, Canary Mission sembra incontrare i desideri di molti commentatori, i quali promettono che arricchiranno presto l’archivio con nuove denunce.
“Canary Mission è preoccupata dalla crescita di crimini a sfondo antisemita nei campus universitari e dal movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), il quale cerca di demonizzare e distruggere Israele attraverso boicottaggi economici, accademici e sociali” afferma il sito web nella descrizione del servizio.
La guerra alle campagne BDS comunque non si ferma a questo tipo di iniziative popolari, ma trova l’appoggio di molti governi: gli Stati Uniti stanno vagliando un emendamento da inserire nel Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP) che imporrebbe ai governi europei di fornire al Dipartimento di Stato americano i nomi di privati cittadini e aziende sospette di praticare il boicottaggio delle colonie israeliane in Cisgiordania. Recentemente invece l’Alta Corte Israeliana, nonostante le numerose proteste e petizioni contrarie, ha confermato una legge che sanzionerà pesantemente chiunque sostenga il boicottaggio dei prodotti israeliani in quanto tali iniziative sono lesive degli interessi economici dello Stato.
I responsabili del servizio Canary Mission non sono disponibili a rilasciare interviste, tuttavia grazie al gestore di newsletter MailChimp, da loro usato per aggiornare i sostenitori dell’iniziativa, siamo in grado di sapere che il loro server di riferimento si trova a New York, tra il New York Botanical Garden e la Fordham University, già assurta agli onori delle cronache quando un suo docente, Doron Ben-Atar, suscitò numerose polemiche per aver aspramente criticato il referendum dell’American Studies Association sul boicottaggio accademico di Israele che ha visto vincere la posizione filo-palestinese per oltre il 65% dei voti. Nena News
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