Paola Caridi : L’eterno riposo. Almeno quello

Non so che dire. Non so veramente che dire. Riesco solo a mettere insieme quel numero probabile, 700, con le centinaia di messaggi razzisti e infami che compaiono sulle bacheche di FB  e su Twitter, i tazebao virtuali che grondano schifezze. Schifezze immonde, neanche odio, perché l’odio dovrebbe essere un sentimento consapevole. A centinaia di vittime sacrificali nel mare che non è più di nessuno, corrispondono centinaia di parole infami vomitate. Chi è il colpevole? Chi è l’assassino? Chi arma chi?

Io credo ormai che non ci si possa accostare al dramma dei migranti senza prima aver preso di petto la questione del razzismo. Senza aver denunciato chi usa l’arma del razzismo per piccoli risultati elettorali o per ancor più piccole frustrazioni personali.

Occorrono decisioni importanti e non emergenziali. Occorre una rivoluzione delle parole e dei sentimenti. Una rivoluzione dei diritti.


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