Bulciago: gremita la palestra della scuola per ricordare Vittorio.'


Un messaggio che irrompe nelle coscienze e che chiede continuamente di essere ascoltato e fatto proprio quello trasmesso da Vittorio Arrigoni, che nel pomeriggio di domenica è stato ricordato a Bulciago, la sua terra natale.
L'ambasciatrice palestinese Mai Alkaila con Egidia Beretta, madre di Vittorio Arrigoni

Il paese da cui è partito e in cui purtroppo ha fatto ritorno, quattro anni fa, a seguito della sua uccisione a Gaza. Ora continua a vivere nei cuori e negli animi di chi, come la mamma Egidia Beretta, non ha smesso nemmeno per un attimo di credere e di lottare per la pace, i diritti umani e la libertà dei popoli oppressi come quello palestinese, tanto amato e protetto da "Vik".
Uno sguardo veritiero e coerente, il suo, che torna ad essere ancora più limpido e luminoso a quattro anni dalla sua tragica scomparsa. Un evento, quello legato al suo rapimento e alla sua conseguente brutale uccisione, che l'ambasciatrice della Palestina Mai Alkaila, ospite domenica pomeriggio nella palestra della scuola primaria "Don Lorenzo Milani", non potrà mai dimenticare.


"Mi trovavo in Palestina quando ho appreso la notizia di quanto era accaduto a Vittorio. Io e l'intero popolo palestinese ti siamo vicini, Egidia, comprendiamo il tuo dolore che è quello di tutto il nostro popolo" ha detto Mai Alkaila che, accompagnata dalla traduzione del console Hani Gaber, ha chiesto alla madre di Vittorio il permesso di tradurre il suo libro in arabo per consentirne la diffusione nella sua terra.

Lo spettacolo di Mohammed Ba
Non è mancato anche l'invito a recarsi in Palestina: "Noi ti siamo grati perché hai saputo trasmettere, con la tua testimonianza e il racconto di tuo figlio, il dolore del popolo palestinese. Noi ti abbracciamo, ti siamo vicini e amiamo Vittorio tanto quanto lo ami tu. Vittorio vive nel cuore di tutti i palestinesi, era e resterà l'uomo e il giornalista più coraggioso del mondo. Ringrazio e saluto ciascuno di voi" ha infine detto l'ambasciatrice dell'autorità palestinese, rivolgendosi alle numerose persone intervenute. "Grazie a Egidia con Alessandra, ai parenti di Vittorio e ai cittadini di Bulciago, dove è nato e cresciuto Vittorio. Io mi sento parte di questa comunità e voi siete parte del nostro popolo".

Un caloroso e commosso applauso ha accompagnato l'abbraccio sincero tra le due donne, che si sono scambiati reciproci omaggi.
Tante anche le emozioni messe in campo grazie allo spettacolo teatrale "Il riscatto", realizzato da Mohamed Ba. Sul palcoscenico, dove campeggiavano colorati e bei ritratti di "Vik" oltre ad un grande ulivo e alle bandiere della pace, l'attore e mediatore culturale ha ripercorso le tappe più toccanti della sua storia di migrante. Nel suo monologo si è rivolto anche a "Vik", chiedendo con grande enfasi di non dimenticare. Al suo spettacolo è seguito un minuto di silenzio per le centinaia di vittime legate all'ennesima tragedia del Mediterraneo, in cui sabato notte si è ribaltato un imponente barcone di profughi in fuga dalla Libia.
Ecco che, dopo il silenzio, sono risuonate le parole di Egidia Beretta, che ha espresso un breve pensiero sui suoi viaggi lungo l'Italia. Si è detta contenta soprattutto di poter entrare nelle scuole per parlare ai ragazzi di Vittorio, "non come di un eroe o una figura da ammirare, ma come un buon compagno a cui potersi affidare quando è il momento di prendere delle decisioni importanti per la vita. Ai giovani che incontro cerco di far vedere la bellezza di scegliere la solidarietà, il dono. Vorrei che tutti i ragazzi sognassero in grande".
"Vittorio inquieta le nostre coscienze, ci chiede di avere coerenza e coraggio perché le utopie si concretizzano. Basta crederci e impegnarsi a fondo senza cedere alle intimidazioni. ‘Restiamo umani' deve diventare una pratica di vita che ci accomuna tutti, perché tutti godiamo dei diritti fondamentali e abbiamo le nostre ansie di libertà. Il pericolo è quando ci chiudiamo in noi stessi, nell'indifferenza e guardiamo solo al nostro benessere. Vittorio - ha poi affermato Egidia Beretta - ci ha consigliato di ascoltare e assecondare la voce che preme forte e che viene dal nostro cuore". E, infine, ha espresso anche un pensiero di vicinanza al popolo palestinese che resiste, senza violenza, all'oppressione e occupazione israeliana. "Ho grande rispetto verso il popolo della Palestina e sono loro vicina con il pensiero. A tutti dico di tenere sveglio il cuore e di scegliere da che parte stare".
Sulla drammatica situazione nella striscia di Gaza e nei territori occupati si è soffermata Luisa Morgantini, la quale ha parlato soprattutto dell'infanzia violata. "I bambini fanno resistenza scacciando i soldati armati. Sono migliaia, e continuano ad essere sempre di più, i ragazzini palestinesi che sono stati nelle carceri di Israele, che in questi ultimi tempi ha inasprito la colonizzazione e la politica repressiva" ha dichiarato.
Luisa Morgantini e Marco Besana di No Mas
Nel 2014 sono stati uccisi oltre 2500 palestinesi e non si contano ormai più i feriti in Cisgiordania. "Vogliamo che si esaurisca la complicità dei paesi occidentali, che Israele paghi il prezzo della violazione dei diritti umani e che si rompa la dicotomia tra estremisti e vittime palestinesi. Quello palestinese è un popolo vibrante, per loro respirare significa resistere" ha infine concluso la Morgantini, fornendo dati sconcertanti circa la negazione dell'infanzia: oltre 850mila minori incarcerati, dal 1967 ad oggi, con migliaia di madri e padri che hanno letteralmente perso di vista i propri figli.
Il tema dei diritti "calpestati" è stato successivamente approfondito grazie a Marco Besana dell'associazione "No Mas!", che ha brevemente illustrato il progetto della mostra itinerante "Ticket to rights".
Dopo la presentazione della satira "Vermi di Rouge" contro l'occupazione, sono stati mostrati i progetti fino ad oggi realizzati grazie alla Fondazione "Vik Utopia" Onlus fortemente voluta da Egidia Beretta e Alessandra Arrigoni in onore a Vittorio e al suo impegno per la difesa dei diritti umani. Anche quest'anno sono stati riproposti il punto gioco per i bambini con merenda ma soprattutto la raccolta di alimenti e medicinali in previsione della prossima missione di "Music For Peace - creativi nella notte" a Gaza.


A chiudere gli interventi del pomeriggio è stato un messaggio videoregistrato di Moni Ovadia. Prima di accedere all'aperitivo, offerto dalla Comunità Palestinese di Lombardia, ci si è trasferiti nel cortile esterno della scuola per la musica dei Kalamu e per il lancio dei palloncini verso il cielo, con la speranza che la vita di chi soffre possa tornare a colorirsi di gioia, libertà e spensieratezza.
Simona Alagia

Commenti

Post popolari in questo blog

Hilo Glazer : Nelle Prealpi italiane, gli israeliani stanno creando una comunità di espatriati. Iniziative simili non sono così rare

The New York Times i volti, i nomi, i sogni dei 69 bambini uccisi nel conflitto tra Israele e Hamas

Limes :I CONFINI D’ISRAELE SECONDO LA BIBBIA (cartina)

Amira Hass : The fate of a Palestinian investor who called for Abbas' resignation