i diritti negati dei bambini palestinesi : 151 minorenni detenuti nelle carceri israeliane
Roma, 5
febbraio 2015, Nena News – La storia di Malak al-Khatib, la 14enne palestinese arrestata lo scorso 31
dicembre dagli israeliani per il lancio di pietre, ha riacceso ancora una volta
i riflettori sull’arresto e sulla detenzione dei minorenni palestinesi.
Sono 151
quelli detenuti al momento nelle carceri di Israele, secondo un rapporto
dell’organizzazione Military Court Watch (MCW). Di solito finiscono dietro le sbarre
per avere lanciato qualche pietra contro i blindati o i militari israeliani. Un
reato da Corte marziale in Israele che è l’unico Paese al mondo dove i
minorenni (persino dodicenni) sono processati nei tribunali militari.
È andata
così anche per Malak, condannata a due mesi di reclusione e 1.500 dollari di
multa. Ha confessato di avere raccolto da terra un sasso e di averlo
lanciato contro alcune automobili mentre rientrava a casa da scuola a Beitin,
in Cisgiordania. Inoltre, secondo la testimonianza di cinque militari, aveva
con sé un coltello che voleva usare per pugnalare gli uomini della sicurezza
israeliana in caso di arresto. Una confessione che il padre della ragazza è
sicuro le sia stata estorta con intimidazioni e minacce, e non sarebbe una
novità. “Una ragazzina di 14 anni circondata da soldati israeliani ammetterebbe
qualsiasi cosa, anche di avere un’arma nucleare”, ha detto all’agenzia
palestinese Maan.
È stato già
denunciato altre volte l’impiego di minacce per estorcere confessioni a
ragazzini privati dell’assistenza legale e persino della presenza dei genitori.
L’Unicef
ha criticato gli israeliani per il trattamento che riservano ai
minorenni palestinesi, ha parlato e portato prove di interrogatori che sono
“un misto di intimidazioni, minacce e violenza psicologica, con il chiaro
intento di costringere il bambino a confessare”. Vengono spaventati a
morte, con minacce che riguardano i famigliari, o sono messi in isolamento.
Secondo Defense for Children International (DCI), nel 20
per cento dei casi bambini e adolescenti sono stati tenuti in isolamento in
media per dieci giorni. E questo trattamento è riservato a ragazzi che sono
poco più che bambini, spesso arrestati nel cuore della notte, anche se Tel Aviv
dall’anno scorso ha un programma sperimentale che esclude gli arresti
nottetempo. I mandati, però, vengono consegnati sempre dopo la mezzanotte,
secondo MCW.
Malak ha
fatto notizia, ha scatenato indignazione e proteste in Cisgiordania soprattutto
perché è una ragazza. Non sono molte quelle finite dietro le sbarre. Il suo
volto ha campeggiato nelle piazze delle città palestinesi e la leadership
palestinese si è rivolta alle Nazioni Unite per denunciare gli arresti
indiscriminati di minorenni nei Territori occupati. Nel 47 per cento dei
casi, vengono trasferiti in prigioni in Israele, dove è più complicate per i
legali e i famigliari incontrarli. Una violazione delle Convenzioni di Ginevra.
È tutto il
sistema che prevede l’arresto e la detenzione di adolescenti e bambini a
violare diverse norme internazionali sui diritti dell’infanzia. Ogni anno gli
israeliani arresto un migliaio di minorenni e tra i 500 e i 700 sono
processati in tribunali militari. Nena News
151
Palestinian children were held as 'security prisoners' in Israeli jails
at the end of December 2014, according to the Palestinian group
Military Court Watch.
alternativenews.org|Di Alternative Information Center (AIC)
3
2014
was a harrowing and devastating year for many people living in Israel
and Palestine. Violations of human rights, racism, and hatred did not
stop after the...
mondoweiss.net


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