Danimarca : attentato terroristico a Copenhagen e importanza della definizione
Terrore a Copenaghen colpita da due attentati in poche ore.
La polizia ha reso noto di aver ucciso un uomo che aveva sparato agli
agenti vicino a una stazione ferroviaria nel quartiere di Noerrebro,
nella notte scorsa. E' presumibilmente l'autore dei due attacchi, il
primo ieri contro una conferenza sull'Islam e il secondo nella notte
davanti a una sinagoga. La sparatoria è avvenuta dopo che gli agenti
avevano messo sotto osservazione un indirizzo vicino a una stazione
ferroviaria. Il presunto autore degli attacchi era conosciuto dalla
polizia e dall'intelligence del Paese e proveniva dalla capitale: lo ha
reso noto la polizia durante una conferenza stampa. Le autorità
conoscono l'identità dell'uomo, ma non possono rivelarla poichè
un'indagine è in corso.
Dalle prime indagini condotte dalla polizia danese "nulla suggerisce che ci sia un altro attentatore", oltre a quello ucciso dagli agenti.
Nel primo attacco, in un locale che ospitava una conferenza sull'Islam e in ricordo della strage al Charlie Hebdo, è morto un uomo, un regista di 55 anni. Durante l'attaccato davanti alla sinagoga tre persone erano rimaste ferite, poi una di queste è deceduta: si tratta di un uomo di 37 anni, che era stato colpito alla testa. Era un membro della comunità ebraica locale che svolgeva le funzioni di guardiano e proteggeva lo svolgimento di una cerimonia religiosa, assieme con agenti delle forze di sicurezza. "L'ingresso era presidiato e ciò ha impedito agli assalitori di entrare". All'interno della sinagoga era celebrata la cerimonia di maggiore età di una ebrea dodicenne alla presenza di decine di invitati. Secondo i media israeliani, il guardiano ebreo avrebbe dunque impedito che nella sinagoga avesse luogo un attentato di più grave portata. Nello stesso attentato due poliziotti sono rimasti feriti alle braccia e alle gambe.
''Di nuovo gli ebrei vengono uccisi su suolo europeo solo perchè sono ebrei. Questa ondata di attacchi terroristici continuerà'', ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu. ''Israele - ha ribadito rivolgendosi agli ebrei d'Europa - è la vostra casa''.
E' stata dunque per Copenhagen una notte fra sirene della polizia e il rumore degli elicotteri in cielo: una gigantesca caccia all'uomo. Le forze di sicurezza avevano avvertito i residenti che non era sicuro rimanere nel centro della città. La minaccia terroristica è seria: lo ha detto il direttore dei servizi di sicurezza e di intelligence (Pet), Jens Madsen. Nulla fa pensare, ha inoltre affermato la polizia riferendosi al presunto autore dei due attentati, che che l'uomo si sia recato nelle zone del conflitto come l'Iraq o la Siria.
Gli Stati Uniti condannano il "deplorevole" attacco a Copenaghen. "Porgiamo le nostre condoglianze ai cari delle vittime e i nostri pensieri vanno ai feriti", si legge in un comunicato della Casa Bianca: "Siamo in stretto contatto con i nostri interlocutori danesi e siamo pronti a prestare ogni assistenza necessaria alle indagini".
Copenhagen sotto attacco. A gennaio la Francia, ora la Danimarca. La libertà di espressione in Europa torna ancora una volta sotto attacco del terrorismo. Sabato a Copenhagen prima una sparatoria con un morto e tre feriti durante un convegno organizzato in ricordo della strage al giornale satirico francese Charlie Hebdo a gennaio. Poche ore dopo una seconda sparatoria, nei pressi di una sinagoga nel centro della città, con un morto e due feriti. Il bilancio del violentissimo attentato avvenuto nel pomeriggio all'interno di un locale dove si svolgeva il dibattito è di un morto - un civile sui 40 anni - e di tre agenti feriti, che non sono in pericolo di vita. All'evento partecipavano tra gli altri l'ambasciatore francese in Danimarca Franois Zimeray e il vignettista svedese Lars Vilks, in passato minacciato di morte per avere pubblicato una vignetta satirica dove aveva raffigurato il profeta Maometto con le fattezze di un cane, e che potrebbe essere stato il bersaglio dell'attacco. Poi, verso mezzanotte, ancora spari davanti a una sinagoga del centro, che colpiscono una persona alla testa e due poliziotti a gambe e braccia. Il ferito alla testa morirà nella notte. Lo sparatore fugge a piedi e la polizia setaccia l'area, fermando auto, evacuando la stazione di Norreport e invitando i cittadini a non circolare nella zona. Il terrore era esploso che erano da poco passate le 16. Al Krudttoenden cafe, noto locale che organizza concerti jazz, si era da poco aperto il convegno dal titolo ''Arte, blasfemia e libertà di espressione''.
E proprio quando l'ambasciatore francese si apprestava ad introdurre il dibattito, una raffica di colpi di arma da fuoco investiva i presenti. Alcuni agenti di polizia presenti hanno risposto al fuoco, mentre tra i partecipanti al convegno si diffondeva il panico, tra chi fuggiva all'esterno del locale o chi cercava riparo. ''Sono vivo'', ha immediatamente twittato il diplomatico francese. Subito dopo è iniziata la caccia all'uomo. In un primo momento si era parlato di due attentatori che si erano dati alla fuga a bordo di un'auto, poi ritrovata dalla polizia. Ma in serata la stessa polizia danese ha precisato che l'attentatore sarebbe uno solo e ha poi diffuso una sua foto. ''Ritengo che obiettivo dell'attacco fosse Lars Vilks'' ha affermato Helle Merete Brix, una degli organizzatori del convegno. "Ho sentito qualcuno sparare con armi automatiche e altri gridare - ha raccontato Niels Ivar Larsen, uno degli speaker dell'evento -. La polizia ha risposto al fuoco e mi sono nascosto dietro al bar, tutto sembrava surreale, come se fossimo in un film''. Al momento non è giunta alcuna rivendicazione della sparatoria, ma il servizio di sicurezza nazionale danese ha indicato che si è trattato probabilmente di un ''attacco terroristico''.
Ne è convinta la premier Helle Thorning-Smith: ''L'intero paese è in stato di allerta'', ha detto. Drammatiche le fotografie e le immagini mandate in onda dai media locali subito dopo l'attentato. Secondo il canale TV2, in una finestra del Krudttoenden cafe ci sono almeno una trentina di fori di proiettile, segno della violentissima sparatoria. ''Viene da chiedersi, anche se al momento non possiamo confermarlo, se fossimo noi gli obiettivi dell'attacco'', ha dichiarato - stando a Le Monde online - Claus Oxfeldt, responsabile dei sindacati di polizia danese, ricordando che le forze dell'ordine erano state bersaglio degli attacchi terroristici di gennaio a Parigi. Il presidente francese Francois Hollande ha condannato come un ''atto riprovevole'' la sparatoria e ha poi offerto alla premier danese Helle Thorning-Schmidt ''la piena solidarietà della Francia''. Il ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, si recherà il prima possibile a Copenaghen. ''Desidero esprimere a Helle Thorning-Schmidt la totale solidarietà dell'Italia e del governo per l'attentato di oggi. Facciamo nostri il dolore e la forza della Danimarca di fronte alla minaccia della violenza e dell'odio'', è il messaggio inviato dal premier Matteo Renzi. ''L'Europa non sarà intimidita'', ha affermato l'Alto rappresentante della Ue Federica Mogherini. ''La libertà di parola deve essere sempre protetta'', ha reiterato da parte sua il premier britannico David Cameron. In serata e' giunta poi la condanna della Casa Bianca, per l'atto ''deplorevole''.
DIFFUSA SU TWITTER LA FOTO DELL'ATTENTATORE

"Ritengo che obiettivo dell'attacco fosse Lars Vilks". Lo afferma Helle Merete Brix, una degli organizzatori del convegno su Islam e libertà di espressione. All'evento partecipava infatti il noto vignettista svedese Vilks, rimasto illeso e in passato minacciato di morte per avere pubblicato una vignetta satirica dove aveva raffigurato il profeta Maometto con le fattezze di un cane.

La conferenza sulla libertà di espressione, teatro di una sparatoria a Copenaghen, voleva essere "un omaggio a Charlie Hebdo". Lo scrive il sito di Le Monde, aggiungendo che l'attacco è avvenuto subito dopo l'inizio del convegno mentre l'ambasciatore francese in Danimarca, François Zimeray, stava introducendo il dibattito.

Intanto si è appreso che vive sana e salva nello "Stato islamico" Hayat Boumedienne, la compagna di Amedy Coulibaly, uno degli autori degli attacchi di Parigi del gennaio scorso. Lo riferisce l'Isis tramite la sua rivista in lingua francese e il cui secondo numero è apparso nelle ultime ore su Internet. Il numero del mensile Dar al Islam appare con la copertina con l'immagine in della Tour Eiffel e con la scritta: 'Che Iddio maledica la Francia'. L'articolo di punta è "l'intervista con la sposa", ovvero con la giovane Boumedienne, presentata come Abu Bassir Abdullah al Ifriqi, nome di battaglia di Coulibaly. E' impossibile verificare l'autenticità dell'intervista, nella quale l'Isis attribuisce alla donna la conferma del legame diretto tra Coulibaly e lo Stato islamico. "Sono nella Terra del Califfato... nella terra governata dalla legge di Dio", si legge nel testo attribuito a Boumedienne.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSADalle prime indagini condotte dalla polizia danese "nulla suggerisce che ci sia un altro attentatore", oltre a quello ucciso dagli agenti.
Nel primo attacco, in un locale che ospitava una conferenza sull'Islam e in ricordo della strage al Charlie Hebdo, è morto un uomo, un regista di 55 anni. Durante l'attaccato davanti alla sinagoga tre persone erano rimaste ferite, poi una di queste è deceduta: si tratta di un uomo di 37 anni, che era stato colpito alla testa. Era un membro della comunità ebraica locale che svolgeva le funzioni di guardiano e proteggeva lo svolgimento di una cerimonia religiosa, assieme con agenti delle forze di sicurezza. "L'ingresso era presidiato e ciò ha impedito agli assalitori di entrare". All'interno della sinagoga era celebrata la cerimonia di maggiore età di una ebrea dodicenne alla presenza di decine di invitati. Secondo i media israeliani, il guardiano ebreo avrebbe dunque impedito che nella sinagoga avesse luogo un attentato di più grave portata. Nello stesso attentato due poliziotti sono rimasti feriti alle braccia e alle gambe.
''Di nuovo gli ebrei vengono uccisi su suolo europeo solo perchè sono ebrei. Questa ondata di attacchi terroristici continuerà'', ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu. ''Israele - ha ribadito rivolgendosi agli ebrei d'Europa - è la vostra casa''.
E' stata dunque per Copenhagen una notte fra sirene della polizia e il rumore degli elicotteri in cielo: una gigantesca caccia all'uomo. Le forze di sicurezza avevano avvertito i residenti che non era sicuro rimanere nel centro della città. La minaccia terroristica è seria: lo ha detto il direttore dei servizi di sicurezza e di intelligence (Pet), Jens Madsen. Nulla fa pensare, ha inoltre affermato la polizia riferendosi al presunto autore dei due attentati, che che l'uomo si sia recato nelle zone del conflitto come l'Iraq o la Siria.
Gli Stati Uniti condannano il "deplorevole" attacco a Copenaghen. "Porgiamo le nostre condoglianze ai cari delle vittime e i nostri pensieri vanno ai feriti", si legge in un comunicato della Casa Bianca: "Siamo in stretto contatto con i nostri interlocutori danesi e siamo pronti a prestare ogni assistenza necessaria alle indagini".
Copenhagen sotto attacco. A gennaio la Francia, ora la Danimarca. La libertà di espressione in Europa torna ancora una volta sotto attacco del terrorismo. Sabato a Copenhagen prima una sparatoria con un morto e tre feriti durante un convegno organizzato in ricordo della strage al giornale satirico francese Charlie Hebdo a gennaio. Poche ore dopo una seconda sparatoria, nei pressi di una sinagoga nel centro della città, con un morto e due feriti. Il bilancio del violentissimo attentato avvenuto nel pomeriggio all'interno di un locale dove si svolgeva il dibattito è di un morto - un civile sui 40 anni - e di tre agenti feriti, che non sono in pericolo di vita. All'evento partecipavano tra gli altri l'ambasciatore francese in Danimarca Franois Zimeray e il vignettista svedese Lars Vilks, in passato minacciato di morte per avere pubblicato una vignetta satirica dove aveva raffigurato il profeta Maometto con le fattezze di un cane, e che potrebbe essere stato il bersaglio dell'attacco. Poi, verso mezzanotte, ancora spari davanti a una sinagoga del centro, che colpiscono una persona alla testa e due poliziotti a gambe e braccia. Il ferito alla testa morirà nella notte. Lo sparatore fugge a piedi e la polizia setaccia l'area, fermando auto, evacuando la stazione di Norreport e invitando i cittadini a non circolare nella zona. Il terrore era esploso che erano da poco passate le 16. Al Krudttoenden cafe, noto locale che organizza concerti jazz, si era da poco aperto il convegno dal titolo ''Arte, blasfemia e libertà di espressione''.
E proprio quando l'ambasciatore francese si apprestava ad introdurre il dibattito, una raffica di colpi di arma da fuoco investiva i presenti. Alcuni agenti di polizia presenti hanno risposto al fuoco, mentre tra i partecipanti al convegno si diffondeva il panico, tra chi fuggiva all'esterno del locale o chi cercava riparo. ''Sono vivo'', ha immediatamente twittato il diplomatico francese. Subito dopo è iniziata la caccia all'uomo. In un primo momento si era parlato di due attentatori che si erano dati alla fuga a bordo di un'auto, poi ritrovata dalla polizia. Ma in serata la stessa polizia danese ha precisato che l'attentatore sarebbe uno solo e ha poi diffuso una sua foto. ''Ritengo che obiettivo dell'attacco fosse Lars Vilks'' ha affermato Helle Merete Brix, una degli organizzatori del convegno. "Ho sentito qualcuno sparare con armi automatiche e altri gridare - ha raccontato Niels Ivar Larsen, uno degli speaker dell'evento -. La polizia ha risposto al fuoco e mi sono nascosto dietro al bar, tutto sembrava surreale, come se fossimo in un film''. Al momento non è giunta alcuna rivendicazione della sparatoria, ma il servizio di sicurezza nazionale danese ha indicato che si è trattato probabilmente di un ''attacco terroristico''.
Ne è convinta la premier Helle Thorning-Smith: ''L'intero paese è in stato di allerta'', ha detto. Drammatiche le fotografie e le immagini mandate in onda dai media locali subito dopo l'attentato. Secondo il canale TV2, in una finestra del Krudttoenden cafe ci sono almeno una trentina di fori di proiettile, segno della violentissima sparatoria. ''Viene da chiedersi, anche se al momento non possiamo confermarlo, se fossimo noi gli obiettivi dell'attacco'', ha dichiarato - stando a Le Monde online - Claus Oxfeldt, responsabile dei sindacati di polizia danese, ricordando che le forze dell'ordine erano state bersaglio degli attacchi terroristici di gennaio a Parigi. Il presidente francese Francois Hollande ha condannato come un ''atto riprovevole'' la sparatoria e ha poi offerto alla premier danese Helle Thorning-Schmidt ''la piena solidarietà della Francia''. Il ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, si recherà il prima possibile a Copenaghen. ''Desidero esprimere a Helle Thorning-Schmidt la totale solidarietà dell'Italia e del governo per l'attentato di oggi. Facciamo nostri il dolore e la forza della Danimarca di fronte alla minaccia della violenza e dell'odio'', è il messaggio inviato dal premier Matteo Renzi. ''L'Europa non sarà intimidita'', ha affermato l'Alto rappresentante della Ue Federica Mogherini. ''La libertà di parola deve essere sempre protetta'', ha reiterato da parte sua il premier britannico David Cameron. In serata e' giunta poi la condanna della Casa Bianca, per l'atto ''deplorevole''.
DIFFUSA SU TWITTER LA FOTO DELL'ATTENTATORE
If u know this man from #CopenhagenShooting 185cm dark, straight hair-Contact @KobenhavnPoliti http://t.co/ihkEjqrizc pic.twitter.com/lnnuuQiq0S
— On Elpeleg (@onelpeleg) 14 Febbraio 2015
La sparatoria a Copenaghen è stato probabilmente un attacco terroristico. Lo indica il servizio di sicurezza nazionale danese. La polizia danese ha reso noto di avere individuato l'auto dell'autore della sparatoria
e hanno reso noto che la vittima era un uomo sui 40 anni, ma al momento
non è stato identificato. La sparatoria si è verificata intorno alle 16
ora locale."Ritengo che obiettivo dell'attacco fosse Lars Vilks". Lo afferma Helle Merete Brix, una degli organizzatori del convegno su Islam e libertà di espressione. All'evento partecipava infatti il noto vignettista svedese Vilks, rimasto illeso e in passato minacciato di morte per avere pubblicato una vignetta satirica dove aveva raffigurato il profeta Maometto con le fattezze di un cane.
La conferenza sulla libertà di espressione, teatro di una sparatoria a Copenaghen, voleva essere "un omaggio a Charlie Hebdo". Lo scrive il sito di Le Monde, aggiungendo che l'attacco è avvenuto subito dopo l'inizio del convegno mentre l'ambasciatore francese in Danimarca, François Zimeray, stava introducendo il dibattito.
Intanto si è appreso che vive sana e salva nello "Stato islamico" Hayat Boumedienne, la compagna di Amedy Coulibaly, uno degli autori degli attacchi di Parigi del gennaio scorso. Lo riferisce l'Isis tramite la sua rivista in lingua francese e il cui secondo numero è apparso nelle ultime ore su Internet. Il numero del mensile Dar al Islam appare con la copertina con l'immagine in della Tour Eiffel e con la scritta: 'Che Iddio maledica la Francia'. L'articolo di punta è "l'intervista con la sposa", ovvero con la giovane Boumedienne, presentata come Abu Bassir Abdullah al Ifriqi, nome di battaglia di Coulibaly. E' impossibile verificare l'autenticità dell'intervista, nella quale l'Isis attribuisce alla donna la conferma del legame diretto tra Coulibaly e lo Stato islamico. "Sono nella Terra del Califfato... nella terra governata dalla legge di Dio", si legge nel testo attribuito a Boumedienne.
Copenhagen: due attacchi, due morti. Ucciso l'attentatore: danese, era noto all'intelligence
Commento
1 Forse è importante cominciare a definire quanto sta avvenendo in altri termini: cittadini ebrei francesi, cittadini ebrei olandesi , cittadini musulmani francesi, inglesi e così via le vittime di attacchi di terrorismo. Privilegiare la definizione etnica o religiosa senza aggiungere la nazionalità,sta alzando un muro invisibile che distacca la vittima dall’appartenenza collettiva e dalla cittadinanza a tutto favore di chi vuole alimentare sentimenti di odio e di paura. 2
Parola
da evitare o da usare con molta prudenza e saggezza : ebrei della
diaspora: gli ebrei sono cittadini francesi, italiani, danesi,
marocchini, cinesi…ecc. in sintesi cominciamo a sostituire questa parola
con il termine comunità nazionale e non alimentiamo la cinica
propaganda di chi vuole creare un Muro invisibile per interessi
personali e politici. L’antisemitismo si argina anche con la Parola e
con la cittadinanza definita dalla Costituzione e non alimentando
segregazioni identitarie o ghetti militarizzati
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