Per reagire agli omicidi di Parigi e mettere
all’angolo il fondamentalismo è necessario evitare di assimilare
religione islamica e terrorismo. Vanno denunciati i finanziamenti
sospetti di taluni paesi del Golfo. E va stimolata la reazione delle
comunità islamiche in Europa.
È inaccettabile e va condannato senza riserve il terrorismo islamico che ha colpito i giornalisti di Charlie Hebdo,
settimanale di satira, e gli agenti di guardia alla redazione. Ed è nel
contempo inaccettabile, inutile e dannoso trarre dai fatti di Parigi
l’equazione: islam uguale terrorismo.
Alcuni media lo stanno facendo. Al contrario, Nigrizia
ritiene che identificare la religione islamica con quell’urlo “Allah
Akbar – Allah è grande” seguito da raffiche di fucile automatico sia del
tutto fuorviante. Le prese di distanza e la condanna di rappresentanti
eminenti dell’islam testimoniano che il credo religioso della
maggioranza dei musulmani è estraneo all’azione criminale che ha colpito
la Francia.
Chiediamoci come avremmo reagito noi cristiani se, all’indomani della
guerra lanciata nel 2003 da George Bush e Tony Blair contro l’Iraq, il
mondo musulmano avesse affermato che quell’intervento assurdo e
criminale era dettato dalla religione di Gesù Cristo. Ci saremmo sentiti
indignati e offesi, e avremmo difeso la bontà del messaggio cristiano.
Come missionari che lavorano in contesti difficili e a contatto con
altre religioni vogliamo riaffermare che il dialogo, il rispetto e la
collaborazione con chi ha convinzioni religiose diverse dalle nostre
sono parte essenziale del nostro impegno di evangelizzazione. È
necessario costruire ponti di comunione con l’altro per la giustizia e
la pace, la salvaguardia del creato.
L’espressione “Dio non è cattolico”, usata da papa Francesco, ci
spinge a credere che Dio opera nel cuore di chiunque vuole la vita, il
bene comune, la solidarietà e la fratellanza universale. Questa
convinzione ci incoraggia a continuare questo cammino e a uscire dal
nostro ambito per incontrare, conoscere e apprezzare i valori delle
religioni altrui. Traendo da ciò arricchimento reciproco.
È chiaro tuttavia che non possiamo tacere di fronte all’azione
propagandistica di stampo fondamentalista islamico in atto in Europa.
Un’azione finanziata da alcuni paesi del Golfo Persico tramite Centri
islamici che sono sorti e stanno sorgendo in diversi paesi europei.
Sotto la veste religiosa, questi centri diffondono un impianto della
religione musulmana improntato all’odio e all’intolleranza.
Le religioni non devono diventare strumento per creare divisioni e
ostilità. Facciamo dunque appello ai nostri fratelli e sorelle
musulmani, in particolare a quelli che vivono in Europa, perché anche
nelle prossime settimane continuino a prendere posizione, come singoli e
come comunità, contro il terrorismo e contro la propaganda
fondamentalista. Il loro contributo è importante perché si affermino il
rispetto dell’alterità e il pluralismo religioso, aspetti decisivi per
la realizzazione della coesione sociale e della civile convivenza.
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Gaza Operazione 'Guardiano delle Mura' ARCHIVE.IS The Children in the Israel-Hamas War Who Were Killed - The New York T… They Were Only ChildrenBy Mona El-Naggar, Adam Rasgon and Mona BoshnaqMay 26, 2021 Just minutes after the war between Israel and Hamas broke out, a 5-year-old boy named Baraa al-Gharabli was killed in Jabaliya, Gaza. A 16-year-old, Mustafa Obaid, was killed in the same strike, on the evening of May.... Just minutes after the war between Israel and Hamas broke out, a 5-year-old boy named Baraa al-Gharabli was killed in Jabaliya, Gaza. A 16-year-old, Mustafa Obaid, was killed in the same strike, on the evening of May 10. Around the same time, four cousins — Yazan al-Masri, 2, Marwan al-Masri, 6, Rahaf al-Masri, 10, and Ibrahim al-Masri, 11 — were killed in Beit Hanoun, Gaza. “It was devastating,” said Mukhlis al-Masri, a cousin. “The pain for our family is indescribable.” They Were Only Children By Mona El-Naggar, Adam Rasgon and Mona Boshnaq May 26, 2021 Whe...
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