2 pressanti messaggi natalizi dalla Palestina del Patriarca Latino di Gerusalemme, mons. Fouad Twal
1) “La primavera della speranza e l’inverno della disperazione”: il messaggio di Natale del Patriarca di Gerusalemme Twal
/“È stato il migliore dei tempi, è stato il peggiore dei tempi, è stata l’età della saggezza, è stata l’età della follia, è stata l’epoca della fede, è stata l’epoca dell’incredulità, è stata la stagione della luce, è stata la stagione delle Tenebre, è stata la primavera della speranza, è stato l’inverno della disperazione.”
Ha scelto di citare Charles Dickens per descrivere questo 2014 che volge al termine: l’ennesimo anno difficile per la Terra Santa, che tuttavia non perde fede e speranza.
L’intero Messaggio di Natale del Patriarca Latino di Gerusalemme, mons. Fouad Twal, ha preso le mosse dalle parole che lo scrittore inglese usa nel capitolo di apertura di “A Tale of Two Cities“. A partire dal quel “è stato il migliore dei tempi”, che Twal riferisce in particolare al pellegrinaggio di Papa Francesco in Terra Santa, “un successo sul piano pastorale ed ecumenico”, che ha portato all’invocazione alla pace nei Giardini Vaticani. “Anche se non siamo stati in grado di vedere i frutti concreti – ha detto il Patriarca – ogni preghiera è valida e i frutti possono arrivare più tardi, come l’olivo piantato in questa occasione potrebbe dare molti frutti in futuro.”
Tra i “tempi migliori” di questo 2014, il leader della Chiesa Cattolica di Terra Santa ricorda poi l’ordinazione di nove nuovi sacerdoti – due dei quali sono stati inviati “a servire il nostro popolo nella diaspora: negli Emirati Arabi Uniti e in California” – ed il Sinodo sulla famigliadello scorso ottobre, che ha rappresentato “l’occasione per fare appello alla saggezza e alla vera speranza” e ha ribadito “l’unità e l’indissolubilità dell’istituzione del matrimonio”. Twal ha sottolineato la sofferenza di molte famiglie di Terra Santa “per la mancanza di documenti legali che permettono alla coppia di vivere insieme quando il matrimonio è tra un palestinese e non-palestinese”: è infatti difficile “ottenere un visto o la residenza per i coniugi non-palestinesi. Qui chiediamo al governo israeliano di allentare le attuali restrizioni sul ricongiungimento familiare. Abbiamo sentito la settimana scorsa che più di 593 casi di ricongiungimento familiare sono stati accettati. Si tratta di un passo positivo che accogliamo con favore, ma che è ancora lontano dall’essere sufficiente vista l’immensità dei bisogni.”
L’ultimo dei “tempi migliori” è la notizia della firma da parte del Santo Padre del decreto per lacanonizzazione di due sante palestinesi – Mariam Bawardi, fondatrice del monastero carmelitano di Betlemme, e la Beata Marie Alphonsine Ghattas, co-fondatrice delle Suore della Congregazione del Rosario – la cui celebrazione avverrà a Roma la prossima estate. “Contiamo – ha detto il Patriarca – sulla loro intercessione per la pace in Terra Santa.”
Una Terra Santa per cui il 2014 è stato anche “il peggiore dei tempi”, con “un’intensificazione della violenza e delle reazioni ostili con rappresaglia. Questa guerra devastante, in un bagno di sangue a Gaza, è stato ancora più grande e ci ha sconvolto”.“Grandi – ha sottolineato Twal – sono le responsabilità dei dirigenti politici, israeliani e palestinesi, nel trovare e facilitare una soluzione. Grande è anche la responsabilità della comunità internazionale per aiutare entrambi le parti ad aiutare se stessi.”
Il capo della Chiesa Latina di Gerusalemme ha condannato anche “ogni forma di violenza o di vendetta contro persone innocenti, come l’uccisione di persone che pregano in una sinagoga e gli attacchi contro le moschee”. “Purtroppo – ha aggiunto - la nostra amata Città Santa di Gerusalemme è sotto il sangue e le lacrime. Non vogliamo un antagonismo religioso in questa Città Santa, la cui missione è quella di essere la città della pace e della convivenza inter-religiosa.”
Tra gli aspetti più tragici di quest’anno anche “la tragedia di molti rifugiati provenienti da Siria e Iraq”. “È toccante – racconta Twal – vedere questi bambini che corrono nella polvere dei campi, senza scopo e direzione nella vita. Accanto alla tragedia disumana che si dispiega in Medio Oriente nel sangue, e che fa piangere la regione, siamo tutti sorpresi di fronte al fatto che questi giovani abbraccino ideologie radicali e vadano a combattere in Siria e in Iraq. D’altra parte, vediamo una chiara condanna da parte dei leader arabi e musulmani, di queste ideologie religiose radicali.”
In ultimo, Twal ricorda la vicenda della Valle di Cremisan e la lotta delle famiglie palestinesi di Beit Jala contro l’avanzamento del muro di separazione. “Ci auguriamo che la Corte Suprema israeliana lasci i 300 ettari e i due monasteri salesiani dalla parte palestinese”, ma i leader religiosi si dicono “ preoccupati perché gli ultimi sviluppi della recente audizione propendono per un’altra parte”: il rischio è che le terre delle 58 famiglie finiscano in territorio israeliano, al di là della barriera. “Tale decisione – ribadisce il Patriarca – andrebbe a danneggiare la nostra comunità e speriamo che i giudici saranno ispirati da principi etici e non siano soggetti a pressioni politiche.”
A conclusione di un anno di dolore, ma anche di speranza, “la Nascita di Gesù è una promessa di misericordia, di amore e di pace per innumerevoli persone che soffrono, – ricorda Twal – per coloro che vedono le loro vite spezzate e i loro sforzi ostacolati dalla lotta e dall’odio tumultuoso in questi giorni di tempesta.”
E conclude: “Ai nostri fedeli di Terra Santa, ai nostri amici in tutto il mondo ed ai nostri cari pellegrini, a tutti voi auguro un Buon Natale e un nuovo anno pieno di pace e buona salute.”
2 pressanti messaggi natalizi dalla Palestina del Patriarca Latino di Gerusalemme, mons. Fouad Twal
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