Gaza : aggiornamento 4 agosto 2014






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AGGIORNAMENTI:
ore 20 – STAMPA: “HAMAS PRONTA AD ANNUNCIARE TREGUA DI 72 ORE, ISRAELE VALUTERÀ SE ACCETTARE”. HRW CONDANNA I CRIMINI DI GUERRA DI ISRAELE A KHUZA’A, L’UNIONE NAZIONALE AMERICANA DEGLI STUDENTI ADERISCE AL BDS
Secondo alcuni organi di stampa, Hamas e la Jihad islamica sarebbero pronte ad annunciare un cessate il fuoco di 72 ore negoziato al Cairo. Fonti diplomatiche israeliane hanno detto a Channel 2 che Tel Aviv valuterà se accettare una tregua “senza condizioni”.
Human Rights Watch ha denunciato i crimini di guerra compiuti dall’esercito israeliano nel villaggio di Khuza’a tra il 23 e il 25 luglio “quando in numerosi incidenti è stato aperto il fuoco sui civili che fuggivano verso la vicina Khan Younis. Si tratta di una palese violazione della legge internazionale”.
L’Unione nazionale americana degli Studenti ha votato per aderire al movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro Israele: lo rende noto il Jewish Chronicle. I sindacati studenteschi negli Stati Uniti potranno così imporre “sanzioni a Israele e sostenere le campagne di boicottaggio dei prodotti israeliani nei campus americani”. Furiosa l’Unione degli studenti ebrei che ha dichiarato che “questa politica servirà solo a dividere i gruppi di studenti, a minare le relazioni inter-religiose e a soffocare le voci progressiste che si ergono da entrambe le parti in favore della pace”.
ore 18.45 – EGITTO, HAMAS PROSSIMI A DICHIARARE IL CESSATE IL FUOCO A GAZA
Funzionari egiziani e membri di Hamas e della Jihad islamica in riunione al Cairo per raggiungere un’intesa per il cessate il fuoco hanno detto che un cessate il fuoco potrebbe essere dichiarato nelle prossime ore.
ore 18.15 – L’ESERCITO PORTA A TERMINE DISTRUZIONE DEI TUNNEL
L’esercito israeliano ha annunciato il completamento di uno degli obiettivi dell’operazione a Gaza: la distruzione dei tunnel. “Ora – ha dichiarato un ufficiale del Comando Sud al portale Walla News – è in corso il ripiegamento verso solide posizioni difensive all’interno del territorio palestinese”.
ore 18 – ISRAELE ANNUNCIA RIPRESA DELLE OPERAZIONI. DURANTE “TREGUA” UCCISI 12 PALESTINESI, TRA CUI 6 BAMBINI
Terminato il cessate il fuoco umanitario, l’esercito israeliano annuncia che riprenderà presto le operazioni nella Striscia di Gaza: lo riferisce l’Afp. Il quotidiano Times of Israel fa notare che durante la tregua – dichiarata unilateralmente da Tel Aviv e da Tel Aviv violata meno di 10 minuti dopo con un raid sul campo profughi di al-Shati in cui è rimasta uccisa una bambina – “decine di razzi sono stati sparati da Gaza nel sud di Israele ferendo dozzine di persone”.  Gli attacchi dell’aviazione e dell’artiglieria israeliana su Rafah e Khan Younis, che hanno provocato 11 morti tra cui 5 bambini, non sono stati invece presi in considerazione come rottura della tregua in quanto “aree esenti” dallo stop alle operazioni. Anche Beit Hanoun è stata colpita da raid dell’esercito israeliano dopo le 10 del mattino. Durante queste ore, recuperati altri 8 corpi dalle macerie tra Shajaiyeh e il centro di Gaza City.
ore 17 – LONDRA RIVEDE I CONTRATTI PER LE FORNITURE DI ARMI A ISRAELE
La Gran Bretagna, che vende a Tel Aviv componenti di missili e droni per un valore superiore ai 13 miliardi di dollari annui, ha annunciato di voler rivedere i contratti per le forniture di armi a Israele: lo riporta l’agenzia stampa Reuters, citando un portavoce del primo ministro David Cameron: “Attualmente stiamo rivedendo tutte le licenze di esportazione verso Israele per confermare che siano appropriate. Chiaramente l’attuale situazione è cambiata rispetto a quando sono state concesse alcune licenze, e stiamo rivedendo quelle licenze alla luce della situazione attuale, ma nessuna decisione è ancora stata presa”.
Intanto il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha fatto sapere che “questa operazione finirà solo quando calma e sicurezza saranno garantite ai cittadini di Israele per un periodo prolungato”.
ore 16.20 – UNRWA: “NOVE VITTIME, TRA CUI 5 BAMBINI, NEL RAID VICINO A UNA NOSTRA STRUTTURA A RAFAH”. PER POLIZIA DI GERUSALEMME SUL MONTE SCOPUS UN ALTRO ATTENTATO TERRORISTICO 
L’Unrwa ha dichiarato che nove palestinesi sono rimasti uccisi in un raid israeliano vicino a una sua struttura a Rafah: cinque di loro sono bambini tra i 3 e i 15 anni.
Secondo il capo della polizia di Gerusalemme, Yossi Pariente, la sparatoria sul Monte Scopus  in cui un soldato israeliano è stato ferito allo stomaco è stato un atto terroristico.
ore 15.30 – DUE PALESTINESI MORTI NEI RAID SU KHAN YOUNIS. ISRAELIANO FERITO DA COLPO DI PISTOLA ALLO STOMACO A GERUSALEMME
L’aviazione israeliana ha colpito Khan Younis nel primo pomeriggio uccidendo due palestinesi, nonostante il cessate il fuoco dichiarato unilaterlamente e in vigore fino alle 5 del pomeriggio (ora locale). Nel frattempo almeno 15 corpi sono stati estratti dalle macerie a Shajaiyeh e Rafah.
L’emittente Channel 2 riporta di un israeliano ferito sul Monte Scopus, davanti al campus dell’università Ebraica di Gerusalemme, da un colpo di pistola allo stomaco. Le prime testimonianze indicano che sia stato colpito da una moto in corsa.
ore 15 –  FONTI PALESTINESI SU PRESUNTO ATTENTATO A GERUSALEMME: “E’ STATO UN INCIDENTE”. POLIZIA INDAGA SU TUTTA LA FAMIGLIA 
Il conducente del trattore identificato come terrorista e freddato da un poliziotto mentre travolgeva un autobus vuoto e un pedone in un quartiere ultra-ortodosso di Gerusalemme è Muhammad Naif al-Ja’abis, 19 anni: secondo alcune fonti palestinesi, tra cui i familiari di al-Ja’abis, l’attacco sarebbe stato in realtà un incidente.
La polizia israeliana sta indagando su tutta la famiglia di al-Ja’abis, residente a Jabel Mukaber a Gerusalemme est, per capire se ha agito da solo o se fa parte di una cellula terroristica. Secondo il ministro israeliano per la Pubblica sicurezza Itzhak Aharonovitch, al-Ja’abis potrebbe essere legato a un altro episodio di terrorismo.
ore 13.30 – PRESUNTO ATTENTATO A GERUSALEMME, TRATTORE CONTRO AUTOBUS. MUORE UN PEDONE 
I media israeliani riportano di un attacco terroristico a Gerusalemme dove un trattore ha travolto un autobus: un pedone è rimasto ucciso nell’impatto. Il conducente del mezzo agricolo è stato freddato da un poliziotto che si trovava nelle vicinanze, mentre quello dell’autobus  ha riportato lievi ferite.
ore 12.30 – UNA BAMBINA MORTA NEL BOMBARDAMENTO DI AL-SHATI. I MINORI VITTIME DELL’OPERAZIONE “BARRIERA PROTETTIVA” HANNO SUPERATO QUELLE DI PIOMBO FUSO
Una bambina è morta oggi nel bombardamento israeliano del campo profughi di al-Shati, a ovest di Gaza City, avvenuto poco dopo l’inizio della tregua dichiarata unilateralmente da Israele: lo ha dichiarato il ministero della Salute di Gaza. L’esercito di Tel Aviv avrebbe aperto il fuoco anche contro il campo profughi di Nuseirat un’ora dopo l’avvio del cessate il fuoco, mentre poco fa avrebbe colpito la zona di Beit Hanoun. Tra i feriti ci sarebbero anche alcuni bambini.
Secondo i dati dell’Unicef, il numero dei bambini uccisi a Gaza nel corso dell’operazione “Barriera Protettiva” ha superato quello dell’operazione “Piombo Fuso”: 392 contro i 350 della guerra del 2008-2009. I bambini sono il 31 per cento delle vittime del conflitto: i più colpiti sono stati quelli di Khan Younis (116 morti), seguiti da Gaza City (101), il nord di Gaza (71), Rafah (53) e il centro della Striscia (51).
ore 11.30 – Il week-end di Gaza, in un video girato dal giornalista Nidal Ahmad tra Tal al-Hawa, Shajaiyeh, Beit Hanoun e il porto di Gaza City.

ore 10.45 – IRAN DICHIARA ONU RESPONSABILE PER MASSACRO A GAZA. LIEBERMAN SUGGERISCE CHE ONU ENTRI NELLA STRISCIA E LA LIBERI DA HAMAS
Nella riunione della commissione Esteri e Difesa questa mattina, il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman ha suggerito che l’Onu prenda posizione nella Striscia di Gaza per liberarla da Hamas. “Abbiamo deciso – ha detto Lieberman – di terminare la fase della distruzione dei tunnel, ma non abbiamo ancora deciso la fine di tutte le operazioni. Abbiamo tre opzioni: un accordo, distruggere completamente Hamas oppure una specie di limbo in cui rispondiamo al fuoco. Questa terza opzione semplicemente non è rilevante. Per questo suggerisco che le Nazioni Unite si prendano la responsabilità di liberare Gaza da Hamas”.
In una riunione a Teheran della Commissione per la Palestina del Movimento dei Non Allineati, il presidente iraniano Hassan Rohani ha invece denunciato l’inazione del Consiglio di sicurezza dell’Onu e lo ha dichiarato responsabile del massacro in corso a Gaza.
Il primo ministro giordano Abdullah Ensour ha rifiutato gli appelli di alcuni parlamentari a richiamare l’ambasciatore di Amman in Israele, definendola “una mossa che non porta benefici alla causa palestinese. L’ambasciatore è lì anche per servire gli interessi dei palestinesi della Cisgiordania, che non hanno altro modo di uscire se non attraverso la Giordania”.

ore 10 – RAID ISRAELIANO SU CAMPO AL-SHATI, PALESTINESI ACCUSANO ISRAELE DI AVER ROTTO LA TREGUA 
Il portavoce del ministero della Salute di Gaza Ashraf al-Qudra ha dichiarato che 30 persone sono state ferite in un raid israeliano nel campo profughi di al-Shati, accanto alla spiaggia di Gaza City. L’aviazione avrebbe colpito la casa della famiglia Bakr, rompendo il cessate il fuoco dichiarato unilateralmente e iniziato un’ora fa. Sono 16 i palestinesi uccisi dalla mezzanotte alle 9 del mattino negli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza.
della redazione
Gerusalemme, 4 agosto 2014, Nena News – Una finestra umanitaria di sette ore dichiarata unilateralmente dopo la pioggia di critiche per il raid sulla scuola Unrwa di Rafah che ha ucciso 10 palestinesi ieri mattina: Israele, a partire da questa mattina alle sette, ha annunciato che tratterrà il fuoco in tutte le aree della Striscia, a eccezione della zona intorno a Rafah dove ci sono ancora scontri in corso e dove resta ancora alta la sua presenza militare. Sarebbe in atto anche il ritiro dell’esercito da molte zone della Striscia dato che “quasi tutti i tunnel sono distrutti”, come ha dichiarato il portavoce dell’Idf Peter Lerner.
L’esercito israeliano ha avvertito che risponderà “a qualunque tentativo di sfruttare la tregua in corso per attaccare soldati e civili” e ha invitato i residenti delle zone intorno a Khan Younis a tornare alle proprie case. E proprio sette palestinesi che ieri rientravano nelle loro case dopo il via libera israeliano sono morti in un raid dell’esercito su Jabaliya. Il cessate il fuoco unilaterale è stato accolto con sospetto da Hamas, che ha avvertito i civili a procedere con cautela: “E’ solo un tentativo per distogliere l’attenzione dai massacri israeliani” ha commentato Sami Abu Zuhri, portavoce del movimento islamico.
Il terzo attacco a una struttura delle Nazioni Unite in 27 giorni ha sollevato sdegno e critiche internazionali: un atto “criminale”, come lo ha definito il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon, e una “gravissima violazione del diritto internazionale che deve essere subito indagata e i cui responsabili devono essere condannati”. Anche il dipartimento di Stato americano si è unito al commento del segretario generale, facendo notare che “le coordinate della scuola, come quelle di tutte le strutture Onu, sono state più volte comunicate all’esercito israeliano”, ma Israele si è difesa sostenendo di aver mirato a “tre miliziani della Jihad islamica che erano in motocicletta nelle vicinanze della scuola”.
Continua a salire il bilancio delle vittime palestinesi a quasi un mese dall’avvio dell’operazione “Barriera protettiva”: ieri pomeriggio 70 corpi sono stati estratti dalle macerie a Rafah, la città più colpita durante il week end, portando il totale dei morti di Gaza a 1830 persone. Altre cinque persone sarebbero state uccise ieri sera nei raid israeliani sul campo profughi di Nuseirat e nella zona di Rafah. L’Onu ha diffuso ieri anche le cifre dell’emergenza umanitaria nella Striscia: un terzo delle strutture sanitarie è inagibile a causa dei bombardamenti, mancano medicinali e strumentazioni per curare gli oltre 9 mila feriti, mentre il 40 per cento dello staff medico non riesce a raggiungere il proprio posto di lavoro. Gli sfollati, invece, sono circa 260 mila, ospitati in 90 strutture delle Nazioni Unite che, a quanto pare, non sono più un luogo sicuro. Nena News

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