Gaza : aggiornamento 2 agosto 2014
AGGIORNAMENTO
ore 21.15 –
NETANYAHU: “TUTTE LE OPZIONI SUL TAVOLO”
Durante una
conferenza stampa conclusa da poco, il premier israeliano Netanyahu ha detto
che l’esercito sta continuando l’operazione per la distruzione di tutti i
tunnel di Hamas (ne sarebbero stati distrutti centinaia, ha aggiunto) e che
“tutte le opzioni sono sul tavolo” per riportare la sicurezza in territorio
israeliano: “Non posso dirvi come il tutto si svilupperà, lasciamo aperte tutte
le opzioni”.
ore 20.45 –
L’EGITTO HA AUMENTATO LA QUANTITA’ DI ELETTRICITA’ PER GAZA
L’Egitto ha
aumentato la quantità di elettricità per Gaza (altri sette megawatt aggiunti
agli attuali 27) e ha chiesto a Israele di riparare subito le linee elettriche
danneggiate durante i bombardamenti. Ad oggi sono un milione i gazawi privi di
corrente elettrica.
ore 20.30
- ISRAELE COMINCIA IL RITIRO DA GAZA
Oggi i media
israeliani hanno riportato che l’esercito israeliano ha cominciato il ritiro
unilaterale dai centri urbani di Gaza e si sta riposizionando lungo il confine,
ad alcune centinaia di metri dalla frontiera. L’azione secondo i media potrebbe
essere il primo passo per una rioccupazione limitata della Striscia. Nella
giornata di oggi, l’esercito aveva affermato di aver quasi completato la
distruzione dei tunnel scoperti e che entro due giorni la missione potrebbe
essere compiuta.
Immediato il
commento di Hamas: il portavoce del movimento islamista Abu Zuhri ha detto che
il ritiro israeliano non vincola Hamas e che i miliziani continueranno a
combattere.
ore 17.50 –
EGITTO: NOSTRO CESSATE IL FUOCO ERA BUONA CHANCE
Il
presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sissi, in confernza stampa con il premier italiano,
Matteo Renzi, ha parlato dei negoziati saltati tra Israele e Hamas. “Il nostro
piano per un cessate il fuoco offre l’opportunità di mettere fine al
conflitto”, ha detto, “ma il tempo perso ha complicato la situazione”.
ore 17.30 –
HAMAS: RITIRO ISRAELIANO UNILATERALE NON CI VINCOLA
Il portavoce
di Hamas, Sami Abu Zuhri, ha risposto alle dichiarazioni israeliane su un
ritiro unilaterale (ved. aggiornamento ore 15.50) da Gaza: “Non ci vincola a
nulla”. (Ma’an)
Ore 17.00 –
ISRAELE: TAMRA SI MOBILITA CONTRO L’ OFFENSIVA A GAZA
Nella città
di Tamra, nel nord di Israele, migliaia di persone stanno partecipando a una
marcia contro l’operazione militare Margine Protettivo a Gaza. Tamra
è un centro abitato con una schiacciante maggioranza palestinese, 20 chilometri
da Acca.
Ore 15.50 –
TEL AVIV: NO A NEGOZIATI CON HAMAS. DECIDEREMO NOI QUANDO TERMINARE LE
OPERAZIONI MILITARI A GAZA
Al termine
di cinque ore di gabinetto di sicurezza, ieri sera il governo israeliano ha
chiuso a ogni possibilità di negoziato con Hamas.
Deciderà
Israele quando terminare le operazioni militari nella Striscia di Gaza e quando
ritirarsi, ha spiegato un funzionario israeliano. Quando Tel Aviv riterrà di
avere eliminato la minaccia militare lascerà la Striscia, in base al “principio
della calma in cambio della calma”, altrimenti le operazioni proseguiranno,
oppure l’esercito si ritirerà e continuerà a fare pressione utilizzando
l’aviazione.
Israele,
inoltre, ha detto che cercherà un’intesa con Egitto, Mahmoud Abbas e la
comunità internazionale riguardo alla ricostruzione a Gaza, devastata da 26
giorni di bombardamenti, alla demilitarizzazione di Hamas e alla supervisione
dell’ingresso nella Striscia dei beni di prima necessità. (Haaretz)
ore 14.00 –
ISRAELE: “I RESIDENTI DEL NORD DI GAZA POSSONO TORNARE NELLE LORO CASE, TRANNE
A BEIT HANOUN”
Oggi Yoav
Mordechai, coordinatore delle attività governative nei Territori Occupati, ha
detto all’agenzia stampa palestinese Ma’an che la maggior parte dei residenti
delle comunità a Nord di Gaza “sono autorizzati” a tornare nelle loro case,
“con l’eccezione dei residenti di Beit Hanoun”. Ha poi aggiunto che nessuno è
autorizzato ad avvicinarsi alla barriera di separazione o potrebbe essere
colpito dal fuoco israeliano.
Dall’inizio
dell’operazione via terra, il nord della Striscia è stato il target di
bombardamenti a tappeto. La zona è stata quasi completamente distrutta,
migliaia di case sono state demolite o gravemente danneggiate.
ore 13.40 –
IL GABINETTO DI SICUREZZA ISRAELIANO RIFIUTA NEGOZIATI AL CAIRO CON DELEGAZIONE
PALESTINESE
Secondo
fonti governative, il gabinetto di sicurezza israeliano ha rifiutato di
proseguire i negoziati al Cairo oggi con la delegazione palestinese e con
Hamas, tramite la mediazione egiziana. Il team israeliano non prenderà parte
all’incontro perché “non c’è ragione di promuovere un accordo”: “Non parliamo
più di cessate il fuoco. Israele agirà nel suo solo interesse, prenderemo
misure contro attacchi provenienti da Gaza e la finiremo con i tunnel”.
ore 13.15 –
ESERCITO ISRAELIANO GIUSTIFICA IL BOMBARDAMENTO DELL’UNIVERSITA’ ISLAMICA
DICENDO CHE CONTENEVA ARMI
ore 13.00 –
DELEGAZIONE PALESTINESE PARTE PER IL CAIRO DOVE INCONTRERA’ LEADER DI HAMAS E
JIHAD ISLAMICA
La
delegazione palestinese, guidata dal leader di Fatah, Azzam al-Ahmad, e
composta da diverse fazioni politiche, è partita dalla Cisgiordania stamattina
direzione Il Cairo. Qui incontrerà alcuni leader di Hamas, Mousa Abu
Marzouq, Khalil al-Hayya e Izzat al-Rishiq, e della Jihad Islamica, Ziad
al-Nakhala e Khalid al-Batsh.
ore 12.30 –
ESERCITO: “DA IERI MATTINA COLPITI 200 TARGET NELLA STRISCIA, DOPO IL RAPIMENTO
DEL SOLDATO”
ore 11.50 –
FOTO: LA CASA DI ABU SHARIA, DIRIGENTE DI HAMAS, DISTRUTTA DALLE BOMBE
ISRAELIANE (Foto: Michele Giorgio/Nena News)
ore 11.45 –
PRESIDENTE EGIZIANO: “LA PROPOSTA EGIZIANA E’ LA CONCRETA POSSIBILITA’ DI PORRE
FINE ALLA CRISI”
Oggi durante
una conferenza stampa il presidente egiziano Al-Sisi ha detto che il piano di
tregua egiziano è “la chance reale di trovare una soluzione alla crisi di Gaza
e di porre fine al bagno di sangue”, sottolineando la necessità di agire
velocemente e di non perdere altro tempo prezioso.
ore 11.25 –
MEDIA ARABI: CANCELLATI I NEGOZIATI AL CAIRO PERCHE’ ISRAELE NON E’ INTERESSATO
ALLA TREGUA
Secondo
quanto riportato dal quotidiano libanese Al-Mayadeen, l’Egitto avrebbe
cancellato l’incontro con la delegazione palestinese al Cairo previsto per
oggi. Poco fa, il capo negoziatore dell’ANP, Saeb Erekat, aveva fatto sapere
che un team palestinese si sarebbe riunito oggi in Egitto per discutere della
tregua. Secondo il quotidiano, Israele ha detto all’Egitto di non essere più
interessato al negoziato dopo il rapimento del soldato.
ore 11.20 –
UNRWA: OLTRE 250MILA SFOLLATI IN 90 RIFUGI DELL’ONU
ore 11.15 –
VIDEO: LA MOSCHEA IMAM SHAFAI DI ZAYTUN, LA SECONDA PIU’ GRANDE DELLA
STRISCIA, DISTRUTTA IERI NOTTE (Video: Michele Giorgio/Nena News)
ore 10.40 –
BOMBARDAMENTI A RAFAH. ESERCITO MINACCIA DI COLPIRE LE AUTO IN STRADA
Sono in
corso duri bombardamenti a sud della Striscia, nella zona del presunto
rapimento del soldato. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, le forze
militari israeliane hanno isolato la zna est di Rafah e avvertito che ogni
aiuto in strada sarà considerata un potenziale target.
ore 10.30 –
ISRAELE: “VICINI AL COMPLETAMENTO DELLA MISSIONE”
Un alto
funzionario israeliano ha detto oggi che l’esercito è “molto vicino al
completamento della distruzione dei tunnel di Gaza”. Secondo quanto riportato
dall’esercito, nei prossimi due giorni Tel Aviv potrebbe annunciare
l’individuazione e la distruzione di tutti i tunnel.
ore 9.30 –
FOTO: L’UNIVERSITA’ ISLAMICA DI GAZA DISTRUTTA DALLE BOMBE
ore 9.20 –
HAMAS INSISTE: “NON ABBIAMO ROTTO LA TREGUA, L’AZIONE DI IERI E’ AVVENUTA ALLE
7, UN’ORA PRIMA DEL CESSATE IL FUOCO”
In un
comunicato stampa in inglese e arabo, le Brigate al Qassam hanno ripetuto
stamattina di non aver in mano il soldato che secondo Israele è stato rapito
ieri. E’ stata condotta un’indagine interna, spiegano i miliziani di Hamas,
secondo i quali Hadar Goldin è morto durante l’azione. Le Brigate al Qassam
dicono poi di non aver rotto la tregua in quando l’agguato è avvenuto alle 7
del mattino, un’ora prima dell’entrata in vigore della tregua di 72 ore e accusano
Israele “di aver utilizzato il cessate il fuoco umanitario per avanzare di due
chilometri dentro Gaza, a Est di Rafah. Il nostro compito è impedire con degli
agguati tale avanzamento
ore 9.10 –
DELEGAZIONE PALESTINESE AL CAIRO. TRENTA MORTI NELLA NOTTE
Mentre il
capo negoziatore dell’Autorità Palestinese, Saeb Erekat, annunciava l’invio di
una nuova delegazione al Cairo per cercare un accordo di tregua, nella notte a
Gaza sono morte almeno 30 persone, dopo bombardamenti aerei, marini e
terrestri. La maggior parte sono arrivati agli ospedali di Gaza da Rafah, sette
di loro erano membri della famiglia Abu Suleiman, la cui casa è stata colpita
ieri notte alle 3. Il numero delle vittime totali – dice il Ministero della
Salute – è di 1.624 persone, di cui 315 bambini.
—————————————————————————————————————-
dalla
redazione
Gerusalemme,
2 agosto 2014, Nena News – Dopo il massacro di Rafah, almeno 102 morti e chissà quanti altri sotto
le macerie, l’interesse dei media e delle diplomazia mondiali resta dedicato al
presunto soldato rapito. Sul militare Hadar Goldin non c’è ancora chiarezza: secondo
Israele è stato rapito da Hamas durante un attentato suicida. Opinione
condivisa dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon e dal presidente Usa
Obama: entrambi hanno chiesto la liberazione incondizionata del soldato
catturato ieri, altrimenti, aggiunge Obama, “credo sia molto difficile tornare
ad un nuovo cessare il fuoco, se Israele e la comunità internazionale
penseranno di non potersi fidare di Hamas”.
Hamas
continua a negare: non è stato un nostro commando a rapire il militare. Secondo
le Brigate Al Qassam, il soldato israeliano potrebbe essere morto
nell’attentato suicida, aggiungendo di aver perso ogni contatto con l’unità che ha compiuto
l’operazione: “Abbiamo perso contatti con il gruppo di combattenti che ha preso
parte all’agguato e crediamo che siano morti nel bombardamento. Riteniamo che
se fossero riusciti a rapire un soldato, anche lui sarebbe morto”. Già da ieri
Hamas aveva accusato Israele di voler utilizzare scuse per rompere il cessate
il fuoco e allargare l’operazione a sud. Ora il timore è di una possibile
rioccupazione di Rafah. Secondo il sito israeliano Walla, l’esercito
israeliano ha minacciato di richiamare altri 80mila riservisti (sono già 86mila
quelli operativi a Gaza) e “rioccupare” il sud della Striscia, Rafah.
Quella Rafah
che, dopo Shajaye e Khuza’a, è stata il teatro di un nuovo massacro: almeno 102
morti, secondo il Ministero della Salute, e molti altri – un numero non
quantificabile – sotto le macerie. Testimoni, ancora ieri notte, parlavano di carri
armati israeliani che bombardavano est di Rafah, mentre i civili fuggiti
durante il giorno tentavano di tornare per trovare familiari e amici.
Ieri che
avrebbe dovuto essere il primo di tre giorni di tregua (durata meno di 4 ore), il
numero dei morti ha superato le 1.600 persone, quasi 9mila i feriti. Tra le
vittime, ancora due paramedici morti nel bombardamento della propria ambulanza,
facendo salire a 16 il numero dei dipendenti sanitari uccisi in questa
operazione, giunta ormail al suo 26esimo giorno. Bombe ieri su Rafah, Shajaiye,
Beit Hanoun, Gaza City, Khan Younis, da nord a sud.
E mentre a
Gaza si muore, in Cisgiordania città e villaggi esprimono solidarietà al popolo
gazawi: ieri manifestazioni si sono tenute in tutto il territori, nei
villaggi di Abu Dis, Bi’lin e Nabi Saleh, con le loro tradizionali proteste del
venerdì, le città di Tulkarem, Hebron, Nablus e Ramallah, i campi profughi di
Qalandiya e Al Jalazon. Fino a Gerusalemme, dove due persone sono state
arrestate vicino la Spianata delle Moschee. Il bilancio finale della
repressione israeliana è di un ferito gravissimo a Al Khader e due giovani
uccisi: Tamer Faraj Sammur, 22 anni, a Tulkarem e Odai Jabr, 19, a Safa alle
porte di Ramallah. Entrambi colpiti al petto da proiettili dell’esercito.
Oltre duecento i feriti totali, novanta solo ad Hebron, anche loro centrati da
pallottole vere. Non gas lacrimogeni o proiettili di gomma, ma pallottole. Nena
News
NETANYAHU: “TUTTE LE OPZIONI SUL TAVOLO”

Commenti
Posta un commento