Amos OZ :" Il mio appello ai fanatici: non trascinate Dio nelle dispute immobiliari
"Ritengo che per circa un secolo il conflitto tra israeliani e
palestinesi sia stato sostanzialmente una disputa di carattere
immobiliare. Una lunga guerra fondata su una domanda: di chi è la
proprietà di questa casa con la terra? fanatici in entrambi i campi
stanno disperatamente cercando di trasformare questa disputa
immobiliare in un conflitto di religione, tra Ebraismo e Islam, e in
qualche modo ci sono riusciti. lo credo che una disputa sulla proprietà
possa venire risolta attraverso il compromesso, tramite la partizione
della terra, la divisione della casa in due appartamenti più piccoli, in
breve: ricorrendo alla soluzione della suddivisione in due Stati. Ma
una guerra santa, un conflitto di carattere religioso, è molto più duro
da risolvere poiché la disputa su ogni luogo, su qualsiasi singola
pietra, diventa la ragione che scatena odio e violenza. Proprio su
questo punto credo dunque che i leader religiosi — cristiani, musulmani
ed ebrei — dovrebbero ricordare ai fanatici che la vita umana è più
santa di qualsiasi luogo sacro; che la testa di ogni bambino — ebreo,
arabo o cri- LA VITA, NON I LUOGHI stiano — è più preziosa a Dio che non
qualsiasi pietra di qualsiasi patria al mondo. Quando ero bambino mia
nonna mi spiegò in parole semplici dove sta la differenza tra un ebreo e
un cristiano. Mi disse: «Vedi, piccino mio, i cristiani credono che il
Messia sia già stato sulla Terra e che tornerà nel futuro. Noi ebrei
crediamo invece che il Messia non sia ancora arrivato e debba arrivare
nel futuro». «Su questa disputa disse ancora la mia saggia nonna —non
puoi immaginare quante persecuzioni, violenze, massacri e sangue siano
stati versati nella storia Perché mai non potremmo semplicemente
attendere e vedere con i nostri occhi se il Messia, arrivando infine tra
noi, dirà di essere felice di vederci per la prima volta, oppure di
trovarci ancora?». La spiegazione della nonna era semplice. Se il Messia
ci saluterà contento di rivederci per la seconda volta allora gli ebrei
dovranno scusarsi con i cristiani. Ma se invece parlerà della sua
visita come della prima tra noi, allora sarà l'intero mondo cristiano a
doversi scusare con gli ebrei. In buona sostanza, ritengo mia nonna
avesse in tasca la soluzione per la questione dei Luoghi Santi di
Gerusalemme. Lasciamo che ognuno preghi il suo Dio a modo suo. Facciamo
in modo che non sventolino bandiere a segnare la proprietà dei Luoghi
Santi. Alla fine, sarà il Messia a dirci di chi sono, dei cristiani, dei
musulmani o degli ebrei.(A cura di Lorenzo Cremonesi)Amos Oz sul
CORRIERE della SERA.
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