IL CIMITERO EBRAICO DI ALESSANDRIA

 la facciata su via Milano

Qualche mese fa presentavo "Storie fiorentine" ad Alessandria in una serata grigia e fredda. Aveva nevicato da poco.
Qualche ora prima i miei ospiti avevano aperto per me la grande sinagoga, una sinagoga senza piu' ebrei (nell'Ottocento Alessandria era probabilmente la comunita' ebraica piu' numerosa del Piemonte, o se vogliamo dell'ex Ducato di Milano). Mi sono cosi' ritrovato a pregare da solo in una dimensione al di fuori del tempo, rivedendo, seduti ai loro banchi di legno, gli ebrei che un tempo affollavano quel luogo. Anche le loro voci mi e' parso di udire in lontananza. Ma forse mi sono sbagliato.
Quel che e' certo e' che li ho poi ritrovati tutti nel cimitero monumentale, ormai da decenni abbandonato dai vivi e dai morti.
Tra le tombe, veloci nell'erba alta e bagnata, saltavano piccole lepri brune dirette al moreto che si allungava ai piedi del muro di cinta. Le piante dalle spine nascoste e dai frutti neri e dolci avevano coperto quasi completamente l'ingresso chiuso dei cocchi funebri, che lentamente erano soliti farsi strada cigolanti sul pave' sconnesso aperto tra le lapidi emergenti dal terreno come tanti funghi dopo la pioggia.
Stava tramontando lentamente su quel luogo ormai di nessuno. I rumori erano soltanto quelli delle automobili che strisciavano sul bagnato delle strade vicine.

Ariel Toaff : tratto da una pagina di FB 

Commenti

Post popolari in questo blog

Hilo Glazer : Nelle Prealpi italiane, gli israeliani stanno creando una comunità di espatriati. Iniziative simili non sono così rare

The New York Times i volti, i nomi, i sogni dei 69 bambini uccisi nel conflitto tra Israele e Hamas

Limes :I CONFINI D’ISRAELE SECONDO LA BIBBIA (cartina)

Amira Hass : The fate of a Palestinian investor who called for Abbas' resignation