ATTENTATI A HOMS E HAMA, RAID AEREI SU YABROUD



Un’autobomba esplosa nel quartiere armeno di Homs, al centro dal paese, ha causato almeno 15 morti: lo ha riferito l’Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh). L’agenzia di stampa ufficiale Sana ha confermato che “un attentato terroristico” ha colpito la strada principale del quartiere dove vivono cristiani e alawiti, causando “martiri, feriti e danni”. Homs è considerata uno degli epicentri della rivolta in atto dal 2011 contro il presidente Bashar al Assad. Sempre al centro del paese, ad Hama, un camion imbottito di esplosivo è deflagrato nei pressi del quartiere generale dei servizi di informazione militare, all’ingresso sud della città, uccidendo cinque persone e ferendone altre 20. La televisione di Stato ha invece annunciato la morte di quattro persone in “un’esplosione terroristica”, termine con il quale vengono presentati gli attacchi degli insorti. Nel contempo combattimenti sono stati segnalati attorno alla località di Morek (o Morak), lungo la strada strategica tra la provincia di Idlib (nord-ovest) e quella centrale di Hama.
Nella provincia settentrionale di Raqa, due kamikaze del gruppo estremista dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil) hanno azionato gli esplosivi che trasportavano in una base assediata dell’esercito, dando vita a scontri conclusi con un bilancio non meglio precisato di vittime tra i soldati.
Ad aggravare ulteriormente la scia di violenze odierne, una serie di raid aerei sulla cittadina di Yabroud, messi a segno dalle forze siriane con il sostegno di combattenti libanesi di Hezbollah e miliziani stranieri sciiti. Yabroud è l’ultima località controllata dai ribelli nella regione montuosa del Qalamun, nei pressi del confine col Libano. Fonti vicine alla negoziazione sul caso delle 13 religiose e tre assistenti rapiti lo scorso dicembre dal Monastero greco-ortodosso di Santa Tecla a Maalula da jihadisti del Fronte Al Nusra hanno invece riferito di “aver perso il contatto” con i rapiti. Secondo la stessa fonte citata da agenzie di stampa internazionali, i rapitori potrebbero aver trasferito il gruppo nella zona tra Yabroud e il confine libanese.
Anche il campo profughi di Yarmuk a Damasco ha registrato le sue vittime in un bombardamento aereo, mentre proseguono gli scontri tra un gruppo palestinese vicino al potere e ribelli jihadisti, bloccando di fatto l’intervento degli operatori umanitari a favore degli sfollati. Ieri la Commissione d’inchiesta dell’Onu sulle violazioni dei diritti umani in Siria ha accusato il regime siriano di usare l’assedio alle località e la privazione di cibo come “arma da guerra”. Per l’Osdh in quasi quattro anni di conflitto, cominciato il 15 marzo 2011,  almeno 140.000 persone hanno perso la vita.
 [VV]

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