Il destino di Cremisan ancora in sospeso
GERUSALEMME – La Corte Suprema israeliana di Giustizia ha esaminato mercoledì 29 Gennaio 2014 il ricorso depositato dalle famiglie della valle di Cremisan, che rischiano di vedersi confiscate le loro terre per consentire l’estensione del muro di separazione tra Israele e la Cisgiordania. Il verdetto sarà pronunciato tra un mese.
L’aula delle udienze della Corte Suprema di Giustizia israeliana era piena mercoledì 29 gennaio per assistere a quello che probabilmente sarà l’ultimo ricorso in tribunale per evitare la costruzione del Muro di separazione nella Valle di Cremisan. Questa valle situata a Beit Jala é una terra agricola che permette di far vivere una cinquantina di famiglie cristiane. Un progetto dell’esercito israeliano prevede di erigervi il Muro, anche se questa valle si trova in Cisgiordania e sia lontana dalla « Linea Verde », confine riconosciuto a livello internazionale dopo la Guerra dei Sei Giorni del 1967.
Molti diplomatici si sono recati all’udienza: dei membri di vari consolati di Gerusalemme, dei diplomatici di Ramallah, i sindaci di Beit Jala e di Betlemme, dei rappresentanti della Chiesa cattolica e soprattutto le famiglie che rischiano di essere colpite dalla costruzione del Muro. I tre giudici della Corte si sono soffermati, durante l’audizione di tre ore, ad ascoltare entrambe le parti, le famiglie e l’esercito. Mons. Shomali, vicario patriarcale per la Palestina, ha partecipato all’udienza ed è stato piacevolmente sorpreso dalla « qualità d’ascolto dei giudici e l’attenzione portata alla difesa delle famiglie ».
Tuttavia, quest’ atmosfera serena, puo darsi non sia annunciatrice di un verdetto favorevole che sarà pronunciato tra un mese. « Il mio lato scettico mi fa pensare che non ci sarà nessuna decisione a favore della popolazione di Cremisan perché la sicurezza di Israele è sacra, avverte Mons. Shomali, ma il mio cuore rifiuta la rassegnazione e mi ricorda che c’è sempre una speranza. Perché noi preghiamo molto e abbiamo fornito una buona difesa ».
In attesa del verdetto previsto tra un mese, gli abitanti di Cremisan dispongono di una nuova tregua, breve, ma forse definitiva se la Corte Suprema decide di accordare a queste famiglie il diritto di vivere sulle loro terre e di rimanervi.
Pierre Loup de Raucourt
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