Una nota di Marco Ramazzotti dopo l'aggressione subita a Via Balbo
Le mie considerazioni dopo la triste notte alla sinagoga / centro culturale di via C. Balbo.
Quando é il servizio d'ordine della Comunità a decidere chi possa
partecipare ad un evento e chi possa parlare, siamo caduti nella
violenza fascista. Il fatto che questo servizio risponda al presidente
della comunità é ancora più grave.
Quando sono stato
aggredito, solo due persone, non ebree, sono venute in mio soccorso,
Pasqualina Napoletano e Andrea Amato. Dov'era Tobia Zevi? Io ho risposto
ad un invito di Tobia Zevi. Lui ha tranquillamente abbandonato il suo
invitato ai violenti. Vera tempra morale. Il PD ha qualcosa da dire?
Che tendenzialmente la Polizia sia schierata non contro gli
iper-sionisti violenti ma a loro difesa, mi fa pensare che siamo messi
molto male.
Le accuse di antisemitismo a tutti quelli che non
accettano le politiche di Israele é una accusa ridicola. Il problema a
Roma non é l'antisemitismo, ma la violenza fascista di alcuni membri
della comunità ebraica. L'accettazione ad occhi chiusi delle politiche
di Israele é cecità!
Che questa gente si senta difesa dal Presidente della Repubblica é molto grave.
Una prima conclusione dell'episodio: ebrei che escono dalla comunità.
Una seconda: la minaccia di creare una seconda comunità, la divisione
degli ebrei romani. Una terza: la rabbia di questi poveri violenti
(ripeto: poveri violenti) contro chi scrive e chi pensa la dice lunga
sulla loro capacità di analisi, sulla loro capacità di far politica
analizzando il mondo in cui viviamo.
Ma che succederà quando Israele dovesse cambiare politica? Contro chi vorranno dirigere le loro violenza?
Le contraddizioni interne ad Israele non sono immediatamente visibili,
ma sono gigantesche agli occhi di chi segue gli avvenimenti in Medio
Oriente. I negoziati di pace vanno avanti a rilento ed é probabile che
finiscano male. Ma intanto gli USA, con Obama e Kerry, hanno preso
grandi distanze dalla politica israeliana. Il mondo ebraico americano
cambia profondamente e rapidamente, ma i sionisti - anche quelli
nostrani - non sembrano accorgersene.
Il mondo muta a gran
velocità, ma il presidente Pacifici, i dirigenti della comunità ebraica,
il rabbino capo Disegni aiutano la loro gente a capire le novità?
Nessun programma televisivo, nessun “talk-show”, si azzarda a discutere
dei rapporti tra Italia, Israele, Mediterraneo, Medio Oriente. Eppure
si tratta di discutere degli interessi strategici dell’Italia e del
futuro dell’Europa. Guerre, rivoluzioni, grandi trasformazioni,
politiche energetiche, ma non se ne parla. Ebraismo, sionismo, Islam,
diritti umani, diritto internazionale, convivenze: temi che non
interessano?
Un ebreo come me é chiamato traditore. Con gli
altri ebrei che denunciano le politiche di Israele, siamo i veri
difensori dell'ebraicità e del popolo di Sion. Denunciamo le politiche
sioniste perché sono l'origine di una ondata di antisemitismo a livello
mondiale. Questo é il vero pericolo.
Le politiche sioniste
sono una profonda corruzione della cultura ebraica. Il sionismo è
mettersi al centro del mondo e, allo stesso tempo, chiudersi con Israele
al mondo. Con la sua violenza, ha isolato gli ebrei dal resto del
mondo. Troppi ebrei nascondono le loro origini culturali per paura.
Dovremmo avere politiche che valorizzino la nostra cultura, ma la
comunità preferisce la violenza, l’intolleranza.
In ultimo:
sono italiano. Non intendo essere metà e metà: metà israeliano e metà
italiano. Le mie battaglie politiche le faccio qui, per gli ebrei
italiani e per i palestinesi che mi sono vicini come gli ebrei italiani.
Uno dei violenti che mi ha sbattuto fuori dal Centro di via Balbo e che
probabilmente mi ha colpito alla testa, urlava che suo cugino era stato
ucciso in un attentato in Israele. Allora facciamo la mattanza dei
Palestinesi? E i Palestinesi non si sentiranno legittimati ad una
mattanza di Ebrei? Dove finiremmo? Il mio problema è, piuttosto, da dove
rincominciamo.
Ci vuole coraggio a capire, a ragionare, a
negoziare. Io lo faccio da italiano ebreo e lo faccio anche per
difendere la comunità che mi chiama traditore.
Rete-Eco Ebrei contro l'Occupazione
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