Marco Ramazzoti aggredito dopo il dibattito interrotto nel Ghetto

 

MARTEDì SCORSO, ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI FABIO NICOLINI "Sinistra e Israele. La frontiera morale dell'Occidente" MARCO RAMAZZOTTI E' STATO AGGREDITO DA UN GRUPPO DEI SOLITI PICCHIATORI CHE BEN CONOSCIAMO. LA SOLIDARIETA' DI TUTT@ NOI A MARCO BENCHE' SCONTATA VA ESPLICITAMENTE DICHIARATA. INOLTRE E' NECESSARIO DIFFONDERE AL MASSIMO LA NOTIZIA DI QUESTA AGGRESSIONE CHE NON POSSIAMO RELEGARE NELLE CATEGORIA DEGLI "EPISODI INCRESCIOSI", .PERCHE' SAPPIAMO BENE CHE NON SI TRATTA DI UN EPISODIO ISOLATO, MA L'ULTIMO DI UNA LUNGA CATENA DI VIOLENZE CHE HA CREATO UN PROBLEMA DI AGIBILITA' DEMOCRATICA NELLA CITTA' DI ROMA NELLA QUALE VI SONO ZONE ABITUALMENTE PRECLUSE A INIZIATIVE DI SOLIDARIETA' CON LA PALESTINA COME E' PRECLUSA LA PARTECIPAZIONE A TALUNI DIBATTITI A CHI NON APPROVA LA POLITICA ISRAELIANA.
RIPORTO IN CALCE LA DENUNCIA DI P N. CHE E' STATA PRESENTE ALL'AGGRESSIONE DI MARCO,
NINO
___________________________________________________________
Il 16/01/2014 11.56, P.Nha scritto:

Fabio, martedì scorso con Andrea siamo venuti alla presentazione del tuo libro,tu non ci hai visti e noi non ti abbiamo neanche potuto salutare ma è bene che tu sappia perchè e cosa è successo. Dopo i controlli dovuti, siamo entrati nella sala già piena ed abbiamo notato una certa tensione che non si addiceva ad un evento come la presentazione di un libro. Andrea ha incontrato un vecchio amico ed io ho cercato di vedere se c'erano posti a sedere, a quel punto sento gridare : "tu sei Marco Ramazzotti non devi stare qui". Immediatamente parte un gruppo di persone che lo prende e lo scaraventa per le scale fino alla porta di ingresso. Conosco Marco e sua moglie Annina dagli anni '70, ma non ero sicura che si trattasse di lui perchè era circondato e sovrastato dalle persone clo anche perchè, a quel punto, non avevamo alcuna voglia di rimanere. In strada Marco aveva
he lo stavano platealmente cacciando. Cerco Andrea e gli dico dell'accaduto e insieme scendiamo in strada per cercar indossato il casco e stava andando via con il suo motorino quando le stesse persone che lo avevano buttato fuori lo hanno spinto e volutamente fatto cadere a pochi centimetri dalle ruote di una macchina che sopraggiungeva in senso opposto. Ci fermiamo, quando si toglie il casco lo riconosco e lui fa altrettanto, mantiene una calma ammirevole nonostante gli insulti che gli venivano rivolti e fa notare agli esagitati interlocutori di essere stato invitato da Tobia Zevi, per tutta risposta gli rispondono che Tobia Zevi lì non conta niente. Arrivano nel frattempo due poliziotti in borghese che prendono le nostre generalità e la volontà mia e di Andrea di testimoniare dell'accaduto anche perchè gli aggressori continuavano a dire che lui era caduto da solo, chiedono poi a Marco se vuole un'ambulanza e gli dicono che ha 90 giorni di tempo per sporgere denuncia. Non credo che Marco li denuncerà anche perchè, ne abbiamo parlato lì stesso e lui non vuole esasperare ancora di più gli animi, se lo farà,noi siamo comunque pronti a testimoniare. Proprio perchè credo che lui non farà denunce sento la responsabilità di fare almeno sapere cosa è successo. Non voglio aggiungere commenti perchè i fatti si commentano da soli. Caro Fabio, tu sai che sulla questione israelo-palestinese tra noi ci sono posizioni molto distanti, nonostante ciò eravamo venuti perchè interessati al tuo libro ed al tuo punto di vista. L'amara conclusione che traggo da questa vicenda è che, se vengono meno anche gli spazi per un reciproco ascolto, vuol dire che siamo messi proprio male. Spero anche che questo episodio apra un dibattito nella comunità ebraica romana che abbiamo sempre considerato parte di questa città e non ghetto degli irriducibili. Con affetto anche da parte di Andrea . .

PS : i nomi  li ho tolti ,ma  le dichiarazioni sono state firmate con nome e cognome e circolano in forma pubblica sullo web

allegati :
 

Perché io, ebreo, ero nella Flotta per Gaza? (dal blog di Myriam Marino)

PERCHÉ SIAMO QUI, NOI EBREI CHE CI OPPONIAMO ALL'OCCUPAZIONE ISRAELIANA DELLA PALESTINA E AL BLOCCO DI GAZA?

Marco Ramazzotti Stockel :Le argomentazioni di un ebreo sul riconoscimento all'ONU dello Stato Palestinese

Estelle sotto attacco in acque internazionali. Aggiornamento

Israele alimenta l'antisemitismo con l'arroganza» di Marco Ramazzotti Stockel

Marco Ramazzotti Stocke : denuncia per i vertici israeliani

Marco Ramazzotti Stockel, Italiano a bordo di Estelle

Estelle, parla Marco Ramazzotti Stockel 

 2   Subject: violenza inaccettabile

Sì, violenza inaccettabile, e non parlo di quella delle varie posizioni antisemite che stanno attraversando la nostra Europa ultimamente in maniera tremendamente pericolosa, no, parlo della violenza a cui ho assistito martedì 14 gennaio alla presentazione di un libro nei locali comunitari di via Balbo a Roma, comportamenti per i quali sono ancora scossa. Il libro in questione si intitola “Sinistra e Israele. La frontiera morale dell’Occidente” di Fabio Nicolucci. La sala era incredibilmente gremita di pubblico e di personalità della cultura. Bene, ho pensato, finalmente un argomento così importante e delicato suscita vero interesse! Sono ebrea e sono di sinistra.

Ero seduta in ultima fila e dietro di me avevo un nutrito gruppo di ragazzi abbastanza giovani a cui ho chiesto se facevano una specie di servizio d’ordine, impressionata dalle loro espressioni sicure e solide. Mi hanno risposto di non preoccuparmi che mi avrebbero protetta. Mah, a dire la verità in quel momento ho cominciato a preoccuparmi. Dopo pochi minuti, ancora prima che iniziasse la presentazione, si sono letteralmente avventati su un signore che era seduto a due posti da me dicendogli “tu sei Marco Ramazzotti Stockel?” e il signore ha risposto di sì. Lo hanno sollevato di peso e a spintoni, dicendo a noi “non aprite bocca, non vi immischiate!”, l’hanno concitatamente sollevato e buttato fuori. Chiunque fosse Marco Ramazzotti Stockel (ora lo so, mi sono informata) era stato accuratamente perquisito come tutti noi all’ingresso e quindi non poteva essere pericoloso sul piano fisico, poteva solo pericolosamente parlare, poteva solo esprimere opinioni, forse pericolosamente diverse da quelle di altri. Da quando ero piccola mi hanno bene insegnato che i fondamenti dell’ebraismo sono il dubbio, la discussione e i frutti che ne nascono, l’uso della parola come arte di scambio tra cuori, anime e cervelli. Ed eravamo nei locali del Tempio di via Balbo. E questa è violenza.
Dopo che ha finito di parlare Emanuele Fiano, in maniera estremamente equilibrata e intelligente sento un trambusto dietro di me e il “nutrito gruppo di ragazzi” alza un grande striscione che ho stentato un po’ a capire “TORNA A GAZA GIORGIO” con la foto di Lassie: Giorgio Gomel reo, anche lui, di avere posizioni di sinistra. Lo striscione è stato fatto abbassare con sorrisetti di condiscendenza, salvo che poi è stato rialzato ed è rimasto in alto. E questa è violenza.
Sono uscita per paura (verso la mia coscienza, ovviamente) che solo un secondo di più in quella sala potesse essere scambiato per complicità o connivenza. Non ho voluto restare in quel luogo e in quella situazione in cui era stato non solo permesso ma incoraggiato (e forse anche ben organizzato) qualcosa di orribilmente facinoroso. Mi dispiace solo di non avere avuto la presenza di spirito di salutare ad alta voce il mio amico Giorgio mentre uscivo. Ci ho pensato dopo.

Sordi, i ragazzi, perché non erano lì per ascoltare, non hanno ascoltato neanche una parola, prede eccitate dalla adrenalina delle loro bravate. Inutile per loro l’intelligenza degli interventi, anzi, inutile per loro l’intelligenza! Non sono abituati ad ascoltare, evidentemente, ma solo a dimostrare il loro potere. Ascoltare è già segno di intelligenza. I due episodi connotano inequivocabilmente un atteggiamento violento, prevaricatore, ignorante, arrogante e offensivo, in altre parole fascista. Cresciamoli così i nostri giovani ebrei, fanatici e ignoranti! Chi tappa la bocca a un essere umano è fascista, chi offende con protervia e ignoranza è fascista, chi non accetta opinioni diverse dalle proprie è fascista.

Oggi mi sono cancellata dalle liste della Comunità Ebraica di Roma. Non sono un’ebrea di quelle che contano, non ho mai partecipato a nessuna iniziativa comunitaria. La Comunità non perde granché, tranne il mio contributo, non sono né religiosa né credente, ma ogni anno ho pensato che magari anche con il mio contributo chi invece ci crede può frequentare le scuole, le attività, le sinagoghe, i servizi, e poi il museo. E poi per amore e rispetto di mio padre, di mia nonna e dei miei zii che per appartenere a questa Comunità hanno sfiorato la deportazione. E poi perché mi riconosco laicamente in una storia e in una tradizione. Da quando sono nata appartengo a questa Comunità quindi non è a cuor leggero che prendo questa decisione. Papà, nonna e gli zii non ci sono più e non se ne possono dolere, sono io che me ne dolgo ora, ma sono profondamente convinta di non voler far parte di una collettività in cui non mi riconosco per niente e che anzi rifuggo per la perdita dei suoi principi fondanti e fondamentali.

S.M. 

PS : : i nomi  li ho tolti ( in attesa di autorizzazione)  ,ma  le dichiarazioni sono state firmate con nome e cognome e circolano in rete 

 

Una nota di Marco dopo l'aggressione subita a Via Balbo

Le mie considerazioni dopo la triste notte alla sinagoga / centro culturale di via C. Balbo.

Quando é il servizio d'ordine della Comunità a decidere chi possa partecipare ad un evento e chi possa parlare, siamo caduti nella violenza fascista. Il fatto che questo servizio risponda al presidente della comunità é ancora più grave.

Quando sono stato aggredito, solo due persone, non ebree, sono venute in mio soccorso, Pasqualina Napoletano e Andrea Amato. Dov'era Tobia Zevi? Io ho risposto ad un invito di Tobia Zevi. Lui ha tranquillamente abbandonato il suo invitato ai violenti. Vera tempra morale. Il PD ha qualcosa da dire?

Che tendenzialmente la Polizia sia schierata non contro gli iper-sionisti violenti ma a loro difesa, mi fa pensare che siamo messi molto male.

Le accuse di antisemitismo a tutti quelli che non accettano le politiche di Israele é una accusa ridicola. Il problema a Roma non é l'antisemitismo, ma la violenza fascista di alcuni membri della comunità ebraica. L'accettazione ad occhi chiusi delle politiche di Israele é cecità!

Che questa gente si senta difesa dal Presidente della Repubblica é molto grave.

Una prima conclusione dell'episodio: ebrei che escono dalla comunità. Una seconda: la minaccia di creare una seconda comunità, la divisione degli ebrei romani. Una terza: la rabbia di questi poveri violenti (ripeto: poveri violenti) contro chi scrive e chi pensa la dice lunga sulla loro capacità di analisi, sulla loro capacità di far politica analizzando il mondo in cui viviamo.

Ma che succederà quando Israele dovesse cambiare politica? Contro chi vorranno dirigere le loro violenza?

Le contraddizioni interne ad Israele non sono immediatamente visibili, ma sono gigantesche agli occhi di chi segue gli avvenimenti in Medio Oriente. I negoziati di pace vanno avanti a rilento ed é probabile che finiscano male. Ma intanto gli USA, con Obama e Kerry, hanno preso grandi distanze dalla politica israeliana. Il mondo ebraico americano cambia profondamente e rapidamente, ma i sionisti - anche quelli nostrani - non sembrano accorgersene.

Il mondo muta a gran velocità, ma il presidente Pacifici, i dirigenti della comunità ebraica, il rabbino capo Disegni aiutano la loro gente a capire le novità?

Nessun programma televisivo, nessun “talk-show”, si azzarda a discutere dei rapporti tra Italia, Israele, Mediterraneo, Medio Oriente. Eppure si tratta di discutere degli interessi strategici dell’Italia e del futuro dell’Europa. Guerre, rivoluzioni, grandi trasformazioni, politiche energetiche, ma non se ne parla. Ebraismo, sionismo, Islam, diritti umani, diritto internazionale, convivenze: temi che non interessano?

Un ebreo come me é chiamato traditore. Con gli altri ebrei che denunciano le politiche di Israele, siamo i veri difensori dell'ebraicità e del popolo di Sion. Denunciamo le politiche sioniste perché sono l'origine di una ondata di antisemitismo a livello mondiale. Questo é il vero pericolo.

Le politiche sioniste sono una profonda corruzione della cultura ebraica. Il sionismo è mettersi al centro del mondo e, allo stesso tempo, chiudersi con Israele al mondo. Con la sua violenza, ha isolato gli ebrei dal resto del mondo. Troppi ebrei nascondono le loro origini culturali per paura. Dovremmo avere politiche che valorizzino la nostra cultura, ma la comunità preferisce la violenza, l’intolleranza.

In ultimo: sono italiano. Non intendo essere metà e metà: metà israeliano e metà italiano. Le mie battaglie politiche le faccio qui, per gli ebrei italiani e per i palestinesi che mi sono vicini come gli ebrei italiani. Uno dei violenti che mi ha sbattuto fuori dal Centro di via Balbo e che probabilmente mi ha colpito alla testa, urlava che suo cugino era stato ucciso in un attentato in Israele. Allora facciamo la mattanza dei Palestinesi? E i Palestinesi non si sentiranno legittimati ad una mattanza di Ebrei? Dove finiremmo? Il mio problema è, piuttosto, da dove rincominciamo.

Ci vuole coraggio a capire, a ragionare, a negoziare. Io lo faccio da italiano ebreo e lo faccio anche per difendere la comunità che mi chiama traditore.

 

Commenti

Post popolari in questo blog

Hilo Glazer : Nelle Prealpi italiane, gli israeliani stanno creando una comunità di espatriati. Iniziative simili non sono così rare

The New York Times i volti, i nomi, i sogni dei 69 bambini uccisi nel conflitto tra Israele e Hamas

Limes :I CONFINI D’ISRAELE SECONDO LA BIBBIA (cartina)

Eva Illouz Olocausto, militarismo e consigli di Machiavelli: come la paura ha preso il sopravvento su Israele