Amira Hass :L’ipocrisia degli europei
Il primo articolo parla della richiesta dello stato palestinese di
entrare nel Consiglio oleicolo internazionale (Coi), un’organizzazione
fondata nel 1959 da stati come Israele, Italia e Libia per migliorare la
rete internazionale di produzione e distribuzione dell’olio d’oliva. La
coltivazione degli ulivi è una parte importante dell’economia
palestinese, e proprio per questo gli alberi sono tra i bersagli
preferiti dei coloni israeliani.
Gli stati dell’Unione europea erano in maggioranza favorevoli all’ammissione della Palestina, ma Germania e Regno Unito si sono opposti sostenendo che un voto favorevole “avrebbe danneggiato il processo di pace”. E così i palestinesi hanno ritirato la loro richiesta. Il secondo articolo riguarda le relazioni economiche sempre più strette tra i Paesi Bassi e Israele. L’ambasciata di Tel Aviv è arrivata addirittura a ignorare le disposizioni ufficiali che vietano alle aziende olandesi di collaborare con i coloni.
Così, mentre l’Unione europea e i suoi stati si oppongono a parole alla politica coloniale di Israele, di fatto rafforzano i legami economici con Israele e le colonie.
Traduzione di Andrea Sparacino
Gli stati dell’Unione europea erano in maggioranza favorevoli all’ammissione della Palestina, ma Germania e Regno Unito si sono opposti sostenendo che un voto favorevole “avrebbe danneggiato il processo di pace”. E così i palestinesi hanno ritirato la loro richiesta. Il secondo articolo riguarda le relazioni economiche sempre più strette tra i Paesi Bassi e Israele. L’ambasciata di Tel Aviv è arrivata addirittura a ignorare le disposizioni ufficiali che vietano alle aziende olandesi di collaborare con i coloni.
Così, mentre l’Unione europea e i suoi stati si oppongono a parole alla politica coloniale di Israele, di fatto rafforzano i legami economici con Israele e le colonie.
Traduzione di Andrea Sparacino
Internazionale, numero 1029, 6 dicembre 2013
Commenti
Posta un commento