Neppure il cimitero di Oskar Schindler sfugge ai vandali di Tag Mehir
Neppure il cimitero di Oskar Schindler sfugge ai vandali di Tag Mehir
Terrasanta.net | 1 ottobre 2013
Fra
Feras Hejazin, parroco latino di Gerusalemme, durante il sopralluogo di
questa mattina davanti al cimitero sul Monte Sion. (foto: Cts/m.a.b.)
(Gerusalemme/m.a.b.) – Nella
mattinata di oggi, primo ottobre, una chiamata telefonica coglie di
sorpresa il parroco di San Salvatore a Gerusalemme, fra Feras Hejazin.
Il custode del cimitero della parrocchia latina, situato sul Monte Sion,
lo informa che durante la notte sono avvenuti alcuni atti di vandalismo
all’ingresso del camposanto. Giunto sul posto il parroco non può che
constatare i danni. Sui muri è stata tracciata con una bomboletta spray
l’ormai ricorrente espressione ebraica Tag Mehir («Il prezzo da
pagare»). Un’altra frase, incompleta, è stata coperta, il che lascia
pensare che i vandali siano stati interrotti. In compenso le sette
vetture parcheggiate nei pressi del cimitero si sono ritrovate ciascuna
con due gomme forate.Mentre fra Feras è davanti al cimitero un ebreo religioso scopre che neppure la sua macchina è stata risparmiata. «Eppure la conoscono benissimo», lamenta l’uomo, prendendosela con alcuni i vicini residenti sul Monte Sion. «Ho vissuto quarant’anni ad Abu Tor – ha continuato – con dei vicini arabi senza che mai ci fossero incidenti tra noi. Mi rincresce che degli ebrei si lascino andare ad azioni che non li onorano affatto».
La polizia si è recata al cimitero per i rilevamenti, ma non si è pronunciata sulle responsabilità dell’accaduto.
Già il giorno prima, sempre sul Monte Sion, un altro cimitero era stato preso di mira dai vandali, che hanno distrutto una quindicina di lapidi. Quattro responsabili sono stati colti sul fatto e tratti in arresto. Due di loro, secondo il portavoce della polizia Micky Rosenfeld, appartengono ai «giovani delle colline», un gruppo di coloni della Cisgiordania.
«Noi cristiani facciamo parte di questa città e intendiamo continuare a restarvi in pace, morti o vivi che siamo», ha osservato fra Feras. «Questi gruppi estremisti vogliono intimidirci, sabotano i luoghi per sabotare il nostro desiderio di vivere in pace. Ma non ci lasceremo intimidire da chi vorrebbe vederci andare via».
Dopo gli atti di vandalismo alla vicina abbazia della Dormizione nel maggio scorso, gli atti di dissacrazione del cimitero di Jaffa in giugno e la bottiglia molotov lanciata contro il monastero di Beit Jala in agosto, ora anche i cimiteri cristiani di Gerusalemme si aggiungono alla lista.
Nel suo sito Internet istituzionale, la Custodia di Terra Santa «fa appello alle Autorità competenti affinché vengano attivati i mezzi necessari, compresi messaggi convincenti, per mettere fine a simili atti, consentendo a Gerusalemme e tutta la Terra Santa di vivere la propria vocazione: irradiare quella pace che Dio desidera per ogni uomo».
Il cimitero preso di mira la scorsa notte è lo stesso ove ogni anno si recano numerosi ebrei che vogliono rendere omaggio alla tomba di Oskar Schindler, l’industriale tedesco che durante la Seconda guerra mondiale salvò la vita di oltre 1.100 ebrei altrimenti destinati ai campi di sterminio nazista.
Commenti
Posta un commento