Gerusalemme, guerra per il maxi-traliccio che incombe sul giardino del Getsemani
Il traliccio della discordia (foto da Haaretz)
GERUSALEMME – Un traliccio elettrico proprio accanto al Giardino del
Getsemani, ai piedi del Monte degli Ulivi a Gerusalemme, rischia di
trasformarsi in un’ombra all’imminente incontro tra Papa Francesco e il
primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in visita a Roma la
prossima settimana. La questione va avanti da più di un anno e mezzo, da
quando cioè la società elettrica israeliana ha innalzato a pochi passi
dalla Basilica dell’Agonia, uno dei luoghi più sacri al Cristianesimo,
un gigantesco pilone che serve a rifornire una colonia ebraica insediata
nella parte est di Gerusalemme, la zona araba. «OSTACOLA LA VISTA» - Stando alla ricostruzione del quotidiano israeliano Haaretz, coloni hanno chiesto di essere staccati dal distretto elettrico di Gerusalemme che fornisce energia ai residenti palestinesi. La Custodia di Terra Santa, la comunità francescana che da quasi otto secoli si occupa dei luoghi di culto su mandato papale, si è opposta alla costruzione, impugnando quella che ritiene un’autorizzazione comunale illegittima. «L’enorme traliccio impedisce la vista della Città Vecchia dal giardino dove i pellegrini vengono a pregare» argomenta l’esposto presentato dai legali della Custodia di Terra Santa.
IL GIUDICE: «NON SAREBBE ACCADUTO CON IL MURO DEL PIANTO» - Ma oltre al pilone, la compagnia elettrica ha aggiunto un trasformatore e la polizia alcune telecamere di sorveglianza che contribuiscono a devastare il panorama, unico e struggente, che dall’orto dove Gesù si ritirò in preghiera prima di essere arrestato, si apre sulle mura della vecchia città, il Monte del Tempio, il Duomo della Roccia, con la sua cupola dorata. Ieri un giudice del tribunale distrettuale di Gerusalemme, Yoram Noam, ha convenuto che le lamentele sono fondate: «Il Comune non avrebbe dato la stessa autorizzazione se si fosse trattato del Muro del Pianto - ha osservato, criticando la dislocazione del traliccio -. Chiunque lo veda si chiede che cosa ci stia a fare lì».
RIMPALLO DI RESPONSABILITA’ - Ma il Comune, chiamato in causa, rimbalza la scelta sulla società elettrica: «È lei che determina le esigenze della fornitura», accettando però di aprire una trattativa per spostare il polo elettrico. All’udienza era presente anche il custode vicario, padre Dobromir Jasztal, che ha accolto la proposta di trovare una soluzione extragiudiziale. La questione è stata adesso inoltrata all’esame di una «Commissione distrettuale di appello». Ma la stampa israeliana si chiede che cosa accadrà se il traliccio sarà ancora allo stesso posto quando il Papa visiterà la Terra Santa.
17 ottobre 2013
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