Una pedagogia in disuguaglianza per i bambini di Gerusalemme Est
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Una pedagogia in disuguaglianza per i bambini di Gerusalemme Est.
Il numero di classi, la disponibilità di consulenti e il numero dei programmi di prevenzione dell’abbandono scolastico costituiscono una penosa violazione del diritto allo studio per decine di migliaia di scolari palestinesi a Gerusalemme.
di Betty Herschman
In
tutte le città del mondo , la maggior parte dei genitori si angoscia
per il primo giorno di scuola dei loro figli. Sono in ansia se legano
con i loro insegnanti. Si preoccupano del bullismo. La maggior parte di
loro si angustia della qualità dell’istruzione che riceveranno i loro
figli e se li preparerà a una vita fertile dopo gli anni di scuola.
A
Gerusalemme Est, madri e padri si preoccupano se i loro figli avranno o
meno un posto in un’aula – per meglio dire se l’aula esisterà o meno
fisicamente.
Sebbene
abbia inizio il nuovo anno scolastico, perdura la grossa carenza di
2.200 aule a Gerusalemme Est e nonostante la disposizione della Corte
Suprema che la municipalità di Gerusalemme e il Ministero
dell’Istruzione rettifichino l’insufficienza entro il 2016, negli ultimi
cinque anni sono state costruite solo 150 aule. Inoltre, come rivelato
dal rapporto di monitoraggio congiunto di Ir Amim e dell’Associazione
dei i Diritti Civili in Israele (ACRI) rilasciato di recente sullo stato
dell’educazione a Gerusalemme Est, nonostante un tasso complessivo di
abbandono del 13%, in un terzo delle scuole secondarie arabe di
Gerusalemme non ci sono programmi per prevenirlo.
Di
fronte a una deficienza di 2.200 aule mancanti nel sistema della scuola
pubblica araba a Gerusalemme, le autorità stanno facendo troppo poco,
troppo in ritardo per colmare questo divario intollerabile. Ad aggravare
l’oltraggio della vergognosa disparità in risorse educative tra
Gerusalemme Est e Ovest, è l’insistenza del sindaco Nir Barkat secondo
cui il sistema va migliorando. Nonostante le dichiarazioni pubbliche di
Barkat, in base alle quali, sotto la sua guida, il comune ha investito
in modo significativo di più delle precedenti amministrazioni per
migliorare il sistema educativo a Gerusalemme Est, il ritmo della
costruzione di nuove aule scolastiche è troppo lento per rispondere ai
bisogni urgenti dei bambini palestinesi. Durante l’attuale
amministrazione di Barkat, dal 2000 fino ad oggi, a Gerusalemme Est sono
state costruite solo 150 nuove aule, con altre 332 aggiuntive in varie
fasi di progettazione.
Dato
che il sindaco dà lustro ai numeri, occorre poco per abbellire il lato
oscuro di questa storia: mentre le autorità sostengono che a Gerusalemme
Est la mancanza di aree disabitate adatte è il principale ostacolo per
la costruzione di nuove scuole per i bambini palestinesi, le stesse
fanno progredire di continuo nuovi piani edilizi per coloni israeliani
sulla scarsa terra disponibile che resta a Gerusalemme est.
E’
pure difficile da legittimare il perché, nonostante i preoccupanti
tassi di abbandono scolastico a Gerusalemme Est, la città fa convergere
in modo asimmetrico le sue risorse per prevenire tale abbandono su
Gerusalemme Ovest. Complessivamente, uno straordinario 36% dei bambini
di Gerusalemme Est non riesce a ultimare il ciclo completo di 12 anni di
scuola. Nonostante questa madornale cifra, secondo i dati compilati
dalla Jerusalem Education Administration (MANHI), nel 30% delle scuole
superiori di Gerusalemme Est il MANHI non gestisce alcun programma di
prevenzione dell’abbandono degli studi e nel 44% ne effettua uno solo.
Mentre nel 2012, nel campo dell’istruzione ebraica di Gerusalemme 225
studenti hanno beneficiato di un programma nazionale per la prevenzione
del ritiro dagli studi, a Gerusalemme Est ci sono stati solo 100 allievi
che ne hanno tratto beneficio. Intanto, gli studenti palestinesi
rappresentano il 56% del corpo studentesco che il MANHI sovrintende ( il
rimanente 44% studia in scuole ebraiche laiche e in scuole ebraiche
nazional-religiose).
Non
sarà una sorpresa, allora, che non ci sia un sacco di risorse stanziate
per monitorare la qualità dell’istruzione a Gerusalemme Est o per
occuparsi delle prospettive inevitabilmente ridotte per un’istruzione
superiore e un percorso per una solida carriera. C’è una permanente
discriminazione tra i sistemi educativi a Gerusalemme Ovest ed Est
nell’assegnazione delle mansioni professionali. A Gerusalemme Est sono
impiegati solo cinque ispettori, mentre ad Ovest ce ne sono 18. Le
disparità sono ancora maggiori nel caso dei consiglieri scolastici, che
talvolta giocano un ruolo salva-vita nel fornire un supporto psicologico
a bambini sconvolti e prevenirne il ritiro. A Gerusalemme Est operano
solo 29 consiglieri comparati ai circa 250 di Gerusalemme Ovest,
nonostante le dure condizioni socio economiche in cui versano molte
famiglie palestinesi e il disperato bisogno di personale scolastico che
aiuti i bambini a rafforzare una visione di speranza.
Tutte
queste disuguaglianze – sul numero di aule, sulla disponibilità dei
consiglieri, sui numeri dei programmi di prevenzione per trattenere i
bambini dalla caduta libera nel vuoto tramite il sistema – costituiscono
una grave violazione del diritto all’istruzione per decine di migliaia
di scolari palestinesi a Gerusalemme. E dato il persistente tasso di
povertà a Gerusalemme Est – un inconcepibile 82% per i bambini
palestinesi – l’incapacità di garantire il diritto universale a
un’istruzione gratuita accresce solo le gravissime pressioni
socio-economiche che erodono la presa dei palestinesi sulla città. Un
tale disastro richiede una risposta urgente dai funzionari sia del
comune che del governo e da tutti coloro che sono in lizza per assumere
la leadership di “Gerusalemme, capitale eterna e unificata” alle
prossime elezioni per la carica di sindaco.
Betty Herschman è direttrice di Ir Amim per le relazioni internazionali e il sostegno legale.
(tradotto da mariano mingarelli)
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