Roma : Cristiani-musulmani pregano insieme

 La veglia in piazza san Pietro

 

Lo hanno fatto ciascuno con le parole della propria religione. Per molti un “prodigio” nato dall’appello ecumenico di Francesco



Musulmani e cristiani insieme che pregano in piazza San Pietro, ognuno con le parole della propria religione. Per molti è «il miracolo» nato dall'appello ecumenico di Papa Francesco alla veglia e il digiuno per la pace: quattro ore oltre i confini delle fedi, contro la guerra in Siria. A San Pietro, dal tardo pomeriggio, centomila persone sono accorse per accogliere l'appello del pontefice. Una cerimonia silenziosa, con le bandiere ai margini della piazza: da quella siriana a quella con i colori dell'arcobaleno della pace, passando per quella cinese e dell'Argentina, il Paese di Bergoglio.


Un'atmosfera di raccoglimento, quasi surreale per la presenza di siriani e musulmani in piazza: diverse centinaia secondo la Comunità araba in Italia. Alcuni di loro hanno recitato il Corano: `Il capitolo delle stanze, verso 13´, mentre contemporaneamente dalla piazza si levava l'Ave Maria dei cattolici. Una fusione di fedi e preghiere nel segno della pace. «Quel verso dice che Allah ha fatto istituire un popolo e una comunità affinché possiamo conoscerci - spiega Salameh Ashour, palestinese - L'uomo più nobile che più ama e teme Dio si trattiene da qualunque violenza». Palmo della mani alzate verso il cielo per Allah, ma in piedi e senza nessun tappeto «per non provocare nessuno», spiegano. Egiziani, libici, siriani, palestinesi, iracheni e altri arabi si sono mescolati in piazza ad africani, sudamericani e italiani.


Ma il vento della divisione ha soffiato in piazza per i siriani, nonostante la loro adesione alla veglia. Il gruppo che appoggia ideologicamente i `ribelli´ si è allontanato dal lato opposto rispetto al gruppo che si autodefinisce `per il popolo siriano´. «Temiamo infiltrati dell'ambasciata siriana - hanno detto - meglio stare in disparte». Per tanti altri è stato solo un momento di pace. «Oggi abbiamo digiunato - spiega Ismael, avvolto in una bandiera della Siria - siamo qui perché Francesco ha dimostrato comprensione per il nostro popolo». Un «evento senza precedenti'' anche per molti cattolici, che hanno commentato: «Una sorta di miracolo di Papa Francesco».


Per tutti la speranza è quella di Minas, una sposa siriana che indossa il chador ed è in luna di miele a Roma, accorsa a San Pietro con il marito per l'evento: «Spero solo - dice - che quando torneremo a Damasco non troveremo case distrutte dalle bombe".

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