Misna : L’ACCORDO IN SIRIA RILANCIA IL DIALOGO SUL DISARMO (Intervista)




“L’accordo tra Washington e Mosca è estremamente significativo perché apre la strada a una serie di cambiamenti che potrebbero smuovere posizioni ormai cristallizzate sulle armi chimiche ma anche sul nucleare, contribuendo a districare situazioni intricate e interdipendenti”: è positivo il giudizio del professor Alessandro Pascolini, docente di fisica teorica presso l’Università di Padova, sulle prospettive schiuse da una soluzione negoziata al conflitto che da due anni imperversa in Siria.
“Per chi come me si occupa di agenti chimici e proliferazione di armamenti, l’accordo costituisce un’inversione di rotta sullo smantellamento degli arsenali mediorientali rispetto al mutismo del muro contro muro a cui abbiamo assistito negli ultimi anni” dice il docente alla MISNA, dopo aver visionato il rapporto sulle armi chimiche degli ispettori Onu inviati in Siria.
“Secondo l’intesa, il prossimo 12 ottobre Damasco aderirà alla Convenzione per la messa al bando delle armi chimiche – sottolinea il docente, membro fondatore del Centro per i diritti umani dell’Università di Padova – una mossa che renderà più difficile per Israele non procedere alla sua ratifica e, in una sorta di reazione a catena, anche l’Egitto non potrà tirarsi indietro, così come i pochissimi altri paesi ancora fuori dall’accordo”.
In sostanza, spiega Pascolini “Israele, Egitto e Siria erano legati dalla logica del ‘o tutti o nessuno’. Per cui l’adesione di Damasco potrebbe determinare mutamenti sistematici anche negli altri due paesi, e una volta consolidata la questione delle armi chimiche, ci si potrà dedicare all’ampliamento delle adesioni ad altri trattati, quali quello relativo alle mine anti-persona e alle bombe a grappolo e a una regolamentazione più severa e attenta del commercio internazionali di armi”.
Sul fronte interno siriano, l’accordo che prevede un ritorno degli esperti Onu e una lunga procedura per lo smantellamento dell’arsenale chimico, “renderà necessaria l’apertura di un dialogo tra il governo di Damasco e i ribelli, finalizzato a garantire la sicurezza degli esperti, con ricadute positive per la popolazione” osserva il professore. A questo, sul piano politico si aggiungeranno iniziative come la prospettata conferenza di Ginevra due che contribuiranno alla creazione di un dialogo inclusivo, nel paese e all’estero, tra i sostenitori dei due schieramenti.
E come testimoniano gli sviluppi riportati dalla stampa internazionale, nelle ultime ore già si assiste ad un disgelo diplomatico con l’Iran, tra i principali alleati del governo siriano: “Se giocata bene, la partita tra John Kerry e Sergej Lavarov può porre le basi per un discorso più ampio, all’interno del quale rilanciare il dialogo sul nucleare di Teheran, una potenziale fonte di crisi internazionale” dice Pascolini, secondo cui “dal disinnesco del conflitto siriano, l’intero Medio Oriente e il mondo hanno tutto da guadagnare”.
[AdL]


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