Israele intensifica gli attacchi a un’agenzia delle Nazioni Unite dopo l’uccisione di un dipendente durante un’incursione.
Durante
le prime ore del mattino di lunedì, 26 agosto, nel corso di
un’operazione d’arresto forze israeliane in segreto e disinformate hanno
invaso il campo profughi di Qalandiya vicino alla città di Ramallah
nella West Bank occupata. Quando gli abitanti li hanno affrontati, ne
sono conseguiti scontri.
di Patrick O. Strickland
Testimoni oculari che hanno parlato con The Electronic Intifada,
come pure gruppi per i diritti umani e della Nazioni Unite, hanno
contraddetto gli elementi chiave delle attestazioni di Israele a
proposito dell’incursione che ha lasciato sul terreno tre civili
palestinesi morti, tra cui un dipendente dell’Agenzia delle Nazioni
Unite per i Rifugiati UNRWA.
"Sembrava che il campo profughi fosse Gaza," ha ricordato Yehya Mteir, un residente del campo che ha assistito all’incursione.
"Uno
dei miei amici è stato colpito al braccio da un proiettile dum-dum," ha
aggiunto, riferendosi ai proiettili che esplodono all’interno del
bersaglio dopo esservi penetrati. "Mi ha chiesto di guardarlo, e mi sono
spaventato perché sembrava che l’unica cosa che tenesse unito il
braccio al corpo fosse la manica della camicia."
Qalandiya
ospita circa 11.000 profughi palestinesi registrati presso le Nazioni
Unite – quasi la metà della sua popolazione ha 14 anni o è più giovane.
I
soldati israeliani hanno incontrato resistenza da parte degli abitanti
del posto, che hanno lanciato pietre alle jeep dell’esercito nel momento
in cui cercavano di procedere nei vicoli stretti del campo, come
documentato nel video. (http://www.youtube.com/watch?v=2udF2d_d3A4 )
Proiettili veri
Durante
gli scontri, i soldati hanno risposto sparando proiettili alla folla e
ferendo mortalmente tre giovani palestinesi: il 20enne Jihad Aslan, il
22enne Younis Jahjouh e il 34 enne Kazim Abdulrahman Zayid.
Un
rapporto rilasciato oggi da Human Right Watch, che fa riferimento a
fonti mediche, afferma che "5 delle 18 persone ferite da arma da fuoco
durante gli scontri erano al di sotto dei 18 anni e 12 delle 18 hanno
richiesto intervento chirurgico."
Secondo Al Jazeera English, martedì ai funerali si sono recate 3000 persone e sono sfilate in corteo con le famiglie dei deceduti.
Mortale operazione di arresto
Il portavoce militare israeliano, Luba Jeremie, ha riferito ad Agence France-Presse
che la polizia di frontiera era entrata nel campo per "arrestare un
attivista terrorista ostile", riferendosi a Yousef al-Khatib, che ,
secondo Ma’an News Agency, è stato rilasciato di recente dal carcere israeliano dopo dieci anni di detenzione.
Secondo
Human Right Watch, le forze israeliane hanno arrestato dapprima un
parente di al-Khatib, scambiandolo per la persona ricercata, lo hanno
ammanettato, bendato e portato in una vicina base militare. "Uno di loro
mi ha colpito allo stomaco durante tutto il tragitto con un oggetto
pesante, forse un estintore, " ha testimoniato il congiunto al gruppo
dei diritti.
Dopo
essere stato informato dai soldati israeliani che Yousef al-Khatib era
stato arrestato, il parente è stato dopo di ciò ricondotto al campo di
Qalandiya per identificare al-Khatib. "Ho fatto fatica a riconoscerlo.
Gli avevano rotto il naso e fatti saltar via i denti, e la mano era
rotta," ha rivelato il congiunto al gruppo per i diritti.
Attualmente Yousef al-Khatib è detenuto senza imputazione nel carcere militare di Ofer nella West Bank occupata.
"Non avevamo armi da fuoco"
"Dopo
l’arresto [di al-Khatib] una folla di circa 1500 abitanti ha dato
inizio a disordini, lanciando bombe Molotov e pietre, mettendo in
pericolo i membri delle forze armate che hanno risposto con mezzi
dispersione antisommossa, " ha aggiunto il portavoce dell’esercito
israeliano Samri.
I
militari israeliani hanno anche accusato i palestinesi di aver sparato
ai soldati, affermando che "in seguito sono stati scoperti dei fori di
proiettili nei veicoli [militari], " come riportato da The Jerusalem Post.
Yehya Mteir, che era presente durante gli scontri, ha negato la versione dei fatti del portavoce militare israeliano.
"Uno dei martiri era mio amico, e siamo stati insieme la notte prima," ha detto.
"C’era
solo un candelotto di gas lacrimogeno sparato all’inizio e uno alla
fine, ma diverso da quello, erano tutte munizioni da guerra e proiettili
dum-dum, " ha aggiunto.
C’era
tanta gente per strada perché tutti si stavano recando al lavoro; di
solito [i militari] arrivano quando stiamo dormendo, " ha spiegato
Mteir. "Gli unici mezzi che avevamo per combattere erano le pietre. Non
avevamo armi da fuoco o bottiglie Molotov, nessuno di noi."
Il
rapporto di Human Right Watch sull’incidente attribuisce agli abitanti
del campo il lancio di pietre, bottiglie Molotov e altri oggetti, ma
attesta che " i soldati hanno sparato a palestinesi che non tiravano
pietre in circostanze che indicano che essi hanno usato intenzionalmente
una forza letale che non era necessaria per proteggere la vita…"
Chris Gunness, portavoce dell’Agenzia dell’ONU per i Rifugiati, UNRWA, in un’intervista a The Electronic Intifada ha dichiarato che l’indagine svolta dall’Agenzia ha rinvenuto discrepanze nelle affermazioni dell’esercito israeliano.
Anche
Human Right Watch ha asserito oggi che i soldati israeliani "sembra
abbiano usato illegalmente forza letale" durante l’incursione, esigendo
un processo penale per quei soldati che "hanno sparato sulla gente in
modo colposo".
"Tutte
le persone che abbiamo intervistato hanno negato vigorosamente che i
palestinesi abbiano sparato [proiettili veri], o detto che non se ne
erano accorte", ha riferito a The Electronic Intifada Bill Van Esveld, un ricercatore di Human Right Watch. "Se gli israeliani hanno prove di questo, dovrebbero renderle pubbliche."
Dipendente delle Nazioni Unite ucciso.
Uno di coloro che sono stati uccisi, Rubeen Zayid, padre 34enne di quattro figli, era un dipendente dell’UNRWA.
"Abbiamo
nove testimonianze indipendenti che confermano tutte che era disarmato,
non era coinvolto in atti di violenza, non impegnato nel lancio di
pietre e tuttavia non ci sono dubbi è stato colpito da un proiettile al
petto, " ha raccontato a The Electronic Intifada il portavoce dell’UNRWA Gunness.
Mentre
Zayid faceva la strada per andare al lavoro, ha tentato di aggirare gli
scontri. Quando i soldati israeliani hanno aperto il fuoco un
proiettile lo ha colpito al petto e lo ha ucciso sul posto.
"Secondo
i testimoni oculari con i quali abbiamo parlato, non c’erano bottiglie
Molotov o bombe Molotov nella zona dov’è stato ucciso Kazim," ha
dichiarato Gunness.
Mteir ha riferito anche che Zayid "stava andando al lavoro. Egli non combatteva o lanciava pietre contro gli israeliani."
Secondo
l’indagine di Human Right Watch, Van Esveld ha detto che Zayid " stava
svoltando l’angolo ed è stato colpito al petto….Testimoni ci hanno detto
che nessuno attorno a lui stava tirando pietre. L’ultimo soldato che
stava entrando nell’ultimo veicolo militare mentre se ne stavano
andando, si è girato e gli ha sparato al petto."
Un
altro dipendente dell’UNRWA è stato pure colpito nella parte posteriore
della gamba mentre tentava di evitare gli scontri, ha riferito Gunness.
Un testimone oculare intervistato da Human Right Watch ha dichiarato
che "c’è stato un solo sparo, che egli ritiene indicasse che il soldato
ha mirato direttamente ad Abu Murad, " un raccoglitore d’immondizia di
50 anni presso l’agenzia delle Nazioni Unite.
Il
gruppo per i diritti aggiunge: "entrambi i testimoni dell’assassinio di
Abu Murad hanno detto di non aver visto nessuno in quel momento nella
strada lanciare pietre alle forze israeliane dalla direzione di Abu
Murad.
L’UNRWA condanna l’omicidio.
Un
comunicato stampa dell’UNRWA afferma che "l’UNRWA condanna l’omicidio
di un membro del suo staff e invita tutte le parti, in questo momento
delicato, a esercitare il massimo di limitazioni e agire coerentemente
al il diritto internazionale."
Il
Ministero degli Affari Esteri (MFA) ha rilasciato una risposta che
condanna la dichiarazione dell’UNRWA "come sostegno politico
unilaterale"
"Davvero
a prescindere dal fatto che l’UNRWA non si è presa neppure la briga di
approcciare una qualsiasi fonte ufficiale israeliana per il commento, la
sua dichiarazione è stata fornita precipitosamente ai giornalisti
mentre violenti tumulti infuriano ancora a Qalandiya," dichiara il MFA.
Tuttavia,
Gunness ha contestato entrambe queste accuse. "Questa asserzione del
MFA israeliano è il classico caso della mano destra che non deve sapere
che cosa fa la mano sinistra. Abbiamo parlato sia con il MFA che con
l’esercito israeliano prima della pubblicazione della nostra
dichiarazione," ha raccontato a The Electronic Intifada.
"La
loro eccezione sulla tempestività del nostro rapporto è chiaramente una
sciocchezza," ha aggiunto Gunness. "La nostra dichiarazione è stata
rilasciata circa 12 ore dopo che il membro del nostro staff era stato
colpito a morte. In questo posto, gli scontri erano cessati da lungo
tempo."
Israele cita il regista kahanista.
Attaccando
l’inchiesta dell’agenzia per i profughi, l’asserzione del MFA denuncia
ulteriormente l’UNRWA in quanto "continuamente manca di manifestare una
solerzia e un entusiasmo simile quando viene richiesta di indagare sui
propri casi di illecito," agganciandosi a un articolo di Times of Israel su di un film propagandistico fatto uscire a luglio intitolato Camp Jihad.
Il
regista, David Bedein, è un giornalista della destra israeliana che
vive nella colonia di Efrat nella West Bank e che accusa regolarmente le
Nazioni Unite di favorire l’antisemitismo e di incoraggiare la violenza
tra i palestinesi.
Dalla sua uscita, il film è stato menzionato da funzionari israeliani.
Il
14 agosto, l’account twitter ufficiale della Missione israeliana alle
Nazioni Unite, diretta dall’ambasciatore Ron Prosor, ha promosso e
connesso il film Camp Jihad, affermando."l’UNRWA si vanta della
sua ‘neutralità’ - ma l’orripilante istigazione nei suoi campi estivi
racconta una storia diversa."
Il
primo ministro Benjamin Netanyahu ha ripetuto le asserzioni del film
durante l’incontro del 16 agosto con il Segretario Generale delle
Nazioni Unite Ban Ki-moon.
I
campi profughi palestinesi, ha sostenuto Netanyahu, "sono stati
utilizzati…. Per infondere tra i bambini palestinesi la cultura
dell’odio e idee riguardanti la distruzione di Israele…Confido che farà
in modo che questi abusi degli obiettivi delle Nazioni Unite e i suoi
finanziamenti non continuino.
L’osservazione di Netanyahu è stata riportata dalla Missione israeliana pure sull’account twitter dell’ONU.
Affermazioni "grossolanamente fuorvianti"
In
una dichiarazione pubblicata sul sito web dell’UNRWA, il portavoce
Gunness ha respinto vigorosamente le asserzioni del film, aggiungendo
che il "film è grossolanamente fuorviante e deploriamo il danno che ha
causato all’UNRWA e alle Nazioni Unite.
"Il
regista implicato [David Bedein] ha una storia per ciò che riguarda il
fare affermazioni prive di fondamento sull’UNRWA, su tutte le quali
abbiamo indagato e dimostrato che sono manifestatamene false. A lungo è
stata prassi del filmmaker mostrare attività non dell’UNRWA e
rappresentarle come se lo fossero," aggiunge la dichiarazione di
Gunness.
Una
dichiarazione UNRWA del 2011 cita la rivelazione dello studioso Rex
Brynen essere Bedein uno che "ha collegamenti kahanisti", facendo
riferimento al movimento ultranazionalista che si fonda sull’ideologia
di Meir Kahane.
Kahane
fondò la lega di difesa ebraica, classificata dal FBI come gruppo
terroristico di destra, e il partito Kach, designato come organizzazione
terroristica da Israele, Stati Uniti, Canada e Unione Europea.
La
dichiarazione UNRWA cita Brynen: "Bedein ha pure divulgato il lavoro
sotto l’egida della sua organizzazione con Samuel Sokol – un attivista
di ultradestra che, nelle foto che una volta egli ha pubblicato con
orgoglio on-line, si può vedere in posa armato davanti a una…bandiera
kahanista."
A condizione di conservare l’anonimato, una fonte diplomatica importante ha detto a The Electronic Intifada
che "è singolare, ma forse non sorprendente che l’ambasciatore
israeliano avesse spinto il primo ministro [Benjamin Netanyahu] a citare
al Segretario Generale delle Nazioni Unite uno con collegamenti
kahanisti."
"Ciò
mostra a proposito quanto sia diventata perversa e malata la
narrazione. Immaginate quel che sarebbe accaduto se un collegamento di
quel tipo fosse presente sul versante palestinese," ha aggiunto la
fonte.
Uso eccessivo della forza
Quest’anno,
nella West Bank, sono stati fino ad ora uccisi dai soldati israeliani
quattordici civili palestinesi, tra cui quelli colpiti a morte durante
l’irruzione a Qalandia
Organizzazioni internazionali dei diritti umani hanno condannato gli ultimi omicidi.
"La
morte [di Rubeen Zayid] solleva preoccupazioni che possa essere stata
una esecuzione extragiudiziaria in violazione del diritto
internazionale, " ha sostenuto in una dichiarazione Philip Luther,
direttore di Amnesty International per il Medio Oriente e il Nord
Africa.
"Questo
raid mortale finalizzato a un arresto sembra essere pure un altro
esempio di uso eccessivo della forza da parte delle truppe israeliane
nei Territori Palestinesi Occupati, " ha aggiunto Luther.
Human Right Watch ha richiesto anche un’indagine penale immediata relativa all’incursione.
Campi UNRWA ripetutamente attaccati
Una
segnalazione delle Nazioni Unite asserisce di continuo che i campi
dell’UNRWA sono stati regolarmente attaccati, nonostante vengano
ritenute essere aree neutrali e vietate ai militari israeliani. Questa
segnalazione dipinge un quadro inquietante delle violazioni: candelotti
di gas lacrimogeno, granate assordanti e pallottole di acciaio rivestite
di gomma vanno a finire di frequente o colpiscono i locali dell’UNRWA.
Solo
durante la prima metà del 2013, sono state registrate ventisei
violazioni. In un caso, il 27 di giugno, più di 100 candelotti di gas
lacrimogeno sparati dai militari israeliani sono caduti su una scuola
femminile del campo profughi di Qalandiya.
Nell’ultimo
decennio, le forze israeliane hanno ucciso e ferito lavoratori
dell’UNRWA ed attaccato più volte i locali dell’Agenzia.
Nel
novembre 2002, nel campo profughi di Jenin nella West Bank
settentrionale, un direttore di progetto dell’UNRWA, Iain Hook, è stato
colpito e ucciso da un cecchino militare israeliano nel mezzo degli
scontri.
Quando
Israele intensificò gli attacchi alla Striscia di Gaza nel dicembre
2002, due dipendenti dell’UNRWA vennero uccisi, nessuno dei due era
ritenuto fosse coinvolto negli scontri.
Nel
gennaio 2009, durante la brutale aggressione di Israele alla Striscia
di Gaza dell’inverno 2008-2009, le forze israeliane bombardarono la
scuola dell’UNRWA, al-Fakhura, nel campo profughi di Jabalia. Almeno 40
palestinesi vennero uccisi e più di 50 feriti.
Durante
l’offensiva militare di Israele su Gaza del novembre 2012, il governo
israeliano asserì tramite i mezzi di comunicazione che l’UNRWA
permetteva alle organizzazioni di resistenza armata di lanciare razzi
verso Israele. L’UNRWA respinse categoricamente tali affermazioni.
Impunità
Considerando
il lungo primato delle impunità israeliane, è improbabile che ci sarà
una qualche assunzione di responsabilità per i tre omicidi a Qalandiya
di lunedì scorso. Quando è stato interpellato sulla probabilità di
un’indagine interna dell’esercito israeliano, Van Esveld ha risposto,
"Il primato parla chiaro"
Secondo
le ultime statistiche del gruppo israeliano per i diritti umani
B’Tselem, dallo scoppio della seconda Intifada, nel settembre 2000, nei
territori occupati sono stati uccisi dalle forze israeliane 6.706
palestinesi.
Eppure
un rapporto recente del gruppo israeliano per i diritti umani Yesh Din
ha scoperto che in tale periodo solo 16 pratiche investigative hanno
portato a un rinvio a giudizio.
Inoltre,
soli sette soldati israeliani sono stati incarcerati per l’omicidio di
sei civili, uno dei quali era di nazionalità britannica.
Anche
se raramente puniti per l’uccisione di civili, soldati israeliani di
stanza nella città di Hebron nella West Bank, sono stati di recente
"conformemente sanzionati", secondo un comunicato dell’esercito, per
essersi inseriti in una festa palestinese di matrimonio e aver ballato
con i presenti.
"Le
guerre di Gaza sono avvenute e il mondo intero ne è venuto a conoscenza
senza fare nulla, " ha concluso il residente di Qalandiya Yehyia Mteir.
"C’è stata la distruzione del campo profughi di Jenin e nulla è
cambiato," ha aggiunto, facendo riferimento all’invasione del 2002 del
nord della West Bank.
"Ma
questa volta è stato veramente duro. La gente nel campo [di Qalandiya]
ha smesso di dormire perché stiamo svegli per la preoccupazione,
aspettando che arrivino gli israeliani."
Patrick O. Strickland è un giornalista investigativo di Mint Press News: I suoi articoli sono apparsi su Aljazeera English, Truthout e The Electronic Intifada.
(tradotto da mariano mingarelli)
Commenti
Posta un commento