Hebron; il lato oscuro degli Accordi di Oslo
Nena News
04.09.2013
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Hebron, il lato oscuro degli Accordi di Oslo
Shuhada Street, dal 2000 strada proibita ai palestinesi della città, nei racconti e le testimonianze dei residenti.di Eleonora Pochi
Hebron, 03 settembre 2013, Nena News - La strage della moschea di Hebron è una ferita ancora aperta nei cuori dei palestinesi della città. Poiché oltre al danno, hanno dovuto subire anche la beffa di vedersi ancor più discriminati per "ragioni di sicurezza" da parte dell'esercito israeliano. E poi in seguito al Protocollo di Hebron, siglato nel 1997 da Israele e OLP, in conformità con gli Accordi di Oslo del '95, la città è diventata una città fantasma, divisa in due settori: H1, governato dalle autorità palestinesi, ed H2, sotto il controllo dell'esercito israeliano.
Manifestazione di palestinesi a Shuhada Street
Il
protocollo prevede la riapertura di una delle vie strategiche della
città, Shuhada Street, ma le autorità israeliane non stanno tuttora
rispettando quanto stabilito dall'accordo. "Nonostante sia un negoziato
ingiusto, noi abbiamo rispettato i patti. Israele assolutamente no",
sottolinea un abitante della zona H2. I palestinesi che vivono in H2
hanno un codice identificativo e molti di loro sono stati costretti ad
abbandonare le proprie abitazioni a causa dei ripetuti attacchi da parte
dei coloni e dell'esercito. Le autorità israeliane hanno ordinato la
chiusura di alcuni negozi gestiti da palestinesi solo perché erano
vicino alle colonie.
Bilal
Anwar, funzionario del Comune di Hebron, spiega: "Da quando nel 1994
Baruch Goldstein, un estremista israeliano, uccise ventinove palestinesi
mentre stavano pregando nella moschea di Abramo, l'esercito israeliano
temette rappresaglie contro i coloni residenti ad Hebron e dintorni. Fu
così che le strade vennero chiuse ai veicoli palestinesi e poco più
tardi Shuhada Street, principale via del commercio urbano, fu proibita
ai palestinesi, che tuttora non possono neanche attraversarla a piedi".
"I
palestinesi che vivono nella zona - sottolinea Bilal - sono costretti a
passare sui tetti per raggiungere i loro vicini. Inoltre, subiscono
violenze e molestie da parte dei coloni e dei soldati. E' la società
civile a muoversi attivamente e pacificamente contro tutto questo,
attraverso associazioni e comitati. Alcuni gruppi provenienti dalla
Palestina e da Israele hanno lanciato una campagna sul web, coinvolgendo
molti paesi nel mondo, per chiedere la riapertura di Shuhada Street, la
tutela dei diritti civili e la fine dell'occupazione".
La
scorsa settimana ha suscitato sdegno il video pubblicato su Youtube nel
quale alcuni soldati israeliani, armati e in uniforme, ballavano a un
matrimonio palestinese in città. Ma non va sempre così "bene" a Hebron.
Ahmad Alrajabi, un ragazzo palestinese che vive nella zona H2, racconta:
"Ero con la mia famiglia a casa di mio padre. Stavamo celebrando il
matrimonio di mio fratello quando arrivarono un gruppo di coloni,
irruppero in casa, sfondarono tutto e naturalmente fecero saltare il
matrimonio. Per mio fratello quello doveva essere il giorno più bello
della sua vita, ma è stato uno dei più brutti in assoluto".
Ahmad
studia Comunicazione multimediale all'Università, ma per raggiungere la
sua facoltà deve attraversare ogni giorno due checkpoint: "Vivo nella
zona H2, l'Università dista al massimo cinque minuti a piedi da casa
mia, ma Israele non permette ai palestinesi di passare per Shuhada
Street. Siamo costretti a prendere il taxi, che vuol dire quasi mezzora
di tragitto e due dollari per corsa, un importo molto alto per noi
palestinesi che abbiamo redditi decisamente bassi".
Un
altro ragazzo palestinese residente nella zona H2 - anche lui come
Ahmad studente di Comunicazione e Media all'Università - fa il
volontario in una radio locale, si occupa di una trasmissione per i
giovani. Anche lui per andare all'Università è costretto a prendere un
taxi perché gli è impedito di passare per Shuhada street. Vuole fare il
giornalista e non sembra intimorito dal fatto che siano stati uccisi
molti giovani cronisti in Palestina. Gli piace anche cantare, ha scritto
e registrato alcune canzoni dedicate alla Palestina e alla sua città. E
a Hebron questi ragazzi crescono faccia a faccia con la violenza
disumana dell'esercito israeliano. Nena News
The Israeli Committee Against House Demolitions (ICAHD) ha condiviso la foto di Osama Elewat.
The only democracy country in the middle eastThis photo was taken in Alhsuhada Street in Hebron-Palestine, where 600 Israeli settlers turned the lives of more than 200,000 Palestinians into living hell. Moreover: "they" expelled thousands of Palestinians from their homes.
" " The difference between them IS religion Only " "
How amazing ...

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