Gaza chi ha rotto la tregua


lunedì 5 gennaio 2009


allegato fonte israeliana

1allegati :Nancy Kanwisher, Johannes Haushofer, & Anat BiletzkiChi viola il cessate il fuoco?

Come ha avuto fine l'ultimo "cessate il fuoco"? I principali mezzi di comunicazione negli Stati Uniti e in Israele danno la colpa direttamente ad Hamas. D'altronde una notevole quantita' di missili palestinesi sono stati lanciati verso Israele in Novembre e Dicembre, e porre fine a questi attacchi e' l'obiettivo dichiarato dell'attuale invasione israeliana di Gaza. Questa ricostruzione trascura pero' alcuni fattori determinanti.Innanzitutto la tregua si era dimostrata notevolmente efficace: dal suo inizio nel Giugno 2008, la frequenza del lancio di missili e di colpi di mortaio da Gaza era scesa praticamente a zero, ed era rimasta tale per quattro mesi consecutivi (si veda la Figura 1, che si basa su dati forniti dal consolato di Israele a New York). In chiara contrapposizione con la tesi, esemplificata dall'editoriale di ieri del New York Times, che sostiene che "Ci sono pochissime possibilita' di controllare Hamas senza affrontare i suoi protettori, Siria e Iran". Invece i dati mostrano chiaramente che Hamas puo' controllare la violenza, se vuole, e a volte lo fa per lunghi periodi di tempo .Inoltre, aspetto altrettanto importante, cosa e' successo per porre fine a questo periodo di pace? Il 4 novembre Israele ha ucciso un palestinese, un evento che e' stato seguito da una raffica di colpi di mortaio sparati da Gaza. Immediatamente dopo un attacco aereo israeliano ha ucciso altri sei palestinesi. E di conseguenza una sfilza di missili sono stati lanciati da Gaza, portando al termine del cessate il fuoco.Figura 1. Numero di missili palestinesi sparati nei mesi del 2008 (elaborazione da documenti del Consolato di Israele di New York) Quindi l'ultima tregua e' finita con l'uccisione di palestinesi da parte di Israeli, ed in seguito i palestinesi hanno lanciato missili verso Israele. Ad ogni modo, prima di trarre conclusioni da questo fatto, dobbiamo vedere se si tratta di un caso atipico oppure se rappresenta un pattern sistematico.Per scoprirlo abbiamo quindi deciso di approfondire l'indagine. Abbiamo analizzato l'intera sequenza di uccisioni di palestinesi da parte di israeliani e viceversa durante la seconda Intifada, sulla base dei dati forniti dalla nota e rispettata associazione israeliana di diritti umani B'Tselem. In pratica tutto il periodo da Settembre 2000 a Ottobre 2008.Abbiamo definito come "pause del conflitto" i periodi di uno o piu' giorni durante i quali nessuno e' stato ucciso da ambedue le parti, e ci siamo chiesti quale parte uccide per prima dopo pause di diversa durata. Come evidenziato nella figura 2, questa analisi mostra che e' Israle, nella stragrande maggioranza dei casi, a uccidere per primo dopo una pausa nel conflitto: il 79% di tutte le pause nel conflitto sono terminate quando Israele ha ucciso un Palestinese, mentre solo l'8% sono state interrotte da un attacco palestinese. Il rimanente 13% consiste di interruzioni provocate da uccisioni da ambedue le parti nel medesimo giorno. Inoltre, abbiamo riscontrato che questo pattern, ovvero il fatto che e' Israele piu' che i palestinesi a uccidere per primo dopo una pausa nel conflitto, e' ancor piu' accentuato nei periodi piu' lunghi di interruzione delle ostilita'. Infatti, nei 25 periodi di assenza di violenza di durata superiore alla settimana, Israele ne ha unilateralmente interrotti 24, pari al 96%, e se consideriamo i 14 periodi di tregua superiori ai 9 giorni, sono stati tutti interrotti unilateralmente da IsraeleFigura 2. Per pause nel conflitto di diversa durata (ovveri periodi di tempo senza uccisioni da nessuna delle parti), durante la seconda Intifada, mostriamo (in nero) le percentuali di volte in cui Israele ha posto fino al periodo di assenza di violenza con l'uccisione di uno o piu' palestinesi, in grigio le percentuali di volte in cui i palestinesi hanno interrotto la pausa con l'uccisione di israeliani e infine (in bianco) le percentuali di volte in cui ambedue le parti hanno ucciso il medesimo giorno dopo una pausa nel conflitto. In pratica tutti i periodi di cessazione delle ostilita' di durata superiore a una settimana sono finiti per l'uccisione di palestinesi da parte di israeliani. Nel grafico sono mostrate tutte le diverse durate (in giorni) che si sono verificate. Esiste quindi un pattern sistematico: e' Israele, in misura schiacciante, a uccidere per primo dopo una pausa nel conflitto armato. Ed e' quasi sempre Israele a uccidere per primo dopo una pausa superiore alla settimana. Le lezioni che possiamo apprendere da questa indagine sono chiare:Primo: Hamas puo' controllare il lancio di missili, quando e' nel suo interesse. I dati mostrano che il cessate il fuoco puo' funzionare, riducendo la violenza quasi a zero per vari mesi consecutivi.Secondo: se Israele vuole ridurre il lancio di missili da Gaza, dovrebbe favorire e preservare la pace quando sta per affermarsi e non essere il primo a violarla con un'uccisione.Nota: per un resoconto dettagliato del termine del cessate il fuoco e il numero preciso di missili lanciati in Novembre 2008, secondo il punto di vista dei militari di Israele, si rimanda al sito http://www.terrorism-info.org.il/malam_multimedia/English/eng_n/html/hamas_e011.htmTradotto da Francesco Iannuzzelli per www.peacelink.it articolo


2 Hamas è accusato di aver attaccato con dei razzi gli insediamenti israeliani al confine, senza dubbio azioni criminali, ma [che sono] solo una minima parte della violenza perpetrata da Israele a Gaza, per non parlare di altrove. È importante tenere a mente, a questo proposito, che gli USA e Israele sanno esattamente come porre fine al terrore che deplorano con tanto ardore. Israele concede ufficialmente che non c’erano razzi di Hamas fintantoché Israele ha parzialmente rispettato una tregua con Hamas nel 2008. Israele ha rifiutato l’offerta di Hamas di rinnovare la tregua, preferendo lanciare la sanguinosa e distruttiva Operation Cast Lead contro Gaza del dicembre 2008, con il pieno appoggio degli USA, un’impresa di aggressione omicida senza il benché minimo pretesto credibile, né dal punto di vista legale, né da quello morale. NOAM CHOMSKY : la minaccia iraniana


3 A few days after the abduction and the failure of operation "Southern Shalit" to locate and rescue the soldier, astute voices from the top ranks of the Israel Defense Forces reached the conclusion that if Shalit was to be brought back, a new policy was necessary. These voices, which apparently reflected the position of GOC Southern Command Yoav Galant and then chief of staff Dan Halutz, sought to recognize the reality that had been created in Gaza following the Hamas victory in the PA elections four months earlier, and the establishment of the Ismail Haniyeh government (Hamas' violent takeover of the Strip only took place in June 2007 ).The IDF wanted to pose the following option to Hamas: Preserve your rule of power or continue your violent struggle against Israel. A proposal to seek a broad agreement on Israel-Hamas relations was drafted - which was to include a cease-fire, an end to terrorist attacks and the launching of Qassam rockets, an end to efforts to acquire more weapons for use against Israel and the release of Palestinian prisoners in exchange for Shalit. A report on this attitude held by the IDF, published by Haaretz, angered then-prime minister Ehud Olmert, who opposed a prisoner exchange deal. He shelved the idea and subsequently rejected similar ones raised during Operation Cast Lead.Prime Minister Benjamin Netanyahu is not bound by Olmert's objections. He should revive the idea and challenge Hamas. Israel needs to embark on an initiative that would fundamentally alter the situation along the southern border, without fearing dialogue with Hamas. It must not regard the current situation as simply fate.http://www.haaretz.com/print-edition...hamas-1.300486

4 VENERDÌ 21 SETTEMBRE 2007 Israele avrebbe rifiutato l'offerta di Hamas per un cessate il fuocoIsraele avrebbe respinto un'offerta di Hamas per un nuovo cessate il fuoco alla vigilia della riunione di governo di mercoledì scorso al termine della quale è emerso l'annuncio che la Striscia di Gaza è stata dichiarata "entità nemica". Secondo il quotidiano 'Jerusalem Post', sarebbe stato l'ufficio dell'ex premier Ismail Haniyeh a contattare, tramite una terza parte, fonti diplomatiche a Gerusalemme offrendo una tregua.

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