Israele - Palestina : mentre i funzionari parlano, gli israeliani costruiscono

Analisi di Jillian Kestler-D’Amours
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INSEDIAMENTO DI HAR BRACHA Cisgiordania Occupata

 Sintesi personale



Cisgiordania, 14 Agosto 2013 (IPS) – Grandi bobine di tubo nero e serbatoi d’acqua avvolti di plasticasono   sparsi in tutto il  cantiere polveroso. Una manciata di lavoratori palestinesi, parlando tranquillamente in arabo, fa  la spola tra i due appartamenti incompiuti nei blocchi di tre piani dietro di loro.
Questo è Har Bracha, un insediamento israeliano illegale vicino a Nablus, una delle più grandi città palestinesi della Cisgiordania.
“Più  grande sarà l'insediamento , tanto più difficile sarà evacuarci per sempre “, ha detto Yonatan Behar, un residente di Har Bracha
“Ariel [un vicino insediamento israeliano] è una città di 20.000 persone o più. Chi  potrebbe pensare  di evacuare una città di 20.000 persone? Una piccola comunità di 300 famiglie [come Har Bracha], sarebbe possibile. Ma se si arriva a 1.000 famiglie o a 2.000 famiglie o a 5.000 famiglie, allora è molto, molto difficile “.
Mentre i leader israeliani e palestinesi riprendono i negoziati il 14 agosto, Israele ha attuato   diverse misure per rafforzare ed espandere i suoi insediamenti. Come tutto ciò  avrà un impatto sui cosiddetti colloqui di pace  non sembra essere un elemento importante .
All’inizio di questa settimana Israele ha approvato la costruzione di circa 1.000 nuove unità abitative in sette diversi insediamenti in Cisgiordania e  prevede di costruire più di 900 unità a Gerusalemme Est.
Il governo israeliano ha anche aggiunto diversi insediamenti in Cisgiordania alla sua lista di priorità delle cosiddette comunità  che usufruiranno di finanziamenti statali . Sono compresi  tre insediamenti   costruiti  in violazione della legge stessa  israeliana
La radio dell’esercito israeliano ha riferito che la popolazione israeliana negli insediamenti in Cisgiordania è cresciuta più della popolazione all’interno di Israele  nella prima metà del 2013  :  2,1 per cento rispetto al  due per cento in Israele.
La costruzione negli insediamenti in Cisgiordania è  aumentata nel corso del primo trimestre del 2013 di un sorprendente 355 per cento rispetto all’ultimo trimestre del 2012, secondo i dati dell’Ufficio Centrale di Statistica israeliano.
 E' evidente  che il governo israeliano non ha alcuna intenzione di sradicare la popolazione dei coloni  composta di  600.000 persone nè di rispettare il diritto internazionale.
Mentre alcuni  sostengono  che le recenti promesse di costruire negli insediamenti hanno lo scopo di placare le fazioni di destra ,la  realtà è che i negoziati hanno, fin dalla loro creazione 20 anni fa, agevolato  la continuazione delle politiche coloniali israeliane.
Infatti, i cosiddetti colloqui di pace  sono   storicamente serviti come  copertura diplomatica per Israele  mentre  continuava a confiscare le terre palestinesi e ad espandere le sue colonie.
Oggi è difficile considerare  Oslo come qualcosa di più di un fallimento, visto che Israele ha radicato le sue politiche di occupazione  e ha aumentato la sua popolazione di coloni in modo esponenziale.
Tra il 1993 e il 2010  la popolazione di coloni israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme Est è più che raddoppiata , passando da 241.000 a oltre 500.000 persone come denuncia l'organizzazione israeliana di  B’Tselem.
A molti  coloni israeliani  non interessa il  ritorno ai negoziati  dopo decenni di impunità come dichiara apertamentamente  all' IPS Moshe Goldshmidt, residente  a  Itamar vicino a Nablus,
“Non viviamo  nella paura . Crediamo fortemente in quello che stiamo facendo.”
http://www.ipsnews.net/2013/08/while-officials-talk-israelis-build/

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