Egittto : 36 detenuti uccisi da gas lacrimogeni., 24 agenti da bomba


 
 

36 detenuti uccisi da gas lacr., 24 agenti da bomba

AGGIORNAMENTO ore 12.15
CHIUSO IL CONFINE DI RAFAH, STATO D'EMERGENZA IN SINAI

Le autorità egiziane hanno nuovamente chiuso il valico di Rafah tra Egitto e Gaza dopo l'attacco che ha provocato la morte di 24 poliziotti. Da settimane Rafah è chiuso al passaggio: era stato riaperto solo sabato. L'esercito egiziano ha dichiarato lo stato d'emergenza nella Penisola.

AGGIORNAMENTO ore 9.15
24 agenti della polizia egiziana sono stati uccisi da una bomba nel Sinai. Lo riferisce l'agenzia Reuters citando fonti dell'Esercito.

Roma, 19 agosto 2013, Nena News - Quello di ieri doveva essere il giorno della tregua, una tregua carica di tensione ma finalmente senza morti dpo il bagno di sangue dell'ultima settimana in cui sono rimaste uccise circa 1000 persone. Grazie anche alla decisione dei Frateli Musulmani di revocare un raduno di protesta. In serata invece è arrivata la conferma di una nuova strage.

Trentasei detenuti sostenitori del presidente islamista Mohammed Morsi deposto dal golpe militare di inizio luglio, sono morti in un tentativo di evasione al Cairo, asfissiati dai gas lacrimogeni usati dalla polizia per fermare la loro fuga. Facevano parte degli oltre 1.000 simpatizzanti dei Fratelli Musulmani arrestati sabato scorso.

Una morte orribile che potrebbe pesare oggi al vertice straordinario degli ambasciatori dell'Unione Europea sull'Egitto e aprire la strada all'annunciato raffreddamento delle relazoni, anche economiche, tra Bruxelles e il Cairo. Anche gli alleati americani potrebbero ridurre gli aiuti all'Egitto, una parte del Congresso lo chiede a gran voce, a cominciare dal senatore ed ex candidato presidenziale John McCain.

Uno scenario che non sembra preoccupare l'uomo forte dell'Egitto, il generale Abdel Fatah al-Sissi, che ieri, rivolgendosi alla nazione, da un lato ha parlato di un Paese aperto a tutti, quindi anche ai Fratelli Musulmani (parole che sembrano escludere, per il momento, la messa fuori legge del movimento islamista) e dall'altro ha avvertito che le forze di sicurezza continueranno ad usare il pugno di ferro contro il "terrorismo".

Una linea dura sposata dall monarchia saudita (storica avversaria dei Fratelli musulmani) che ha chiesto che non vengano adottate sanzioni contro il Cairo, maa dalla quale si dissocia una delle personalità più autorevoli del'Egitto, Mohamed El Baradei. L'ex vicepresidente e premio Nobel per la pace ha fatto le valigie e si è trasferito a Vienna. Nena News

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