Misna : CONSIGLIO SICUREZZA ONU, AL NUSRA NELLA LISTA DEI TERRORISTI



CONSIGLIO SICUREZZA ONU, AL NUSRA NELLA LISTA DEI TERRORISTI

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha inserito il Fronte al Nusra nella lista delle organizzazioni terroristiche, in quanto legato ad al Qaeda. La decisione è stata annunciata dal comitato delle sanzioni del consiglio, precisando che al Nusra, in lotta da più di due anni contro il presidente Bashar al Assad, è oggetto di un embargo sulle armi e di un congelamento dei fondi e beni all’estero. Il mese scorso è stato il governo di Damasco a chiedere alle Nazioni Unite di classificare il Fronte come “gruppo terroristico” per rispondere al “dovere di preservare la sicurezza globale”. In sede di consiglio Parigi e Londra hanno osteggiato la domanda, ma nei giorni scorsi hanno spinto per il via libera a sanzioni nei confronti di al Nusra, già inserito da un anno sulla “lista nera” di Washington.
Il Fronte, guidato da Abu Mohammed al Julani – costituito da combattenti siriani e da volontari stranieri – intende istaurare un governo islamista dopo la destituzione di Assad. Un’ideologia respinta dall’Esercito libero siriano (Els), considerato il principale gruppo nella nebulosa dell’opposizione armata siriana. Il provvedimento restrittivo dell’Onu è stato interpretato come un ennesimo tentativo dei paesi occidentali di distinguere gli insorti legati al terrorismo internazionale dall’opposizione democratica, favorendo le richieste di quest’ultima. Martedì l’Unione Europea ha rimosso l’embargo sulle armi in vigore da due anni, rinviando però ad agosto la possibilità di inviare rifornimento in armi all’Esl.
Nonostante il deteriorarsi della situazione sul terreno, la diplomazia internazionale si sta adoperando per la Conferenza di Ginevra. Il 5 giugno i due paesi promotori dell’iniziativa, Russia e Stati Uniti, parteciperanno ad un incontro preparatorio. Ma la tensione diplomatica tra Mosca e Washington rimane alta nonostante il tentativo congiunto di portare i protagonisti del conflitto siriano attorno ad un tavolo negoziale. “Il trasferimento di missili russi S300 nella regione non contribuisce certamente a far avanzare la causa della pace in Siria “ ha detto il segretario di stato statunitense John Kerry, sottolineando che “il rifornimento di armi al regime di Assad è un grosso sbaglio che mette in pericolo la Conferenza di Ginevra”. Un appuntamento al quale, almeno per ora, non dovrebbe partecipare l’opposizione siriana.
Nel frattempo si stanno intensificando i combattimenti tra milizie ribelli ed esercito regolare per prendere il controllo della città occidentale di Qusayr, da una decina di giorni teatro da una pesante offensiva. Fonti di stampe panarabe riferiscono che centinaia di insorti sono riusciti a superare le posizioni dei soldati di Damasco nei pressi del villaggio di Shamsinn. Nel contempo un migliaio di combattenti arrivati dal confinante Libano avrebbe raggiunto i ranghi dell’esercito siriano per rafforzare il proprio dispositivo di sicurezza attorno a Qusayr. I ribelli hanno accusato Damasco di aver colpito un convoglio che stava cercando di evacuare civili, causando un’ottantina di feriti. Nella notte colpi di artiglieria sono stati sparati dalla Siria verso il nord del Libano, senza causare vittime.  Dal 7 maggio l’Alto commissariato Onu per i rifugiati ha registrato in Libano più di 3000 civili in fuga da Qusayr; dall’inzio della crisi, 26 mesi fa, più di 1,6 milioni di siriani sono scappati nei paesi confinanti.
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