Hezbollah in territorio sconosciuto in Siria combatte per sopravvivere


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 hezbollahSyria
di Robert Fisk – 3 giugno 2013
“Hezbollah sospetta che Hamas abbia insegnato ai ribelli sunniti come combattere”.
Dunque Obama tuona. Hezbollah deve lasciare la Siria. La cosa deve averli fatti tremare fin nelle ossa nella valle della Bekaa. Poiché Hezbollah – ventidue morti in un giorno solo una settimana fa, secondo un conoscente che dovrebbe saperlo – non ha alcuna intenzione di ritirarsi da una battaglia che minaccia la sua esistenza in Libano. Perdite? Beh, enormi, e arriveremo a questo più avanti. Ma …?
Ecco una piccola storia che può aiutare a spiegare perché Hezbollah, mussulmano sciita, l’esercito guerrigliero più impavido e feroce del mondo, è in Siria. Un fondamentale errore politico del suo leader, Sayyed Hassan Nasrallah, indubbiamente. Ma non un grande errore militare. Poiché la guerra siriana rischia di trasferirsi in Libano; non nella città settentrionale libanese di Tripoli, dove le sue milizie sunnite e alawite (sciite) da tempo sono impegnate in una guerra simbolica le une contro le altre. Bensì nella poverissima cittadina di Arsal, su nelle colline presso il confine siriano, a nemmeno venti miglia dalla citta libanese Hermel tenuta – e intendo dire ‘tenuta’ – da Hezbollah.
Arsal – nessun turista vi spreca il suo tempo, anche se la gente è gentile e ha cura della propria cittadina – è un luogo sunnita e piuttosto salafita. Sostiene la rivolta sunnita contro il presidente siriano Bashar al-Assad.
Se i suoi vicini ribelli sunniti appena oltre confine di Qusayr – prevalentemente del gruppo islamista Jabhat al-Nusra (non dell’Esercito della Siria Libera caro a Obama e al senatore statunitense John McCain) – catturassero Qusayr, sarebbero in grado di usare la cittadina libanese di Arsal come luogo di riposo e distrazione e, in realtà, di riarmo.  
Arsal è a un tiro di mortaio dalla principale autostrada tra Hermel e il sud del Libano, due feudi di Hezbollah in Libano. Tre soldati libanesi sono stati uccisi a Arsal la settimana scorsa, molto probabilmente perché i ribelli siriani non vogliono che siano controllati i loro movimenti dentro e fuori dal Libano.
Perciò Arsal e Hermel sono le due cittadine più importanti del Libano oggi. L’esercito libanese non ha posti di controllo a Hermel – ed è per questo che gli armati di Hezbollah attraversano il valico là – ma è deciso a mantenere una forte presa su Arsal. E questo è il motivo per cui i locali contrari ad Assad preferirebbero che l’esercito libanese se ne andasse. E questo è il motivo per cui il presidente libanese – egli stesso un ex generale – è andato la settimana scorsa a visitare di persona il luogo delle uccisioni dei soldati. Non si è recato a Hermel, dove solo poche ora prima una giovane sciita era stata uccisa da un missile quasi certamente lanciato dai ribelli sunniti in Siria.
Questi non sono fatti che fanno notizia. E merita ogni lode il buon giornalismo del giornale cristiano in lingua francese L’Orient e specialmente la sua giornalista Scarlett Haddad (una volta ha ammesso con me che i suoi genitori l’avevano battezzata ispirandosi a Scarlett O’Hara) per aver segnalato non solo le linee degli scontri nel Libano settentrionale ma anche la capacità di recupero dell’esercito libanese che oggi è il solo blocco fondamentale grazie al quale il Libano sopravvive. Poiché questo è un paese che non ha né un governo funzionante né un parlamento legale, anche se l’assemblea si è votata altri diciassette mesi di potere non elettivo.
Ma ci sono altri eventi che sono stati anch’essi ignorati dai grandi titoli negli ultimissimi giorni. Non ultimo l’interessante personaggio mostrato accanto al senatore John McCain in una fotografia nel corso della sua recente visita al nord della Siria tenuto dai ribelli. Poiché accanto a McCain si può vedere un uomo identificato qui a Beirut come Mohammed Nour, un portavoce mussulmano sunnita della Brigata d’Assalto Settentrionale, accusata di aver rapito undici pellegrini sciiti in Siria un anno fa.
Cosa diavolo ci faceva McCain con un tizio simile? Se si è trattato di Nour, è stato “deplorevole”, ha detto il portavoce di McCain. Parecchio. Così come è stato deplorevole che nessuno a Washington sembri aver condannato l’uccisione della giovane donna sciita a Hermel la settimana scorsa. Perché? Perché era una sciita? O perché gli assassini potevano essere ribelli siriani, che possono essere o non essere i tipo di ribelli che Obama (e Hague e altri leccapiedi) vorrebbero aiutare.
Ci sono altre cose in corso in Libano che il mondo dovrebbe conoscere. Non ultima la rabbia dei palestinesi (la maggioranza dei quali è sunnita) contro Hezbollah.
La settimana scorsa i palestinesi del campo profughi massimamente vergognoso di Ein el-Hilweh a Sidone hanno bruciato pacchi di cibo, mandati da Hezbollah, accanto a un cartello che diceva: “Non vogliamo assistenza sporca del sangue del popolo siriano”. Hamas, il controllore palestinese di Gaza, ha abbandonato Damasco dopo l’inizio della rivoluzione; ora Hezbollah sospetta che Hamas abbia addestrato al combattimento i ribelli sunniti in Siria.
E’ per questo che Hezbollah sta perdendo così tanti uomini? I combattenti sciiti di ritorno da Qusayr raccontano storie spaventose; che i sunniti bruciano i loro corpi di notte in modo che non possano essere identificati, che hanno nuovi fucili da cecchino.
In modo interessante, un ufficiale dell’esercito siriano mi aveva detto diversi mesi fa che quando i ribelli attaccano basi governative recuperano i corpi dei loro morti con i rampini; di nuovo, affinché non ci siano identificazioni.
Ho chiesto a un afgano – sempre la fonte più affidabile di informazioni simili – perché Hezbollah  stia subendo così tante perdite. Ecco la sua risposta: “Nel Libano meridionale, quando si batteva contro gli israeliani, Hezbollah conosceva la propria terra e il proprio territorio.”
“Combattevano in patria e gli israeliani sono caduti in trappola perché non conoscevano il Libano. Gli occupati conoscono sempre il territorio meglio degli occupanti. Ma ora Hezbollah è in un territorio non familiare. I siriani conoscono Qusayr. Hezbollah no.”
Un grosso “Ahi!”. Immagino Sayyed Nasrallah ci stia riflettendo.

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Fonte: http://www.zcommunications.org/hezbollah-has-been-lured-into-unknown-territory-in-syria-as-it-wages-costly-battle-for-survival-by-robert-fisk
Originale: The Independent
traduzione di Giuseppe Volpe
Traduzione © 2013 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0


 

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