Battir, fallisce la richiesta all’UNESCO di riconoscimento di patrimonio mondiale



Battir, fallisce la richiesta all’UNESCO di riconoscimento di patrimonio mondiale


L’agenzia di stampa palestinese Ma’an ha riportato sabato la notizia che l’Autorità Palestinese non è riuscita a far riconoscere le terre del villaggio di Battir come patrimonio UNESCO. Il rapporto è giunto a sorpresa, visto il numero di attivisti e funzionari coinvolti. Si teme ci siano state pressioni esterne.
 
di Lea Frese 

Ieri il Comitato del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha aperto la sua assemblea annuale e nessuna richiesta da parte palestinese è stata sottoposta. Secondo Ma’an, la delegazione palestinese avrebbe deciso di non presentare alcuna richiesta per il villaggio di Battir, una decisione che ha deluso gli attivisti e che pare giunta dai vertici del governo. Il villaggio di Battir si trova a Sud di Gerusalemme e parte delle sue terre cadono nell’altro lato della Linea Verde. La maggior parte delle terre e la città vecchia sono in Area C.

                      


Le antiche terrazze agricole di Battir sono considerate un patrimonio di valore culturale inestimabile. Il paesaggio è minacciato dalla costruzione del Muro di Separazione israeliano che taglierà in due i terrazzamenti. I residenti e gli ambientalisti hanno presentato una petizione contro il Muro, ancora pendente alla Corte Suprema israeliana. Registrare Battir all’UNESCO avrebbe salvato il villaggio.
Il fatto che l’ANP avrebbe abbandonato la questione potrebbe essere il risultato di pressioni esterne per evitare critiche contro Israele da parte di organi internazionali. Nel suo rapporto, Ma’an cita funzionari anonimi dell’OLP che affermano che l’abbandono della richiesta era parte di un accordo stretto all’inizio dell’anno. In cambio dell’abbandono da parte palestinese di una serie di risoluzioni pericoloso, Israele aveva promesso di permettere alla missione dell’UNESCO di compiere un’indagine nella Città Vecchia di Gerusalemme. Ma Israele ha violato l’accordo all’ultimo minuto, impedendo la visita affermando che i palestinesi avevano “politicizzato” la missione. E se tale accordo era stato pubblicamente annunciato ad aprile, la questione di Battir non è stata menzionata.
Attivisti che lavorano al caso di Battir e alla richiesta all’UNESCO si sono detti “profondamente delusi e arrabbiati”. L’ANP non li aveva informati: “Non credo che l’ANP o l’OLP otterranno mai nulla per Battir”, ha detto Mohammed Obidalla, direttore dell’organizzazione ambientalista Friends of the Earth Middle East per la Palestina. La sua organizzazione ha lavorato duramente alla questione in tribunale: “Chi perde sono i cittadini di Battir. E l’intera umanità perderà un grande patrimonio”.
(tradotto a cura di AIC-Italia/Palestina Rossa)



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