VIDEO: scontri nella "Giornata di Gerusalemme"
http://www.alternativenews.org/english/index.php/regions/jerusalem/6434-video-jerusalem-day-clashes-chasing-away-reality.html
L’8 maggio i nazionalisti israeliani hanno celebrato la Giornata di Gerusalemme con parate e marce, protetti da un ingente dispiegamento di polizia. I palestinesi di Gerusalemme sono stati tenuti lontani da molte aree intorno alla Città Vecchia e la polizia ha violentemente represso le manifestazioni
di Lea Frehse e Johanna Wagman
Mercoledì,
mente i Paesi europei commemoravano la caduta della Germania nella
Seconda Guerra Mondiale, le parate della Giornata di Gerusalemme sono
state accompagnate da una pesante e violenta segregazione etnica: ai
palestinesi di Gerusalemme è stato impedito di entrare in varie aree
della Città Vecchia.
La
Giornata di Gerusalemme è una festa nazionale israeliana che commemora
l’occupazione di Gerusalemme Est nel 1967. Negli ultimi anni gruppi
nazionalisti e religiosi hanno organizzato marce nei quartieri
palestinesi e nella Città Vecchia. I palestinesi sono costantemente
target di aggressioni verbali e fisiche da parte dei partecipanti
razzisti e le contro-manifestazioni arabe sono represse con la violenza
dalla polizia.
Quest’anno
la principale manifestazione palestinese di fronte alla Porta di
Damasco, in Città Vecchia, è stata brutalmente dispersa dalla polizia
prima che migliaia di ultranazionalisti e religiosi israeliani
entrassero nell’area. Centinaia di poliziotti hanno usato bastoni e
cavalli per spingere indietro la folla che protestava. Almeno 21
palestinesi sono stati arrestati, tra loro dei minorenni. La polizia ha
chiuso l’intera area ai residenti.
Le
autorità israeliane affermano che la strategia delle separazione
serviva a impedire scontri tra i due gruppi. Nella realtà dei fatti,
tuttavia, la polizia ha chiaramente protetto di giovani nazionalisti
israeliani e represso il dissenso palestinese. Il trattamento dei due
gruppi non è stato uguale e la segregazione etnica ha favorito le
“celebrazioni” israeliane.
Prima
la polizia aveva distribuito volantino chiedendo ai negozianti
palestinesi della Città Vecchia di chiudere i loro negozi e andare a
casa prima che la marcia raggiungesse l’area nel pomeriggio. Molti
residenti si sono barricati in casa per tutto il giorno, per il timore
di aggressioni razziste.
Tale
decisione ufficiale, accanto agli slogan violenti e apertamente
razzisti come “Maometto è morto” e “Morte agli arabi”, è l’opposto della
democrazia. Nella maggior parte dei regimi democratici, le chiamate
pubbliche e ripetute all’odio sono severamente proibite e chi le compie
rischia prigione e multe. In Israele invece le autorità proteggono
razzismo e odio razziale.
La
polizia ha affrontato in maniera vergognosa i manifestanti palestinesi.
Ha “ripulito” la Porta di Damasco per la marcia e ha cacciato i
palestinesi dall’area. Mentre i manifestanti israeliani si avvicinavano
alla Città Vecchia, la polizia ha aggredito i palestinesi per spingerli
verso la stazione dei bus di Nablus Road. Ogni ondata di attacchi
spingeva indietro di centinaia di metri i palestinesi, fino a chiudere
l’intera area.
E
mentre gli israeliani marciavano, i palestinesi erano prigionieri delle
loro stesse case, impotenti, ad osservare ondate di nazionalisti
israeliani che invadevano i loro quartieri.
Altri
scontri si sono verificati alla Spianata delle Moschee. La stampa ha
riportato che circa 200 nazionalisti israeliani sono entrati nel luogo
sacro, scortati dalla polizia. A molti fedeli musulmani è stato impedito
di entrare nella moschea di Al-Aqsa e sono scoppiati scontri tra
giovani palestinesi e polizia israeliana.
Secondo
le autorità israeliane, i fedeli palestinesi ad Al-Aqsa hanno aggredito
i nazionalisti israeliani lanciando pietre e sedie. All’inizio della
giornata, la polizia israeliana aveva detenuto il Grand Mufti di
Gerusalemme, Mohammed Hussein, interrogandolo per sei ore, per poi
rilasciarlo. La detenzione di Hussein ha provocato frizioni diplomatiche
tra Israele e la Giordania, il custode riconosciuto dei siti musulmani e
cristiani della Città Santa. Reagendo alle dure critiche, il presidente
israeliano Peres ha ripetuto l’importanza della pace con la Giordania
nel discorso per la Giornata di Gerusalemme.
Sono
stati arrestati anche cinque fedeli ebrei per aver pregato nella
moschea. Pregare nel sito sacro è proibito ai non musulmani, secondo la
legge israeliana, sebbene il governo stia rivedendo le regole in merito.
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