Video : Nakba Day: scontri a Gerusalemme. A Yarmouk, i ribelli sparano ai civili
di Emma Mancini
Gerusalemme, 16 maggio 2013, Nena News - Ieri manifestazione nella Città Vecchia di Gerusalemme. Intorno alle 14 un migliaio di persone si è ritrovata alla Porta di Damasco: molte le donne e i bambini che hanno intonato slogan e sventolato bandiere palestinesi e chiavi, il simbolo dei rifugiati palestinesi nel 1948.
Ingente
la presenza di polizia e soldati israeliani, molti dei quali a cavallo.
Alle 14.30 è iniziata una marcia verso Salah al Din Street, a
Gerusalemme Est. Di fronte alla stazione di polizia, poliziotti e
soldati hanno caricato la folla con i cavalli e arrestato subito due
giovani.La folla è quindi tornata alla Porta di Damasco, dove sono
iniziati gli scontri più duri. Secondo quanto riportato dal portavoce
della polizia, Mickey Rosenfeld, 19 palestinesi sono stati arrestati,
numerosi i feriti lievi. Tra loro una ragazza colpita da un cavallo e un
giornalista palestinese, colpito all'occhio. Anche tre poliziotti sono
stati feriti lievemente dal lancio di pietre.
La
polizia ha cercato di disperdere la folla con getti di acqua. Tanti gli
ebrei ultraortodossi che hanno assistito agli scontri: anche due di
loro sono rimasti lievemente feriti. Nena News
VIDEO: Nakba 2013 – Scontri a Gerusalemme
http://www.youtube.com/watch?v=GPz9YMmd_lo&feature=player_embedded
http://www.youtube.com/watch?v=GPz9YMmd_lo&feature=player_embedded
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http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=74734&typeb=0&Nakba-Day-Yarmouk-i-ribelli-sparano-ai-civili
Nakba Day: Yarmouk, i ribelli sparano ai civili
Il giornalista Marshall, presente alla manifestazione di ieri, conferma: l'Esercito Libero Siriano ha aperto il fuoco contro i palestinesi in marcia. Quanti morti?dalla redazioneRoma, 16 maggio 2013, Nena News - Le voci che ieri si sono rincorse sull'uccisione di alcuni palestinesi che manifestavano nel campo profughi di Yarmouk, a Damasco, per commemorare i 65 anni dalla Nakba, trovano conferma oggi. Sky News pubblica il resoconto di Tim Marshall, direttore di Foreign Affairs, presente alla manifestazione di ieri. Ne riportiamo la traduzione: "Sapevamo cosa stava per succedere e allora abbiamo indossato elmetti e giubbini anti-proiettile. I manifestanti sapevano cosa stava per accadere, non avevano alcuna protezione ma continuavano a camminare dritti verso la linea del fuoco.
I
manifestanti erano per lo più palestinesi siriani, molti dal distretto
di Yarmouk a Damasco, fuggiti dopo che il campo è stato preso dalle
forze di opposizione otto mesi fa. Qualcuno ci ha gridato: "Per favore,
dite al mondo la verità! Non vogliamo i ribelli qua, vogliamo che
l'esercito li uccida!". Alcuni portavano con sé foto del presidente
Assad, altri le bandiere palestinese e siriana.
Una
donna ha chiamato l'Esercito Libero Siriano "cani" e ha detto che gli
uomini a Yarmouk non erano siriani, ma arrivavano dalla Cecenia e
dall'Afghanistan. Non possiamo verificarlo.
Gli
uomini armati a Yarmouk avevano avvertito i manifestanti di non
avvicinarsi, minacciando di aprire il fuoco. Il fatto che pochi soldati
dell'esercito siriano stessero accompagnando i manifestanti ha reso la
cosa certa. Circa mille persone erano alla manifestazione. Alcuni leader
religiosi e alcune donne erano all'inizio della marcia quando si sono
avvicinati nel campo di fuoco delle opposizioni.
Gli
spari sono cominciati praticamente subito. Un uomo è caduto, seguito da
altri. L'ufficiale dell'esercito che aveva insistito per accompagnarci è
stato colpito dalle schegge.I manifestanti sono fuggiti indietro verso
un'area vuota, alcune donne piangevano dalla paura.
Mentre
ci sorpassavano, un uomo ci ha fermato e ha gridato di essere sicuro
che i combattenti non erano siriano, ma uomini pagati per venire a
Damasco a uccidere la gente. Un altro ha gridato: "Sono animali".
Altri
soldati sono arrivati e hanno preso posizione per affrontare le forze
di opposizione. Il rumore delle mitragliatrici rimbombava nell'area,
mescolandosi al suono dei proiettili dei cecchini e al crepitio delle
armi semi-automatiche. Ci sono state alcune esplosioni. Gli scontri
armati sono proseguiti per oltre un'ora.
Più
tardi l'esercito ha detto di aver ucciso dieci ribelli e che tre
soldati erano stati feriti, insieme a cinque civili. Sono stato in aree
controllate dall'Esercito Libero Siriano dove si vedeva il chiaro
sostegno alle forze di opposizione, ma quasi due anni fa sono entrato in
aree dove l'ELS terrorizzava la popolazione e l'esercito regolare era
visto come il liberatore.
È
impossibile valutare il numero di persone uccise nei due campi. Tutto
quello che possiamo riportare è quello che abbiamo visto, oggi, qui".
Nena News
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