"Gli arabi" visti da Eugene Rogan

Da Solimano il Magnifico a George W. Bush, dagli scontri tra ottomani e mamelucchi sino alla guerra del Golfo: sono oltre 400 gli anni di storia raccontati dalle 796 pagine del professore Eugene Rogan.




di Marco Di Donato
 
Sebbene abbia la veste di un saggio, i personaggi narrati da "Gli arabi" (Bompiani, 2012) di Rogan prendono vita grazie a una narrazione che non nasconde le loro debolezze e virtù più intime e personali. 
 
Da Selim I il crudele a Yasser Arafat, dalle battaglie di San Giovanni d'Acri sino al massacro di Sabra e Shatila, dalle mire espansionistiche di Muhamamd Alì Pascìa passando per i più contemporanei Nasser e Sadat. 
 
Ad accompagnare il viaggio del lettore, tre inserti che raccolgono immagini di dipinti, ritratti e fotografie che hanno il merito di dare un volto ai protagonisti della storia della riva sud del Mediterraneo, come quello del "pirata" Barbarossa o della manifestazione di Hamas del 2005 a Nablus per commemorare la scomparsa dello shaykh Ahmed Yassin. 
 
Uscito in prima edizione nel 2009, il volume è stato ripubblicato nel 2011 in seguito alle rivolte arabe che, nella postfazione inserita proprio in quell'anno, Rogan interpreta alla luce della parole dello scomparso Samir Kassir (citato a dire il vero anche nell'introduzione originaria) e di quel "malessere arabo" che dopo decenni di impotenza trova finalmente la sua espressione pratica in Piazza Tahrir. 
 
Ed è proprio in questo senso che il libro può diventare un valido strumento per comprendere gli eventi che oggi attraversano il mondo arabo e islamico.
 
L'autore parte da quegli stessi arabi che dopo secoli di dominazioni e profonde divisioni al loro interno, nel 2011 hanno provato a tradurre quel "malessere" in delle rivoluzioni che hanno segnato delle conquiste che secondo l’autore resteranno "un riferimento negli anni a venire": perché "la libertà politica diventerà il metro con il quale i cittadini dei paesi arabi giudicheranno i loro governi". 
 
"Il cambiamento è nell'aria", conclude Rogan.
 
 
 
5 maggio 2013 
 

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