“Fair Trade, Fair Peace”: nasce il commercio equosolidale israelo-palestinese


'Fair trade Fair peace' finanziato da Ue, anche Italia
GERUSALEMME, 14 mag - Si chiama ''Fair Trade Fair Peace'' ed e' la nuova linea di prodotti equosolidali israelo-palestinese nata dalla collaborazione di ebrei e arabi israeliani e artigiani palestinesi della Cisgiordania. Il progetto intende rafforzare le relazioni tra artigiani delle comunita' arabe in Israele e quelle dei Territori ''cercando di valorizzare le radici comuni di palestinesi ed israeliani con la Palestina storica''.
Finanziato dall'Unione Europea (600mila euro circa), il progetto - presentato a Gerusalemme - ha visto la partecipazione dell'italiana Cospe (Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti), Sindyanna, un'organizzazione non governativa israeliana che opera nella Galilea e BFTA (Bethlehem Fair Trade Artisans), la piu' importante cooperativa di artigiani di Betlemme in Cisgiordania. ''Fair Trade Fair Peace - ha detto all'ANSA Gianni Toma, responsabile delle attivita' di Cospe - nasce con l'obiettivo di contribuire al processo di pace sviluppando rapporti di dialogo e partenariato tra israeliani e palestinesi, facendo leva sulla societa' civile palestinese attraverso lo strumento del commercio equosolidale''.
''Attraverso il metodo equosolidale - ha spiegato Toma - il progetto intende dare dignita' e garantire reddito alle fasce della societa' piu' deboli, in questo caso i piccoli produttori di Betlemme, le donne del campo profughi di Aida e un gruppo di disabili palestinesi''. I prodotti che verranno commercializzati in Italia includono oggetti artigianali realizzati con legno di ulivo, ceramica, ricami, cesti di olivo e palma di dattero, una gamma di saponi di olio di oliva, erbe e specialita' alimentari come za'atar e miele, cosi' come altri prodotti che ben rappresentano la combinazione di entrambe le culture, quella israeliana e quella palestinese.

(ANSAmed, 14 maggio 2013)

2

“Fair Trade, Fair Peace”: nasce il commercio equosolidale israelo-palestinese

Seicentomila euro dall’Unione Europea, duecento artigiani, cinquanta ragazzi, centocinquanta donne e due gruppi di disabili: sono questi i numeri del progetto “Fair Trade, Fair Peace” che vede la realizzazione di una linea artigianale equosolidale per valorizzare l’economia sociale come tramite per un dialogo di pace tra due popoli, quello israeliano e quello palestinese, da sempre in conflitto.
I prodotti in commercio sono interamente realizzati a mano dagli artigiani locali con materiali del posto: legno d’ulivo, ceramica, cesti di palma di dattero, saponi all’olio d’oliva, prelibatezze alimentari come, ad esempio, il miele o la miscela di spezie za’atar. Il tutto rispettando le tradizioni e le culture di entrambi i popoli, offrendo così un vero momento di collaborazione tra le due comunità.
In questo modo si cerca di offrire una fonte di reddito per gli artigiani, e le artigiane, palestinesi che vivono nei Territori occupati o in Israele e che molto spesso non sanno come sostenersi.
Un dialogo che parte dalla collaborazione economica e sociale, ma si ripromette di parlare e attirare l’attenzione anche su altri temi come il lavoro, i diritti ed il reddito per i soggetti più marginali della società, nonché di promuovere il ruolo della donna all’interno della produzione per il commercio dando finalmente peso al loro ruolo nella società.
Inaugurata il 13 maggio, dalla seconda metà del mese, la linea Fair Trade Fair Peace sarà distribuita in Italia sia nei negozi che aderiscono al commercio equosolidale che attraverso le mostre-mercato in giro per il nostro paese.
Fautori principali dell’iniziativa sono il Cospe-Cooperazione per lo Sviluppo Paesi Emergenti, la Bethlehem Fair Trade ArtisansSindyanna, un’associazione di donne arabe che si occupa della produzione di olio extravergine di oliva e altri prodotti usando le tecniche della tradizione. Al progetto si sono unite altre associazioni come la Cooperativa Commercio Equo e Solidale di Lecce, la Cooperativa Ex Aequo di Bologna, la Rete di Economia Etica e Solidale delle Marche, l’associazione Women, la Provincia di Ancona, la Provincia di Lecce e l’istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce.

 

 

Commenti

Post popolari in questo blog

Hilo Glazer : Nelle Prealpi italiane, gli israeliani stanno creando una comunità di espatriati. Iniziative simili non sono così rare

The New York Times i volti, i nomi, i sogni dei 69 bambini uccisi nel conflitto tra Israele e Hamas

Limes :I CONFINI D’ISRAELE SECONDO LA BIBBIA (cartina)

Amira Hass : The fate of a Palestinian investor who called for Abbas' resignation