C’è un collegamento Iran – Al-Qa’ida nel complotto del terrore del treno canadese?
Di Ted Snider
30 aprile 2013
Il 22 aprile Chiheb Esseghaler e Rased Jaser di Toronto sono stati accusati di aver organizzato in segreto un attacco terrorista che intendeva far deragliare un treno passeggeri della compagnia VIA Rail che viaggiava tra Toronto e New York. Si pensa che Esseghaler venga dalla Tunisia e Jaser dagli Emirati Arabi Uniti. Entrambi vivevano legalmente in Canada. La Régia Polizia canadese a cavallo (Royal Canadian Mounted Police – RCMP) in coordinamento con la polizia di Toronto e di Montreal e con l’FBI, ha intrapreso il Progetto Smooth e hanno seguito le tracce dei due sospetti di terrorismo fino dal settembre dello scorso anno. La RCMP definisce il complotto il primo attacco pianificato da Al-Qa’ida in Canada di cui si abbia avuto notizia. Sostengono anche che i membri di Al-Qa’ida Esseghaler e Jaser ricevevano ” disposizioni e assistenza” dall’Iran.
Precedenti tentativi di collegare l’Iran ai recenti attacchi terroristici hanno cercato di implicare più direttamente la Repubblica Islamica collegando i due sospettati o alle forze o ad agenti del Quds* dell’Iran, come Hezbollah, che agiscono “su procura” dell’Iran. L’attuale tentativo di collegare l’Iran al terrorismo è meno diretto, dato che collega i terroristi canadesi ad Al-Qa’ida in Iran, ma non direttamente al governo iraniano, dato che la RCMP dice di non avere prove che gli attacchi programmati fossero appoggiati dallo stato a Teheran. Tuttavia, riempiendo di calunnie la disponibilità dell’Iran a ospitare terroristi, questa accusa si collega ai recenti tentativi di collegare l’Iran agli attacchi terroristici in America, Georgia, India e Bulgaria. Tutti quei precedenti tentativi si è dimostrato che erano errati. E’possibile che questo sia vero? Che gli Sciiti dell’Iran e i Sunniti salafiti di Al-Qa’ida davvero collaborano o che perfino si sopportano reciprocamente?
L’accusa è che l’Iran ha permesso agli agenti di Al-Qa’ida di entrare in Iran quando scappavano dall’Afghanistan dopo l’invasione guidata dagli Stati Uniti. Una volta in Iran si dice che bin-Laden abbia ordinato ad Al-Qa’ida in Iran di instaurare un consiglio di gestione per fornire appoggio strategico ai capi di Al-Qa’ida in Pakistan. L’affermazione sembra sia che alcuni elementi di questi agenti di Al-Qa’ida in Iran fossero in comunicazione con i terroristi canadesi e che offrissero loro disposizioni e assistenza. Un funzionario dell’antiterrorismo statunitense ha detto che le prove che hanno esaminato sono molto solide.
L’Iran ha però smentito qualsiasi collegamento con il complotto canadese. Ramin Mehmanparast, portavoce del ministro degli esteri iraniano, insiste che non ci sono “prove sicure” di qualunque coinvolgimento iraniano con Al-Qa’ida, e fa notare che Al-Qa’ida non ha “alcuna compatibilità con l’Iran sia in campo politico che in quello ideologico”. Il ministro degli esteri Ali Akbar Salehi ha definito “ridicola” l’affermazione canadese. Dice che questa “è la cosa più spassosa che ho sentito nei miei 64 anni di vita…E’ davvero ridicolo che collegare Al-Qa’ida all’Iran”. E Alireza Miryousefi, portavoce dell’Iran alle Nazioni Unite, ha detto che “la posizione dell’Iran contro questo gruppo è chiarissima e nota. (Al-Qa’ida) non ha alcuna possibilità di svolgere qualsiasi attività all’interno dell’Iran, o di condurre alcuna operazione all’estero da territorio iraniano….Rifiutiamo fermamente e categoricamente qualsiasi collegamento con questa notizia.”
Molte fonti e analisti citati sui media negli ultimi due giorni, hanno detto che Al-Qa’ida e l’Iran, sebbene incompatibili dal punto di vista ideologico, si sono sopportati reciprocamente quando gli stava bene. David Cohen, il sottosegretario del Dipartimento del tesoro degli Stai Uniti, per il terrorismo e i servizi segreti finanziari dice, con parole non molto convincenti, che “crediamo che l’Iran continui a permettere all’Iran di far funzionare una rete che sposta il denaro e i combattenti di Al-Qa’ida attraverso l’Iran per appoggiare le azioni di Al-Qa’ida nell’Asia Meridionale. Seth Jones della Rand Corporation* , che è citato in molteplici posti, dice che il consiglio di gestione di Al-Qa’ida in Iran rimane agli arresti domiciliari e che “Tehran sembra avere fissato delle condizioni per il consiglio stesso. Astenersi dal preparare attacchi terroristici dal suolo iraniano, astenersi dall’avere come obiettivo il governo iraniano e mantenere un basso profilo”. Tuttavia, dice che “Fino a quando Al-Qa’ida ubbidirà, il governo iraniano permetterà agli agenti di Al-Qa’ida una certa libertà di raccogliere fondi, di comunicare con la centrale di Al-Qa’ida in Pakistan e con altri funzionari e di “incanalare” soldati stranieri attraverso l’Iran”.
Ho avuto occasione di chiedere allo storico esperto di indagini, Gareth Porter, di questo accordo tra Iran e Al-Qa’ida. Ha detto che non c’è la minima prova a favore dell’affermazione di Cohen e Jones sul patto e invece molte prove che la contraddicono. E, malgrado le “convinzioni” del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, l’ex agente speciale di tale Dipartimento, Scott Stewart, dice che qualunque collegamento tra Al-Qa’ida, l’Iran e un complotto terroristico canadese sarebbe altamente insolito. Stewart è stato irritato anche dal fatto che la bandiera sulla pagina di Linkedin di Esseghaier è una che viene usata, non da Al-Qa’ida in Iran, ma da Al-Qa’ida in Iraq e ha messo in dubbio che Al-Qa’ida in Iran ci fosse realmente.
Anche la storia è contro l’affermazione canadese/statunitense. Al-Qa’ida e i talebani sono stati valutati con ostilità dall’Iran fin dai loro inizi. Da principio l’Iran aveva considerato i talebani come una forza saudita e pachistana colta, destinata, in parte, come forza iraniana anti-Sciita che potesse fare pressione sull’Iran da una parte, mentre l’Iraq la stringeva dall’altra. L’Iran ha considerato i talebani e Al-Qa’ida, nella loro essenza, come nemici esistenziali del loro paese.
Dopo l’11 settembre, l’Iran è stato contro i talebani e dalla parte degli Stati Uniti. L’alleanza del Nord, che ha fornito molti dei combattenti anti-talebani una volta che gli Americani e i loro alleati hanno invaso l’Afghanistan, era stata messa insieme, almeno in parte, dall’Iran, che l’aveva messa nelle mani degli Americani. L’Iran ha offerto anche le sue basi aeree agli Stati Uniti e ha permesso loro di effettuare missioni di ricerca e recupero di aeroplani statunitensi abbattuti. Gli iraniani hanno anche dato agli Stati Uniti le loro informazioni segrete sugli obiettivi talebani e di Al-Qa’ida. L’Iran è stato di importanza fondamentale anche per instaurare in Afghanistan il governo del dopo-talebani, e ha offerto il suo aiuto per ricostruire l’esercito afgano.
Sebbene le fonti dei media siano pronte a far notare che gli elementi di Al-Qaida erano riusciti a entrare in Iran dopo l’invasione dell’Afghanistan guidata dagli Stati Uniti, sono meno rapide a far notare che l’Iran ha arrestato centinaia dei combattenti di Al-Qa’ida e di talebani che erano fuggiti ed entrati nei suoi confini. Flynt Leverett e Hillary Man Leverett vanno oltre a far notare che l’Iran ha documentato l’identità di oltre 200 fuggitivi che ha rimandato nelle loro patrie. Per molti altri che non si sono potuti rimpatriare, l’Iran ha offerto di processarli in Iran. Gli Stati Uniti hanno allora nominato diversi altri agenti di Al-Qa’ida che ha chiesto all’Iran di cercare, arrestare e deportare. Secondo Flynt Leverett e Hillary Mann Leverett, che stava negoziando direttamente con gli iraniani per conto della Casa Bianca, l’Iran ne ha catturati alcuni e ha detto che gli altri o erano morti o non erano in Iran. Nel 2003, l’Iran si è offerta di scambiare dei prigionieri di Al-Qa’ida con un piccolo gruppo di comandanti del MEK in Iraq. Il MEK è un’organizzazione iraniana che ha ucciso centinaia di capi iraniani e ha combattuto insieme all’Iran nella guerra tra Iran e Iraq. Fino all’anno scorso, il MEK era sulla lista statunitense delle organizzazioni terroriste straniere. Gli Stati Uniti hanno però rifiutato lo scambio.
E quindi quegli elementi di Al-Qa’ida non “li hanno lasciati entrare in Iran, sono stati arrestati in Iran, ne è stata documentata l’identità e hanno offerto lo scambio o la deportazione invece di essere processati. Coloro che restano sono sotto stretto controllo. Porter cita dei funzionari dell’amministrazione Bush che, secondo il canale televisivo ABC News, nel 2008 ha riconosciuto privatamente che non erano preoccupati per gli agenti di Al-Qa’ida in Iran, “perché l’Iran li aveva tenuti sotto controllo fin dal 2003, limitando la loro possibilità di viaggiare e comunicare”. Cita un funzionario che diceva che “Gli agenti di Al-Qa’ida sotto il controllo iraniano, erano “fondamentalmente in sospeso”. Di recente l’Iran ha espulso molti membri di Al-Qa’ida a causa delle tensioni con la Siria: un altro argomento sul quale l’Iran e Al-Qa’ida si trovano in conflitto.
Tentativi recenti di dimostrare la collaborazione tra i due sono continuati a essere deboli. L’anno scorso, il Tesoro degli Stati Uniti ha accusato sei membri di Al-Qa’ida in Iran di finanziare il terrorismo in Pakistan e di inviare fondi ai ribelli siriani. Molti, tuttavia rimangono scettici davanti a questa ultima accusa di “patto segreto” tra Al-Qa’ida e l’Iran. Flynt Leverett e Hillary Mann Leverett dicono che l’accusa è non comprovata. Paul Pillar, un ex funzionario dei servizi segreti nazionali per il Vicino Oriente e l’Asia meridionale, sono andati oltre. Pillar ha detto a Porter che questo “patto segreto…non è stato mai appoggiato da alcuna prova che giustifichi tale temine”. Ha definito l’accusa del Dipartimento del Tesoro “altamente fuorviante”. Pillar ha aggiunto che “documenti di bin-Laden rilasciati di recente, non soltanto non dimostrano alcun accordo per il quale l’Iran ha consentito o facilitato operazioni di Al-Qa’ida, ma contraddicono l’idea che ci sia mai stato un accordo del genere”.
La CNN riferisce che funzionari Sauditi dicono che sono stati i capi di Al-Qa’ida in Iran che hanno dato il via libera ad affiliati sauditi di Al-Qa’ida per lanciare attacchi terroristici con le bombe in Arabia Saudita nel 2003. Tuttavia gran parte dell’ambiente dei servizi segreti americani, hanno respinto l’affermazione saudita e Flynt Leverett e Hillary Mann Leverett riferiscono che “l’amministrazione Bush si era alle fine ridotta a dire al Washington Post che “ci sono dei sospetti, ma nessuna prova che personaggi di Al-Qa’ida in Iran possano essere stati coinvolti da lontano a pianificare gli attacchi”. A suscitare il caso di recente collaborazione tra i due, ci sono anche documenti trovati nel complesso di edifici dove viveva bin Laden in Pakistan nel 2011 che testimoniano della ininterrotta animosità tra Al-Qa’ida e l’Iran. In una e-mail del 2010 c’è un avvertimento di bin Laden contro gli iraniani che dice che “Non si deve credere agli iraniani”.
Nei giorni scorsi molti sui mezzi di informazione hanno tentato di spiegare la collaborazione tra i due nemici religiosi, ideologici, esistenziali dicendo che essi condividono un odio comune verso l’America e i suo alleati in Occidente. Anche quella giustificazione non può però reggere, perché l’Iran non è mai realmente stato particolarmente anti-Americano. E’ stato contro l’invasione americana, contro l’ingerenza americana, e contro le minacce americane alla sua sovranità e sicurezza, ma non specificamente anti-americana. Parecchie amministrazioni iraniane si sono messe costantemente in contatto con l’America nel tentativo di instaurare relazioni cordiali. Il presidente Katami ha offerto all’America tutto l’aiuto in Afghanistan del quale si è detto prima. Prima di lui, il presidente Rasfanjani ha aiutato ad assicurare il rilascio degli ostaggi americani in Libano e ha aiutato gli Stati Uniti a introdurre di nascosto delle armi in Bosnia. Durante la presidenza di Rasfanjani, l’Iran ha anche rifiutato di aiutare l’Iraq nella prima Guerra del Golfo, mentre ha permesso agli Stati Uniti di usare lo spazio aereo iraniano. L’attuale leader dell’Iran, l’Ayatollah Seyed Ali Khamenei, quando era presidente all’epoca di Khomeini ha cercato costantemente di migliorare le relazioni dell’Iran con l’America. La cosa più straordinaria di tutte, è stata che nel 2003, Khatami e Khamenei hanno offerto all’America un piano esauriente per migliorare le relazioni, compresa la promessa dell’Iran di completa trasparenza per assicurare l’occidente che l’Iran non sta preparando un’arma nucleare, sta aiutando a stabilizzare una democrazia in Iraq, sta accettando una soluzione dei due stati, e sta incoraggiando Hezbollah a diventare un’organizzazione esclusivamente politico/sociale, e, cosa più importante di tutte, ha promesso “un’azione decisa contro qualsiasi terrorista – soprattutto Al-Qa’ida, sul territorio iraniano.
Se quindi i terroristi in Canada hanno avuto disposizioni e assistenza dagli agenti di Al-Qa’ida, è altamente improbabile che quegli agenti stessero lavorando sotto la protezione dell’Iran o con la sua collaborazione. Il collegamento fatto dalle autorità canadesi e americane ci può dire qualche cosa sul modo in cui agiscono i terroristi, ma non ci dice nulla dell’Iran e non offre alcuna prova dei tentativi in stile Iraq di collegare l’Iran con i terroristi in generale e con Al-Qa’ida in particolare. nel caso migliore, questa rivelazione di aiuto da parte di Al-Qa’ida in Iran, se fosse vera, rivelerebbe, come si è sempre saputo, che ci sono linee di confine dell’Iran, lungo la frontiera con l’Afghanistan e il Pakistan, dove il governo ha solo un controllo approssimativo, e dove degli individui possono operare al di fuori della protezione o delle sanzioni del governo, in modi che ci dicono molto su quegli individui, ma nulla sulla Repubblica Islamica dell’Iran.
http://it.wikipedia.org/wiki/RAND_Corporation
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Fonte: http://www.zcommunications.org/obama-s-peace-antics-in-israel-four-more-years-of-this-by-ramzy-baroud
Originale: Ted Snider’s ZSpace Page
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2013 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY – NC-SA 3.0
Commenti
Posta un commento