1000 israeliani hanno in programma di entrare nell'area E1 per spabilirvisi.
12.05.2013http://www.alternativenews.org/english/index.php/regions/jerusalem/6438-1000-israelis-plan-to-enter-e1-area-to-settle-.html
1000 israeliani hanno intenzione di entrare nell’area E1 per stabilirvisi
di Connie Hackbarth
Villaggio
palestinese di Ahfad Younis istituito in E1 per protestare contro
l’incapacità americana di fermare il progetto di colonizzazione
israeliano (Foto Ryan Rodrick Beiler)
In
un’intervista all’organo di stampa Arutz 7, affiliato ai coloni, la
leader dell’insediamento Daniella Weiss ha dichiarato che “anche se gli
Stati Uniti, l’Europa e gli arabi si oppongono alla connessione tra
Gerusalemme e Ma’ale Adumim, e proprio per questo abbiamo pensato che è
necessario che qualcuno faccia da pioniere. Entro alcune settimane, ci
andremo di sabato, circa in 1000 persone.”
Subito
dopo l’iniziativa palestinese coronata da successo di aggiornare lo
status dell’OLP presso le Nazioni Unite a quello di uno Stato non
membro, Israele ha annunciato la costruzione di 3.000 unità abitative a
Gerusalemme Est e nelle colonie della West Bank che sono nell’area E1.
Una colonia nell’area E1, posta tra Gerusalemme e la colonia di Ma’ale
Adumim nella West Bank, erode ulteriormente la base geografica di uno
Stato palestinese, dividendolo in tre blocchi distinti: la Striscia di
Gaza, la West Bank settentrionale e quella meridionale. Per la
popolazione palestinese che vive all’interno e nei dintorni di tale
area, l’impatto sarà disastroso in quanto viene impedita la crescita
naturale, le comunità palestinesi saranno isolate e ne conseguirà
certamente uno spopolamento.
I
palestinesi hanno reagito ai piani israeliani di costruire in E1 con
una resistenza creativa, di base. L’11 gennaio, circa 250 donne e uomini
palestinesi hanno fondato in E1 il villaggio di Bab al-Shams,
affermando la loro fede nell’azione diretta e nella resistenza popolare.
Entro 24 ore, il villaggio di Bab al-Shams è stato smantellato dalle
autorità israeliane. In seguito, il 20 di marzo, lo stesso giorno in cui
il presidente americano Barack Obama è giunto nella regione, i palestinesi hanno costruito nella stessa zona il
villaggio di Ahfad Younis. Ahfad Younis rappresentava una protesta nei
confronti dell’incapacità di Obama di fare rispettare il diritto
internazionale e di essere un mediatore onesto nel processo di pace in
Medio Oriente. Di nuovo le autorità israeliane hanno smantellato questo
villaggio, anche se lo hanno fatto solo dopo la partenza di Obama da
Israele.
La
Weiss fa notare che il sindaco di Ma’ale Adumim, Beni Kashriel, è stato
contattato a proposito dell’iniziativa in programma, che ha ricevuto il
sostegno dei principali rabbini, di politici e personalità pubbliche.
La
Weiss è convinta che il governo autorizzerà tale azione, aggiungendo
che “non pensiamo di giocare a nascondino con qualcuno, ma, al
contrario, di sollevare con forza il necessario dibattito per accertare
se la terra è nostra o, Dio non voglia, se essa in futuro sarà divisa in
due stati per due popoli….E sono convinta che il governo di destra ci
permetterà di entrare nel territorio.”
Nel
caso in cui i coloni dovessero mettere in atto il loro piano di
invasione e di occupazione abusiva dell’area E1, il primo ministro
Benjamin Netanyahu si troverà a dove affrontare nella sua prima grande
sfida vis-a-vis della coalizione il partito affiliato ai coloni Habayt
Hayehudi, un importante partner di governo. Gli Stati Uniti e l’Europa
che per lo più hanno assunto la posizione di “aspettare e vedere” a
causa delle preoccupazioni per gli sviluppi in Siria, dovranno
affrontare una vera e propria prova sul loro impegno per la promozione
della pace. Se la costruzione di colonie israeliane in E1 è dannosa per
la soluzione dei due Stati, come sostengono i funzionari europei e
americani, le loro azioni devono approssimarsi alla loro retorica perché resti un po’ di senso alla loro credibilità e rilevanza.
(tradotto da mariano mingarelli)
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