La Halliburton di Cheney ha fatto 39,5 miliardi di dollari con la guerra in Iraq




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  • La Halliburton di Cheney ha fatto 39,5 miliardi di dollari con la guerra in Iraq

  • di Angelo Young – 7 aprile 2013
    Il calcolo del costo finanziario della quasi decennale guerra dell’Iraq andrà avanti per anni, ma un’analisi recente ha fatto luce sulle imprese che hanno fatto soldi con la guerra fornendo servizi di supporto mentre la privatizzazione di quelle che in precedenza erano operazioni militari statunitensi è cresciuta a livelli senza precedenti.
    Società private o quotate in borsa hanno ricevuto almeno 138 miliardi di dollari di fondi dei contribuenti statunitensi per contratti governativi per servizi che hanno compreso sicurezza privata, costruzione di infrastrutture e alimentazione delle truppe.
    Dieci appaltatori hanno ricevuto il 52% dei fondi, secondo un’analisi del Financial Times pubblicata martedì.
    Il beneficiario numero uno?
    La società di ingegneria energetica e costruzioni con sede a Houston KBR, Inc. (Borsa di New York: KBR) nata nel 2007 dalla casa madre, la fornitrice di servizi per i campi petroliferi Halliburton Co. (Borsa di New York: HAL).
    La società ha ricevuto nello scorso decennio 39,5 miliardi di dollari per contratti collegati all’Iraq, con molti contratti assegnati senza alcuna offerta di aziende concorrenti nelle gare, come il rinnovo di un contratto da 568 milioni di dollari nel 2010 per fornire alloggi, pasti, acqua e servizi igienici ai soldati, un contratto che ha condotto a una causa del Dipartimento della Giustizia per presunte mazzette, come riferito da Bloomberg.
    Chi sono stati i numero due e tre?
    L’Agility Logistics (Borsa di Karachi: AGLTY) del Kuwait e la statale Kuwait Petroleum Corp. Assieme, queste società si sono guadagnate 13,5 miliardi di dollari di contratti statunitensi.
    Con l’ingresso in zona di guerra di società private a livelli senza precedenti, l’importo della corruzione è salito alle stelle, anche se la maggior parte degli appaltatori ha fatto il suo dovere secondo, le attese.  
    Secondo la Commissione bipartisan sui Contratti in Tempo di Guerra in Iraq e in Afghanistan, il livello di corruzione degli appaltatori della difesa può arrivare a 60 miliardi di dollari. Soldati disciplinati che tradizionalmente svolgerebbero molti dei compiti sono assunti come ufficiali da società private e quotate.
    Anche senza le mazzette, i costi della remunerazione di questi servizi sono più elevati che pagare dipendenti o soldati governativi per svolgerli, a causa delle finalità di profitto implicite. Contratti senza gara – quando le imprese riescono a dichiarare il proprio prezzo senza un’offerta concorrente – non riducono le spese legittime. (Nonostante le promesse del presidente Barack Obama di frenare quest’abitudine, la tendenza ad assegnare contratti federali a imprese favorite senza valutare offerte concorrenti è continuata a crescere, del 9% l’anno scorso, secondo il Washington Post).
    Anche se l’esercito si è in larga misura ritirato dall’Iraq, gli appaltatori privati restano sul campo e continuano a mietere contratti governativi statunitensi. Ad esempio il Dipartimento di Stato USA stima che i contribuenti distribuiranno 3 miliardi di dollari alle guardie private per l’estesa ambasciata governativa di Baghdad.
    I costi del pagamento di profittatori di guerra privati e quotati sembra minuscolo alla luce del costo totale della guerra.
    La settimana scorsa il Progetto sui Costi della Guerra dell’Istituto Watson per gli Studi Internazionali della Brown University ha affermato che la guerra in Iraq è costata 1,7 trilioni di dollari, senza contare i 490 miliardi di dollari di indennità una tantum dovute ai veterani della guerra e di quelle a vita che saranno dovute loro o a i loro familiari prossimi.
    Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
    www.znetitaly.org
    Fonte: http://www.zcommunications.org/cheneys-halliburton-made-39-5-billion-on-iraq-war-by-angelo-young
    Originale: International Business Times
    traduzione di Giuseppe Volpe
    Traduzione © 2013 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

     

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