Gaza, la protesta salafita contro Hamas

 (Foto: AFP)
di Emma Mancini
Gaza, 29 aprile 2013, Nena News - I salafiti in piazza contro Hamas. Ieri pomeriggio la Striscia è stata teatro di una manifestazione delle famiglie palestinesi dei prigionieri salafiti detenuti a Gaza: decine di partecipanti, per lo più donne e bambini, mogli e madri dei detenuti salafiti hanno chiesto al governo de facto della Striscia di rilasciare i prigionieri, arrestati senza accuse ufficiali né processi. Metodi simili a quelli israeliani, tanto da scatenare una protesta simile: alcuni dei prigionieri salafiti avrebbero cominciato uno sciopero della fame in carcere.

"Chiediamo la liberazione dei nostri figli dal carcere - ha detto una manifestante - Perché li arrestano e perquisiscono le nostre case e i nostri negozi? Ci impediscono di far loro visita, non ho più visto mio fratello che è in sciopero della fame dal 3 aprile".
Sarebbero, secondo fonti interne ai movimenti armati salafiti, oltre venti i membri detenuti nelle carceri di Hamas, molti dei quali arrestati dopo i missili lanciati nei giorni scorsi verso Israele. Il movimento islamista al governo è impegnato dal 2009 nel tentativo di sradicare, o per lo meno indebolire, i partiti salafiti, soprattutto nei mesi successivi al cessate il fuoco firmato con Israele. Tra le condizioni stabilite al Cairo lo scorso novembre c'era lo stop del lancio di missili da Gaza verso Israele. Una condizione che Hamas si è impegnato a rispettare, riuscendo ad evitare per lungo tempo il lancio.

Nelle ultime settimane, però, alcuni gruppi (tra cui gli stessi salafiti) hanno rivendicato azioni militari simili, senza il via libera di Hamas, che nella Striscia ha assunto un potere quasi assoluto. Da cui l'ondata di arresti che Hamas ritiene necessaria a implementare la tregua. La reazione all'ultima ondata di razzi verso Eilat e il Negev era stata consistente: nel silenzio, le forze di Hamas, a partire dalle Brigate Al-Qassam, hanno compiuto una serie di arresti tra i membri dei movimenti salafiti. Hamas intende garantire stabilità alla Striscia e mostrare all'Egitto (e indirettamente ad Israele) di avere il controllo totale dell'enclave palestinese, di essere l'unica vera autorità nella Striscia.

Già all'inizio di aprile una simile manifestazione era stata dispersa pacificamente dalle forze di sicurezza di Hamas: i parenti dei detenuti accusano le forze di sicurezza di Hamas di interrogatori duri e prolungati, di condizioni di vita pessime. Le famiglie non possono contattare i detenuti e a volte vengono a sapere dell'arresto solo giorni e giorni dopo la loro scomparsa.

"I nostri figli sono combattenti, non terroristi", si leggeva ieri in uno dei cartelli durante la protesta a Gaza City. Ragioni politiche, risponde Hamas. La pace nella Striscia non arriva mai. Nena News
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