Fatah sfida Washington: Fayyad si è dimesso


Il presidente dell'ANP Abbas ha accettato le dimissioni del premier. Il disappunto americano: fino all'ultimo la Casa Bianca ha tentato di costringerlo a tenersi Fayyad.

Gerusalemme, 15 aprile 2013, Nena News - Salam Fayyad si è dimesso. Il primo ministro del governo dell'Autorità Palestinese, sotto pressione da settimane, ha presentato giovedì al presidente Mahmoud Abbas le sue dimissioni. Ieri la risposta di Abbas: dimissioni accettate.

A premere per la sua sostituzione era stato lo stesso Abbas e il partito di governo in Cisgiordania Fatah, insoddisfatti per le politiche economiche messe in atto da Fayyad. Strenuo alleato occidentale, ex funzionario della Banca Mondiale, nei sei anni da premier Fayyad ha implementato in Cisgiordania politiche neoliberiste, rendendo l'economia palestinese sempre più dipendente dagli aiuti finanziari dei donatori stranieri e il popolo palestinese dipendente dal sistema di credito bancario.

Una bolla economica concretamente visibile a Ramallah, trasformata in una città quasi occidentale: palazzi che sorgono come funghi, banche ad ogni angolo, i simboli della cultura economica occidentale - da KFC a McDonald. Una politica che ha spinto la popolazione palestinese a contrarre consistenti debiti, difficili da coprire anche a causa dei ritardi nel pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici e della crisi economica che sta colpendo i Territori.
  Le dimissioni non sono piaciute ai governi occidentali, Stati Uniti in primis, che ieri hanno espresso disappunto e preoccupazione per l'eventuale interruzione del fantomatico processo di pace con Israele e delle politiche capitaliste in Cisgiordania: "Il premier Fayyad è stato un partner affidabile per la comunità internazionale e un leader nella promozione della crescita economica, nella fondazione delle basi di uno Stato e nella sicurezza del popolo palestinese", ha commentato Caitlin Hayden, portavoce del Consiglio Nazionale della Sicurezza americano. Eppure, a pochi giorni dalla visita di Kerry e dalla telefonata che il segretario di Stato Usa ad Abbas, il presidente palestinese ha apertamente sfidato il diktat occidentale, costringendo Fayyad alle dimissioni.

Grande soddisfazione invece da parte delle due principali fazioni palestinesi, Fatah e Hamas. Amin Makboul, segretario del Consiglio rivoluzionario di Fatah, ha plaudito alle dimissioni, considerando Fayyad responsabile del fallimento nella risoluzione della crisi economica che sta investendo i Territori.

Entro due settimane, secondo la legge interna dell'ANP, Ramallah deve nominare un nuovo primo ministro. Chi sarà il successore? Secondo funzionari di Fatah, è ancora presto per fare nomi, ma il partito spera di coinvolgere attivamente Hamas e implementare l'accordo di riconciliazione mai giunto a termine: "Se Hamas agirà per porre fine alla divisione, allora il presidente Abbas sarà il premier del nuovo governo di unità nazionale fino a quando non si terranno le elezioni", ha spiegato Amin Makboul.

Plausi anche da Hamas, che però frena su Abbas: "Fayyad ha lasciato il governo dopo aver immerso il nostro popolo nel debito e Fatah deve prendersene le responsabilità visto che impose il suo nome sei anni fa", ha commentato il portavoce del movimento islamista, Sami Abu Zuhri. Difficile che Hamas accetti l'interim di Abbas, proposto già lo scorso anno e causa dell'interruzione dei negoziati tra le due fazioni. Nena News

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