Brescia, ritorna una statua fascista vicino a piazza della Loggia
A Brescia tra poco ci saranno le elezioni amministrative, che decideranno se la seconda città della Lombardia sarà ancora governata dal centrodestra, oppure se ritornerà un’amministrazione di centrosinistra come sempre si era verificato a partire dal 1993, fino alla sconfitta del 2008. Da alcuni mesi Brescia ospita una polemica piuttosto accesa sulla ricollocazione in piazza della Vittoria di una statua, il “Bigio”, molto amata da Benito Mussolini. L’opera si chiama ufficialmente “Era fascista”, la definizione coniata dallo stesso Duce che teneva i suoi discorsi proprio nelle sue vicinanze, ed è un colosso in marmo di Carrara realizzato da Arturo Diazzi. Il monumento, un nudo maschile tipico dell’arte del regime, era stato rimosso dalla centrale piazza bresciana dopo la Liberazione, e dal 1945 giace nei depositi del comune della città lombarda.
A fine 2011 la giunta Paroli, di centrodestra, ha deciso di riqualificare la centrale piazza della Libertà, ed uno dei punti del progetto ha previsto la ricollocazione del “Bigio”. La scelta ha suscitato sin dall’inizio una forte opposizione: la statua è il simbolo più rilevante del fascismo nella città, ed inoltre si troverebbe a poca distanza da piazza dalla Loggia, dove il terrorismo di destra ha ucciso otto persone nel 1974. La polemica ha suscitato l’attenzione dei media esteri. Il quotidiano inglese “The Guardian” ha criticato pesantemente la scelta dell’amministrazione bresciana, suscitando l’ira dell’assessore responsabile dei lavori pubblici, Mario Labolani, attualmente nei “Fratelli d’Italia” con un passato missino. Labolani ha rimarcato come ” il Bigio altro non è che uno dei tasselli mancanti al ripristino, in chiave filologica, dell’originaria struttura di un’intera area cui il Comune ha messo mano non per sfizio ma per precisa volontà, come altrove, di restituire alla città la sua dignità architettonica, storica ed artistica”.
Nelle settimane scorse la maggioranza di centrodestra ha bocciato le richieste dell’opposizione di non collocare più al centro di piazza della Vittoria il controverso monumento, mentre in città vari comitati locali hanno ideato varie forme di protesta, tra cui una raccolta firme piuttosto significativa, contro il ritorno del “Bigio”. Le associazioni contestano anche l’eccessivo costo dell’opera, anche se il vero problema appare la matrice ideologica di un monumento che si chiama “Era fascista”. Tra poche settimane, considerando la decisione della maggioranza, la statua di Diazzi tornerà al centro della piazza bresciana.
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