Boston : Leggetegli i suoi diritti


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Tsarnaev
di Scott Lemieux – 23 aprile 2013


La cattura di Dzhokhar Tsarnaev costituisce un test importante per le autorità statali e federali: possono gli Stati Uniti resistere alla tentazione di violare le libertà civili delle persone sospettate di essere coinvolte in atti di terrorismo? Per molti aspetti importanti, sembriamo aver ignorato le sistematiche violazioni delle libertà civili dell’amministrazione Bush. Ma quando si tratta di informare Tsarnaev dei suoi diritti in base al Quinto Emendamento, Obama accetta il mito che le normali procedure di polizia sono inadeguate quando si tratta di terrorismo nazionale.
Non è chiaro cosa farà l’amministrazione Obama di Tsarnaev, al quale non sono stati letti di suoi diritti Miranda e che intrattiene solo una comunicazione scritta dal suo letto d’ospedale. Ma l’avvocato statunitense Carmen Ortiz ha citato “un’eccezione a fini di pubblica sicurezza in casi di sicurezza nazionale e di potenziali accuse riguardanti atti di terrorismo” e ha informato che Tsarnaev sarà interrogato per almeno quarantott’ore senza essere informato dei suoi diritti costituzionali a un avvocato per evitare l’autoincriminazione.
A suo credito, il Presidente sembra deciso a processare Tsarnaev in un tribunale civile. La dice lunga sullo stato svilito del dibattito politico negli Stati Uniti che ciò possa essere qualcosa per cui egli merita credito, ma l’amministrazione è già stata attaccata perché non si spingerebbe abbastanza in là. Per un’occhiata alla mentalità Repubblicana contemporanea, non occorre guardare più in là della dichiarazione dei senatori Lindsey Graham, John McCain e Kelly Ayotte e del deputato Peter King, che sostengono che Tsarnaev “è chiaramente un buon candidato per lo status di nemico combattente”. Anche se l’amministrazione Obama ha abbandonato questa espressione, significherebbe che a Tsarnaev non sarebbero riconosciuti i normali diritti a un giusto processo ma potrebbe essere detenuto arbitrariamente e potrebbe essergli negato il processo civile. (Graham ha anche informato la stenografa Repubblicana del Washington Post Jennifer Rubin che le bombe alla Maratona di Boston sono “la prova numero uno del perché la patria è il campo di battaglia” e ha appoggiato una maggior sorveglianza mediante droni). Il fatto che possiamo nutrire fiducia che Obama resisterà a queste pretese estreme e che Tsarnaev non sarà detenuto indefinitamente e non gli sarà negato un equo processo civile, né sarà torturato, rappresenta un miglioramento non marginale rispetto all’amministrazione precedente.
Ma per un altro verso Obama sta chiaramente seguendo il precedente creato da George W. Bush. L’amministrazione ha apparentemente deciso di non leggere a Tsarnaev l’informativa Miranda sui suoi diritti, una decisione sinistramente elogiata dalla dichiarazione Repubblicana come “sana e negli interessi della nostra sicurezza nazionale”. La base della decisione del Presidente sembra essere l’eccezione alla norma Miranda basata sulla “pubblica sicurezza in condizioni d’emergenza”, che può aver ben giustificato il fatto che a Tsarnaev non siano stati letti i suoi diritti immediatamente dopo la cattura. Nella causa New York contro Quarles, la Corte Suprema consentì alla polizia di interrogare, senza leggergli i diritti Miranda, uno stupratore identificato che aveva usato un’arma e aveva una fondina vuota esattamente delle dimensioni dell’arma. Tale eccezione era strettamente limitata alle minacce immediate all’incolumità pubblica. Se le autorità avessero voluto chiedere a Tsarnaev se c’erano altre bombe attive nell’area di Boston prima di leggergli i suoi diritti, ciò sarebbe stato permesso in base al caso Quarles. Ma interrogarlo per due giorni su complotti che potrebbero o non potrebbero esistere e dei quali potrebbe o potrebbe non sapere qualcosa, chiaramente non sarebbe consentito.
Permettere di interrogare Tsarnaev per quarantott’ore prima di leggergli i suoi diritti non rientrerebbe tanto nell’esistente eccezione alla Miranda relativa all’emergenza, quanto piuttosto costituirebbe un’eccezione nuova a fini di sicurezza nazionale e un’eccezione che cancellerebbe la norma Miranda ogniqualvolta lo stato abbia a che fare con qualcuno che possa essere plausibilmente etichettato da “terrorista”. Accettare ciò sarebbe un passo in direzione della creazione del “caos” legale contro cui aveva ammonito Thurgood Marshall nel suo dissenso nel caso Quarles. Perché i “terroristi” nazionali in custodia sul suolo statunitense dovrebbero essere soggetti a norme diverse? Come si definisce un “terrorista”? Questo potrebbe logicamente applicarsi anche ad altri sospetti che pongano una continua minaccia alla società?
A parte dalla creazione di una nuova eccezione alla regola, c’è un altro modo in cui il governo potrebbe aggirare la Miranda. Come segnala Orin Kerr,  del blog Volokh Conspiracy, la Miranda, di per sé, non vieta gli interrogatori coercitivi; afferma soltanto che qualsiasi informazione ottenuta in tal modo (incluso qualsiasi interrogatorio nel quale un sospetto in carcere non sia stato informato dei suoi diritti) non sono ammissibili in tribunale. Poiché sembrerebbero esserci sufficienti prove indipendenti per condannare Tsarnaev anche senza una confessione, il governo potrebbe semplicemente interrogarlo ed escludere le sue dichiarazioni agli investigatori dalle prove presentate in tribunale, evitando così di mettere alla prova una nuova eccezione alla Miranda.
Applicare la Miranda in questo modo strettamente tecnico, tuttavia, sarebbe sbagliato. Il divieto del Quinto Emendamento contro la costrizione all’autoincriminazione e la norma sulla Miranda intesa ad attuarlo non sono semplici tecnicalità giuridiche casuali; riflettono un impegno nei confronti del principio che gli interrogatori coercitivi sono un errore. In un caso di elevato profilo come questo, dimostrare dedizione ai principi sottostanti il Quinto Emendamento – che prevede che persino i sospetti di crimini orribili siano trattati con fondamentale dignità, compresa l’informazione circa i loro diritti, come sarebbe trattato qualsiasi altro sospetto di reati – è particolarmente importante.
Creare un precedente in cui persone definite “terroristi” non abbiano titolo allo stesso trattamento degli altri sospetti di reati è particolarmente pericoloso perché riflette la convinzione dell’amministrazione Bush che ci sia uno scambio a somma zero tra le libertà civili e l’incolumità pubblica, nel caso di atti terroristici. Come spiega Emily Bazelon, della rivista Slate, questa è, in generale, una falsa scelta. Tra l’altro, le informazioni ottenute in interrogatori coercitivi tendono a essere inaffidabili (e questo è uno dei motivi per cui i legislatori hanno incluso un divieto di autoincriminazione sotto costrizione). Non c’è nessun motivo per ritenere che un interrogatorio condotto rispettando i diritti dell’accusato sia meno efficace di un interrogatorio condotto senza l’informazione Miranda. E’ difficile immaginare che Tsarnaev, un cittadino statunitense che presumibilmente ha in precedenza assistito a una procedura di polizia, sia disponibile a offrire due giorni di valide informazioni senza essere informato in base alla Miranda ma che rifiuterebbe di dire qualsiasi cosa se fosse informato dei suoi diritti.
Per illustrare quest’ultimo punto, si consideri il caso di un altro terrorista che uccise e fu catturato nel Stati Uniti. Nel 2009, Scott Roeder raggiunse il culmine di una lunga campagna di molestie e di violenze contro il medico abortista George Tiller e la sua clinica di Wichita, Kansas, uccidendo il medico. Roeder faceva parte di un movimento che aveva commesso molti più atti di violenza sul suolo statunitense che non i terroristi islamici negli ultimi trent’anni. Ma a Roeder furono letti puntualmente  i suoi diritti Miranda e gli fu accordato un equo processo di fronte  a una giuria di suoi pari. E’ così che dovrebbe essere a Tsarnaev dovrebbe essere trattato allo stesso modo. Non c’è alcun motivo per cui atti di violenza “terroristica” non possano essere trattati appropriatamente aderendo sia alla lettera sia allo spirito della Carta dei Diritti.
Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Fonte: http://www.zcommunications.org/read-him-his-rights-by-scott-lemieux
Originale: The American Prospect
traduzione di Giuseppe Volpe
Traduzione © 2013 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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