Venerdì 1 Marzo in Palestina
Nella notte
tra il 28 febbraio e l’1 marzo 2013 l’esercito israeliano ha detenuto
per 8 ore 11 adulti e 4 bambini (5, 6, 7 e 9 anni) palestinesi che
cercavano di raggiungere le proprie famiglie residenti a Jinba. Dopo 7
ore di detenzione sono stati sequestrati i mezzi di trasporto (due
automobili e due quad). I militari hanno dichiarato che nessun veicolo
può più transitare, durante la settimana, sulla strada che porta al
villaggio perché si trova nell’aerea di esercitazione militare 918 e
durante il weekend possono circolare solamente le auto dei residenti.
L’avvocato che segue la causa contro l’evacuazione forzata dell’aerea
918 è intervenuto telefonicamente in supporto legale ai palestinesi,
sostenendo che tutti coloro che vivono nell’aerea possono circolare
liberamente.
Una
camionetta militare ha fermato 5 auto che scendevano verso il villaggio
di Jinba verso le ore 18:00. I soldati hanno sequestrato le carte di
identità di tutti i passeggeri e il telefono cellulare di uno di loro. A
tutti gli altri è stato impedito di telefonare. I telefoni sono stati
restituiti solamente dopo due ore con l’arrivo della polizia.
Sul posto
sono arrivate oltre alla polizia altre 3 camionette militari, la Border
Police e la DCO. Ai palestinesi sono state proposte alcune soluzioni di
patteggiamento in alternativa al sequestro delle auto, ma essi hanno
rifiutato qualsiasi proposta che negasse il loro diritto ad accedere
liberamente con i mezzi di trasporto nel villaggio dove vivono.
All’una di
notte la polizia ha iniziato la rimozione dei veicoli, terminata alle 3
quando sono stati rilasciati anche tutti i passeggeri.
Esercito israeliano nega l’accesso delle auto a Jinba e detiene 14
palestinesi per 8 ore durante la notte.
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