Tunisi : Forum Sociale mondiale. Con una marcia si apre il 'Forum della Dignità’
Un corteo partecipato ha attraversato il centro di Tunisi per
aprire il primo Forum Sociale mondiale ospitato in un paese arabo.
Migliaia i partecipanti, che hanno sfilato nel pomeriggio del 26 marzo
invadendo le strade della 'Rivoluzione del Gelsomino'.
A cura di Cecilia Dalla Negra – foto di Jacopo Granci da Tunisi
Erano attese 30mila persone, e i numeri del primo giorno non sembrano deludere le aspettative.
Nel pomeriggio del 26 marzo si è ufficialmente aperto il Forum Sociale Mondiale, 12 anni dopo la prima edizione ospitata a Porto Alegre, in Brasile.
Da mesi tantissimi volontari sono impegnati nella realizzazione dell'evento, per organizzare l'accoglienza dei partecipanti, sistemare il calendario delle tavole rotonde.
Quasi 5 mila le organizzazioni della società civile presenti, che da oggi si confronteranno nell'intenso programma di quello che è stato subito ribattezzato il 'Social Forum della Dignità'.
Fu questa la parola d’ordine delle sollevazioni popolari che, due anni fa, portarono alla caduta della dittatura di Ben Ali.
La Tunisia di oggi attraversa una fase di delicata transizione democratica, con un nuovo governo – guidato dall’ex ministro dell’Interno Ali Laarayedh – che dovrà far fronte a tassi di disoccupazione giovanile ancora altissimi, a una crisi economica che non accenna ad allentare, in una società scossa dall'assassinio di Chokri Belaid, il segretario del Movimento dei patrioti democratici ucciso il 6 febbraio scorso.
Quella del Forum è prima di tutto una scommessa, che delinea una scelta precisa: puntare l'attenzione e le speranze sulla sponda Sud del Mediterraneo, luogo capace di avviare un cambiamento necessario anche nelle relazioni, impari, con il Nord.

(In foto/Un'immagine del corteo)
Dalla piazza 14 Gennaio, muovendo verso lo stadio, un corteo colorato e pacifico ha attraversato le vie del centro cittadino includendo vertenze sociali, economiche e ambientali, rivendicazioni politiche e lotte comuni, come quelle per l'autodeterminazione del popolo Saharawi e la liberazione della Palestina.

(In foto/"L'Africa non è in vendita")

(In foto/Bandiere curde)

(In foto/Striscioni dello spezzone Saharawi)
La testa del corteo è stata simbolicamente ‘occupata’ dalle organizzazioni in memoria delle vittime del Mediterraneo, i tanti migranti che negli anni hanno tentato di attraversare il mare verso l’Europa, in cerca di un futuro migliore.

(In foto/ Un'immagine della testa del corteo)
A sfilare anche le donne, riunite in mattinata in una grande assemblea, promossa dalle principali realtà femminili tunisine, che ha ospitato organizzazioni in arrivo da tutto il mondo.

(In foto/ Una delegazione di giovani femministe tunisine)
Presenti i graffeurs e gli street-artist del collettivo Zwewla, che hanno ricoperto le strade del corteo delle ‘Z’ con cui si firmano, chiedendo la liberazione dei due membri del gruppo, arrestati a Gabes per aver realizzato dei murales, il cui processo si svolgerà oggi.


Tra i manifestanti anche una donna che, indossando come un mantello la bandiera palestinese, rende omaggio alla foto di Belaid. Altri, invece, portano in corteo l’immagine di sua moglie, Basma.


Il corteo si chiude nel tardo pomeriggio, in attesa dell'inizio dei lavori, che proseguiranno fino al 30 marzo, quando un'altra grande manifestazione - dedicata alla Palestina in occasione della Giornata della Terra - chiuderà l'appuntamento internazionale.

*Tutte le foto pubblicate sono di Jacopo Granci per Osservatorio Iraq. La copertina è di Amine Ghrabi via Flickr CC.
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Tra
i temi al centro del Forum Sociale mondiale anche i diritti di genere:
le attiviste si incontrano, e si confrontano in una grande assemblea.
Intervista a Sadika Keskes, presidente dell’associazione 'Donne, mostrate i vostri muscoli'.
WSF/ Con una marcia si apre il 'Forum della Dignità’
A cura di Cecilia Dalla Negra – foto di Jacopo Granci da Tunisi
Erano attese 30mila persone, e i numeri del primo giorno non sembrano deludere le aspettative.
Nel pomeriggio del 26 marzo si è ufficialmente aperto il Forum Sociale Mondiale, 12 anni dopo la prima edizione ospitata a Porto Alegre, in Brasile.
Da mesi tantissimi volontari sono impegnati nella realizzazione dell'evento, per organizzare l'accoglienza dei partecipanti, sistemare il calendario delle tavole rotonde.
Quasi 5 mila le organizzazioni della società civile presenti, che da oggi si confronteranno nell'intenso programma di quello che è stato subito ribattezzato il 'Social Forum della Dignità'.
Fu questa la parola d’ordine delle sollevazioni popolari che, due anni fa, portarono alla caduta della dittatura di Ben Ali.
La Tunisia di oggi attraversa una fase di delicata transizione democratica, con un nuovo governo – guidato dall’ex ministro dell’Interno Ali Laarayedh – che dovrà far fronte a tassi di disoccupazione giovanile ancora altissimi, a una crisi economica che non accenna ad allentare, in una società scossa dall'assassinio di Chokri Belaid, il segretario del Movimento dei patrioti democratici ucciso il 6 febbraio scorso.
Quella del Forum è prima di tutto una scommessa, che delinea una scelta precisa: puntare l'attenzione e le speranze sulla sponda Sud del Mediterraneo, luogo capace di avviare un cambiamento necessario anche nelle relazioni, impari, con il Nord.
(In foto/Un'immagine del corteo)
Dalla piazza 14 Gennaio, muovendo verso lo stadio, un corteo colorato e pacifico ha attraversato le vie del centro cittadino includendo vertenze sociali, economiche e ambientali, rivendicazioni politiche e lotte comuni, come quelle per l'autodeterminazione del popolo Saharawi e la liberazione della Palestina.
(In foto/"L'Africa non è in vendita")
(In foto/Bandiere curde)
(In foto/Striscioni dello spezzone Saharawi)
La testa del corteo è stata simbolicamente ‘occupata’ dalle organizzazioni in memoria delle vittime del Mediterraneo, i tanti migranti che negli anni hanno tentato di attraversare il mare verso l’Europa, in cerca di un futuro migliore.
(In foto/ Un'immagine della testa del corteo)
A sfilare anche le donne, riunite in mattinata in una grande assemblea, promossa dalle principali realtà femminili tunisine, che ha ospitato organizzazioni in arrivo da tutto il mondo.
(In foto/ Una delegazione di giovani femministe tunisine)
Presenti i graffeurs e gli street-artist del collettivo Zwewla, che hanno ricoperto le strade del corteo delle ‘Z’ con cui si firmano, chiedendo la liberazione dei due membri del gruppo, arrestati a Gabes per aver realizzato dei murales, il cui processo si svolgerà oggi.
Tra i manifestanti anche una donna che, indossando come un mantello la bandiera palestinese, rende omaggio alla foto di Belaid. Altri, invece, portano in corteo l’immagine di sua moglie, Basma.
Il corteo si chiude nel tardo pomeriggio, in attesa dell'inizio dei lavori, che proseguiranno fino al 30 marzo, quando un'altra grande manifestazione - dedicata alla Palestina in occasione della Giornata della Terra - chiuderà l'appuntamento internazionale.
*Tutte le foto pubblicate sono di Jacopo Granci per Osservatorio Iraq. La copertina è di Amine Ghrabi via Flickr CC.
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