The Guardian: Grillo non ha vinto solo grazie alla rete
di Serena Danna – 8 marzo 2013
Grillo non è un pioniere dei media sociali. Il suo blog diffonde il suo messaggio, ma la questione chiave è che l’Italia è stanca della propria classe dirigente
Quando Beppe Grillo, il leader del Movimento 5 Stelle è emerso da vincitore a sorpresa delle elezioni italiane della scorsa settimana, il motivo è stato di una chiarezza cristallina: è stata la campagna sui media sociali degli esperti informatici del movimento che ha vinto. O almeno è questo che i commentatori vorrebbero farci credere.
In realtà la situazione è piuttosto diversa: il successo di Beppe Grillo ha avuto origine da un vecchio mattone fondamentale di internet: il blog. Da quanto beppegrillo.it è stato lanciato nel 2005 la rete è passata attraverso un rinnovamento: sono emerse nuove dinamiche sociali e nuove piattaforme di condivisione. Il blog di Grillo, tuttavia, è rimasto fedele a sé stesso. Ha assunto la forma di un palco dal quale sono trasmessi i comunicati del movimento, in modo molto simile alla “camera ecoica” di Cass Sunstein, usata per descrivere l’assemblea dei commentatori dei blog e la loro tendenza a riconfermarsi reciprocamente le idee.
La dottrina politica è racchiusa in slogan come ‘Fate le valige!” (rivolto ai parlamentari), “Ammettete la sconfitta!”, “’Fancùlo!” e “Uno conta uno”.
Anziché aprirsi al dibattito e all’esame come il resto del sistema digitale, il Movimento 5 Stelle si è chiuso nella Weltanschaung del suo leader. Il progetto di Grillo ricorda il sistema di navigazione a senso unico di Google e Facebook. Grillo ha più di un milione di seguaci su Twitter, ma lui segue esclusivamente i rappresentanti del movimento che, a loro volta, usano il mezzo per comunicare unidirezionalmente il loro messaggio, utilizzando un tono divisivo da “noi contro loro”.
Lungi dal promuovere sani dibattiti generali e dal rappresentare una forza centrifuga e trasparente, la strategia in rete del Movimento 5 Stelle è sorprendentemente di parte. Il suo nucleo centrale trasmette il proprio messaggio senza reagire alle critiche e ai commenti. In un’intervista alla rete italiana Blogosfere, Roberto Casaleggio – cofondatore e curatore dell’immagine del Movimento 5 Stelle – ha parlato della sua ambizione di lanciare un sito giornalistico sociale in stile Reddit che consenta ai lettori di selezionare i migliori articoli e così svolgere un ruolo nella gerarchia della copertura. Lo si potrebbe considerare come un tentativo di trasformare la rete a immagine del movimento.
Il Meetup, un sito lanciato nel 2001 che consente agli utenti di organizzare incontri e inviare inviti in rete, è spesso utilizzato dai membri del Movimento 5 Stelle, assieme ad altre piattaforme sperimentali che dovrebbero consentire agli attivisti di raccogliere voti e proposte. La prima applicazione ufficiale del movimento è stata introdotta solo agli inizi di febbraio e anche allora la sua utilità politica doveva ancora essere dimostrata. Il contenuto dell’applicazione è molto ludicizzato e perciò rischia di diventare uno strumento per il marketing virale (anziché uno strumento mediante il quale la campagna può auto-organizzarsi): ha una lista dei primi dieci attivisti a Cinque Stelle, che si battono per il primo posto raccogliendo punti. L’immagine del tuo profilo Facebook ha un logo a Cinque Stelle? Hai 200 punti. Hai stampato del materiale promozionale? Ottieni 50 punti. Prima di elogiare la rivoluzionaria strategia di rete di Grillo val la pena di ricordare che solo 20.000 utenti hanno partecipato alle primarie in rete per la selezione dei candidati; sono meno della popolazione di Pompei.
Non ha senso negare che di questi tempi Internet è uno strumento potente che consente agli attivisti di diffondere il loro messaggio. Attualmente Casaleggio è l’unico ideologo che è stato in grado di realizzare ciò con successo in Italia. Ma quando si esaminato i motivi della vittoria di Grillo, tale spiegazione da sola non è sufficiente. Il motivo reale è sociale, non digitale: la società è indignata e stanca della propria classe di governo. La retorica anti-élitaria del movimento è stata la vera scossa per l’improvviso successo del movimento. Tutti possono identificarsi con il suo messaggio, dall’imprenditore informatico che non riesce ad avere accesso a finanziamenti per la sua nuova impresa all’analfabeta digitale in cerca di lavoro.
Se le campagne di Obama ci hanno insegnato qualcosa è che l’uso vincente della rete consiste nel rispettarne la natura aperta, fluida e trasparente. Durante la campagna il presidente era dovunque: su Twitter, Tumblr, Reddit, Facebook. Il suo linguaggio era mirato a ciascuna piattaforma. L’interazione diretta con il pubblico è stata al centro della strategia comunicativa della sua squadra elettorale. Dal punto di vista dell’utente non si trattava soltanto di essere un sostenitore della campagna di Obama, o semplicemente un cittadino o un elettore. La genialità della campagna è consistita nel dare a tutti l’illusione di essere una parte cruciale della campagna, grazie a un uso riuscito delle tecniche di data-mining. L’esatto contrario di ciò che sta succedendo al quartier generale del Movimento 5 Stelle.
Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Fonte: The Guardian
Originale: http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2013/mar/08/beppe-grillo-success-italy
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