Moni Ovadia : Volontà politica e fenomeni naturali


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Volontà politica e fenomeni naturali

Volontà politica e fenomeni naturali

La pessima campagna elettorale che grazie a Dio ci stiamo lasciando alle spalle, ha registrato un tasso di false promesse, di arroganza e di impudenza da gran parte dei candidati al governo del Paese, come raramente se ne erano ascoltate nelle pur non edificanti tornate elettorali che hanno preceduto quest’ultima.
I temi d’elezione delle sparate sono stati quelli dell’emergenza economica, delle tasse e della sofferenza acuta delle tasche dei cittadini. Si sono sprecate le ricette per l’uscita dalla crisi, con una predilezione per quelle a base di due ingredienti ritenuti indispensabili: taglio alle spese pubbliche, riduzione dell’imposizione fiscale. Come sempre, sono state evocate retoricamente – e per far prendere fiato ai polmoni – la lotta all’evasione fiscale, alla corruzione, agli sprechi e ai privilegi. Come sempre – e ci si potrebbe scommettere le mutande con i bookmakers inglesi – per l’ennesima volta non se ne farà niente di serio.
L’evasione fiscale annua in Italia assomma a circa 120 miliardi di euro, la corruzione a 60 miliardi, gli sprechi grosso modo alla stessa cifra e, quanto ai privilegi, non è facile fare un calcolo preciso ma si tratta comunque di qualche decina di miliardi di euro. Se a queste voci sommiamo il reddito della malavita organizzata, facendo un calcolo approssimativo si raggiungerebbe probabilmente il totale di cinquecento miliardi di euro. Facendo l’ipotesi di recuperare anche solo la metà di questi soldi sottratti alla collettività, l’Italia potrebbe risolvere tutti i propri problemi.
E perché non si recuperano queste risorse rubate alla ricchezza nazionale? Perché non c’è la volontà politica. E perché non c’è la volontà politica? Proviamo a cercare delle ragioni.
Una delle risposte possibili è che molti politici ritengono evasione, corruzione, mafie e privilegi, dei fenomeni naturali come la grandine. Un’altra possibilità è che il vero governo della nazione sia in realtà orientato, o per lo meno pesantemente condizionato, da evasori, corruttori, mafiosi, privilegiati. Un’altra delle ragioni, la più scabrosa da gestire politicamente, è la zona grigia diffusa fra i cittadini che è indulgente verso i fenomeni sunnominati.
Per questo il Silvio nazionale ha proposto l’ennesimo condono tombale. L’antidoto a questa micidiale spoliazione della ricchezza collettiva che ricade sui ceti deboli, sull’economia delle famiglie indifese e suo contribuenti onesti, quale che sia il loro livello di reddito, è una cultura del bene comune e una legge contestuale che renda non conveniente quei reati. E non c’è bisogno della galera, è sufficiente punirle con dure e cogenti sanzioni economiche, molto molto dure e molto molto cogenti.

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