Manifestante palestinese ucciso dagli israeliani è il sesto civile ucciso quest'anno


  Samir ‘Awad being taken to hospital. Photo: ‘Abd a-Naser Murar, 15 January 2013.

Muhammad Asfour, 23 anni è stato ferito  alla testa due settimane fa da un  proiettile in gomma rivestito in acciaio durante una protesta  a sostegno dei prigionieri politici in sciopero della fame. I funerali si svolgeranno dopo la preghiera di mezzogiorno Venerdì in Aboud. Dall'inizio del 2013  sei palestinesi sono stati uccisi da soldati.



Asfour era  uno sudente iscritto al  4 ° anno di Fisica presso l'Università Al Quds di Abu Dis e giocaca  a calcio nella squadra del paese. Nato il 1990/03/09Asfour è morto  due giorni prima di celebrare il suo 23 ° compleanno.

Asfour è il  sesto palestinese ucciso dai  soldati israeliani  in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, ( cfr. relazione di B'Tselem qui ), oltre al  prigioniero Arafat Jaradat  morto due settimane fa nel carcere israeliano "Megiddo", sei giorni dopo il suo arresto:
11 GENNAIO 2013: Anwar al-mamelucca, 20 anni ,  a Gaza City, ucciso da soldati nei pressi della recenzione militare  di Gaza 
12 gennaio 2013: 'Udai Darwish, 21 anni, di Dura, distretto di Hebron, ucciso da soldati dopo aver attraversato la barriera di separazione per lavorare in Israele
15 gennaio 2013: Samir 'Awad, 17 anni, del villaggio di Budru ucciso da soldati vicino alla barriera di separazione 
18 gennaio 2013: Saleh al-'Amarin 15 anni , distretto di Betlemme, ucciso da soldati 
23 gennaio 2013: Lubna al-Hanash 21 anni di Betlemme, ucciso da soldati vicino a Route 60
 13 Palestinian protester shot by Israelis is sixth civilian killed this year


Five Palestinian civilians fatally shot by Israeli military in January 2013

Published: 
30 Jan 2013
In January 2013, Israeli soldiers fatally shot four Palestinians in the West Bank and at least one in the Gaza Strip. In another case, a Palestinian was fatally shot near the Gaza military perimeter fence under circumstances as yet unclear. The military denies involvement in the latter incident.
According to B’Tselem’s preliminary inquiries into the five cases in which the Israeli military has accepted responsibility for the firing, the people killed were unarmed and posed no danger to the soldiers.
Details of the five incidents:
11 January 2013: Anwar al-Mamluk, 20, of a-Shuja’iyeh neighborhood, Gaza City, fatally shot by soldiers near the Gaza military perimeter fence
12 January 2013: ‘Udai Darwish, 21, of Dura, Hebron District, fatally shot by soldiers after crossing the Separation Barrier into Israel on his way to work
15 January 2013: Samir ‘Awad, 17, of the village of Budrus, Ramallah District, fatally shot by soldiers beside the Separation Barrier near Budrus
18 January 2013: Saleh al-‘Amarin, 15, of al-‘Aza Refugee Camp, Bethlehem District, fatally shot by soldiers in al-A’yda Refugee Camp
23 January 2013: Lubna al-Hanash, 21, of Bethlehem, fatally shot by soldiers near Route 60, by al-‘Arrub Refugee Camp
Open-fire regulations prohibit the firing of live ammunition at people throwing stones, except in circumstances of real and immediate mortal danger. In stone-throwing incidents, including large-scale incidents, the military has at its disposal crowd control measures that should not be lethal when used according to instructions. The military is trained in dealing with such incidents, and is capable of doing so without lethal fire.
As of April 2011, a Military Police Investigations Unit (MPIU) inquiry is opened immediately into every West Bank killing of a Palestinian not taking part in hostilities. Accordingly, MPIU investigations have been opened in all four of the above-mentioned cases in the West Bank. Insofar as is known to B'Tselem, an MPIU investigation has not yet been opened into the circumstances of the death of Anwar al-Mamluk in Gaza.
B’Tselem is monitoring the MPIU investigations and would emphasize that, in addition to investigating the circumstances of each incident, the investigators must also examine the written and oral directives conveyed to the soldiers involved. The investigators must confirm that the soldiers were clearly instructed that live fire is permissible only in exceptional cases of immediate and mortal danger, and that the use of live fire under any other circumstances is unacceptable and unlawful. If the soldiers are found to have been instructed otherwise, steps must be taken against those responsible.

Foto: Manifestazione a Hebron termina con un arresto violento


AIC – Alternative Information Center
06.03.2013

http://www.alternativenews.org/english/index.php/news/hebron/6073-photos-hebron-demonstration-ends-with-violent-arrest.html

FOTO: Manifestazione ad Hebron, termina con un arresto violento 

Foto di Ryan Rodrick Beiler
Il 25 febbraio 1994, un colono israeliano nato in America, Baruch Goldstein, entrò nella Moschea di Abramo ad Hebron e aprì il fuoco, uccidendo 29 fedeli e ferendone oltre 125. Altri 19 palestinesi furono uccisi dalle forze israeliane durante le proteste in risposta al massacro. Negli anni a seguire, le autorità israeliane di occupazione hanno imposto innumerevoli restrizioni ai palestinesi al fine di rafforzare la politica di separazione dei coloni israeliani.
                   
             Un soldato israeliano si prepara a lanciare una bomba sonora

Shuhada Street, il principale distretto commerciale della città, ha visto la chiusura di quasi tutti i suoi negozi per ordine militare e, mentre a automobili e pedoni palestinesi è vietato entrare, i coloni israeliani possono guidare e camminare liberamente. Come tutti gli altri insediamenti israeliani in terra palestinese, anche quelli di Hebron sono considerati illegali dalla legge internazionale.
Per commemorare il massacro, 19 anni dopo, gli attivisti sono scesi in piazza la scorsa settimana per protestare contro l’occupazione e per esprimere solidarietà con i prigionieri politici palestinesi detenuti da Israele. I palestinesi, insieme a attivisti internazionali e israeliani, si sono scontrati con le forze israeliane, che hanno lanciato bombe sonore e gas lacrimogeni per disperdere la folla. Alla fine della manifestazione, un palestinese è stato arrestato dopo essere stato picchiato dai soldati che allontanavano gli altri manifestanti spianando i fucili.
   

        Attivisti israeliani e internazionali dividono i palestinesi dai soldati per evitare che li arrestino

             
        Il giovane arrestato cade a terra privo di conoscenza per il pestaggio



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