Guerra in Iraq :L’ultima lettera
Di Tomas Young
22 marzo 2013
Scrivo questa lettera nel 10° anniversario della Guerra in Iraq a nome dei miei compagni reduci da quella guerra. Scrive questa lettera a nome dei 4.488 soldati e Marine che sono morti in Iraq. Scrivo questa lettera a nome delle centinaia di migliaia di reduci che sono stati feriti e a nome di coloro le cui ferite, fisiche e psicologiche, hanno distrutto le loro vite. Io sono uno di quelli che è stato ferito gravemente. Sono rimasto paralizzato in un’imboscata di insorti nel 2004 a Sadr City. La mia vita sta arrivando alla fine. Vivo in base a un programma di assistenza per malati terminali.
Scrivo questa lettera a nome dei mariti e delle mogli che hanno perduto il loro coniuge, a nome dei bambini che hanno perduto un genitore, a nome di padri e delle madri che hanno perduto figli e figlie, e a nome di coloro che si prendono cura delle molte migliaia di miei compagni reduci che hanno avuto lesioni cerebrali. Scrivo questa lettera a nome di quei reduci il cui trauma e repulsione verso se stessi per quello di cui sono stati testimoni, che hanno sopportato e fatto in Iraq li ha condotti al suicidio e a nome dei soldati e dei Marine in servizio attivo che, in media, commettono un suicidio al giorno. Scrivo questa lettera a nome del milione circa di iracheni morti e a nome degli innumerevoli iracheni feriti. Scrivo questa lettera a nome di noi tutti – i detriti umani che la vostra guerra ha lasciato, coloro che trascorreranno la vita con pena e dolore infinito.
Scrivo questa lettera, la mia ultima lettera, a voi, Signor Bush e Signor Cheney. Vi scrivo non perché pensi che voi possiate afferrare le terribili conseguenze umane e morali delle vostre bugie, della manipolazione e della sete di ricchezza e potere. scrivo questa lettera, perché, prima della mia morte voglio chiarire che io e centinaia di migliaia dei miei compagni reduci, insieme con milioni di miei concittadini, insieme con altre centinaia di milioni in Iraq e in Medio Oriente sanno pienamente chi siete e che cosa avete fatto. Forse potete sfuggire alla giustizia, ma ai nostri occhi ciascuno di voi è colpevole di vergognosi crimini di guerra, di saccheggio e infine, di omicidio, compreso l’omicidio di migliaia di giovani americani- i miei amici reduci – a cui avete rubato il futuro.
La vostra posizione di autorità, i vostri milioni di dollari di ricchezza personale, i vostri consulenti pubbliche relazioni, i vostri privilegi e il vostro potere non possono mascherare la vacuità del vostro carattere. Ci avete mandato a combattere e a morire in Iraq, dopo che lei, Signor Cheney, ha evitato la coscrizione in Vietnam, e lei, Signor Bush, si è assentato in modo ingiustificato dalla sua unità della Guardia Nazionale. La vostra vigliaccheria ed egoismo sono state svilite decenni fa. Non eravate disposti a mettervi a rischio per la nazione, ma avete mandato centinai di migliaia di giovani uomini e donne a sacrificarsi in una guerra senza senso, riflettendoci per lo stesso tempo che si impiega a mettere fuori la spazzatura.
Sono entrato nell’esercito due giorni dopo gli attacchi dell’11 settembre. Volevo reagire contro coloro che avevano ucciso circa 3.000 miei concittadini. Non sono entrato nell’esercito per andare in Iraq, un paese che non aveva avuto alcuna parte negli attacchi del settembre 2001e non costituiva una minaccia ai paesi vicini, molto meno agli Stati Uniti. Non sono entrato nell’esercito per “liberare” gli iracheni o per chiudere depositi immaginari di armi di distruzione di massa o per impiantare quella che voi cinicamente definivate “democrazia” a Baghdad e in Medio Oriente. Non sono entrato nell’esercito per ricostruire l’Iraq che in quell’epoca ci avevate detto si poteva pagare con le entrate del petrolio dell’Iraq. Questa guerra è invece costata agli Stati Uniti oltre 3 trilioni di dollari. E soprattutto non sono entrato in Iraq per fare una guerra preventiva. La guerra preventiva è illegale in base alla legge internazionale. E in quanto soldato in Iraq, stavo favorendo, adesso lo so, la vostra idiozia e i vostri crimini. La guerra in Iraq è il più grande abbaglio strategico nella storia degli Stati Uniti. Ha distrutto l’equilibrio di potere in Medio Oriente. Ha installato un governo filo-iraniano brutale e corrotto a Baghdad, cementato nel potere tramite l’uso della tortura, le squadre della morte e il terrore, che ha lasciato l’Iran come forza dominante nella regione. A tutti i livelli – morale, strategico, militare ed economico – l’Iraq è stato un fallimento. E siete stai voi, Signor Bush e Signor Cheney, che avete iniziato questa guerra. Siete voi che dovreste pagarne le conseguenze.
Non starei scrivendo questa lettera se fossi stato ferito combattendo in Afghanistan contro quelle forze che hanno fatto gli attacchi dell’11 settembre. Se fossi stato ferito lì, sarei ugualmente infelice per il mio deterioramento fisico e la mia morte imminente, ma almeno avrei il conforto di sapere che le mie lesioni sono una conseguenza della mia decisione personale di difendere il paese che amo. Non dovrei giacere in un letto, con il corpo pieno di antidolorifici, la mia vita che se ne va, e fare i conti con il fatto centinaia di migliaia di esseri umani, compresi i bambini, compreso me, sono stati sacrificati da voi per poco più che l’avidità delle società petrolifere, per la vostra lealtà agli sceicchi del petrolio dell’Arabia Saudita e le vostre insane visioni dell’impero.
Io ho sofferto molto, come tanti altri reduci disabili, dell’assistenza inadeguata e spesso inadatta fornita dall’Amministrazione dei reduci. Come tanti altri reduci disabili, sono arrivato a capire che le nostre fatiche mentali e fisiche non vi interessano affatto, forse non interessano nessun politico. Siamo stati usati, siamo stati traditi. E siamo stati abbandonati.Lei, Signor Bush, ha tante pretese di essere cristiano, ma mentire non è un peccato? L’omicidio non è un peccato? Il furto e le ambizioni egoistiche non sono peccati? Non sono cristiano, ma credo nell’ideale cristiano. Credo che quello che fate all’ultimo dei vostri fratelli, alla fine lo fate a voi stessi, alla vostra anima.
Il giorno della resa dei conti è imminente per me. Spero che sarete processati. Ma più di tutto spero che, per il vostro bene, che voi troviate il coraggio morale di affrontare quello che avete fatto a me, a moti, molti altri che meritavano di vivere. Spero che prima che finisca il vostro tempo sulla terra, come sta per finire ora il mio, troverete la forza di carattere di stare davanti a tutti gli Americani e al mondo, ed in particolare al popolo dell’Iraq, e di chiedere perdono.
Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo
www.znetitaly.org
Fonte: http://www.zcommunications.org/the-last-letter-by-tomas-young
Originale: Truthdig
Traduzione di Maria Chiara Starace
Traduzione © 2013 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY – NC-SA 3.0
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